Zaccheo, uno di noi.
Zaccheo, un privilegiato di Gesù? L’ evangelista Luca ci
racconta che Gesù, durante la Sua predicazione, percorreva la città di Gerico in mezzo ad una grande folla. Vi era un uomo piccolo di statura il quale non riusciva a vedere Gesù, si fece spazio tra la folla fino ad arrampicarsi sopra l’albero di sicomoro. Gesù giunto sotto l’albero alzò gli occhi verso Zaccheo e disse : “ Zaccheo, scendi in fretta perché devo fermarmi a casa tua”. Zaccheo scese e lo accolse con gioia mentre i presenti dicevano: “E’ andato ad alloggiare a casa di un peccatore” Zaccheo rivolgendosi a Gesù gli disse : “Darò la metà dei miei averi ai poveri , e se a qualcuno ho rubato gli darò il quadruplo”. Gesù annunciò a Zaccheo “ oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’ egli è figlio di Abramo”. Ci chiediamo : il percorso di Zaccheo verso la Fede è mai esistito?” Egli è stato un privilegiato perché la Fede gli è stata donata da Gesù in persona? Quanti di noi soffrono questo percorso avendo come risposta il silenzio di Dio? Questo è uno Zaccheo edito, cioè quello che ci viene presentato da Luca, ma, cosa sappiamo di Zaccheo inedito? L’uomo che amava la ricchezza non era contento perché tormentato da un profondo desiderio di conoscere Gesù. Che forse all’interno di questo tormento si è sviluppato e concluso il percorso della Fede? Un percorso inedito che non conosciamo e che certamente è racchiuso il mistero della Fede. Era il periodo della quaresima, ovvero della metànoia, detto anche della conversione. Zaccheo, fisicamente piccolo, ma spiritualmente grande, trovò sul suo cammino l’albero di sicomoro o della salvezza da dove riusci a vederlo. In quell’ istante avvenne la conversione. Il forte desiderio che aveva fu “sentito”da Gesù che mosso da pietà si “mostrò” al piccolo grande uomo. A Zaccheo Gesù offrì l’albero della salvezza che in termini ermeneutici significa “Preghiera” e Zaccheo pregò cosi tanto che fu esaudito. Noi non siamo mossi da questo lacerante desiderio, cioè non preghiamo abbastanza , oggi, in modo particolare, la secolarizzazione globalizzata ha reso la preghiera sterile perché Adamo ha costruito un tempo post-cristiano, idolatrico. Dobbiamo pregare perché anche noi possiamo ascendere sul “sicomoro” e vedere Gesù . E’ stato un “albero” a dare la perdizione ad Adamo, è stato un “albero” a dare la salvezza ad Adamo.Da questa verità deriva il forte legame dell’uomo alla madre terra
francesco saverio iacolare