Anniversari della storia

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

KAROL WOJTYLA:L’ARIETE DI CRISTO.

 

Erano le 21 e 37 di sabato due aprile 2005, quando l’Uomo che ha aperto il varco senza paura per andare verso Cristo,”Varcava La Soglia della Speranza” per entrare nella certezza dell’Eternità.Un grande abbraccio universale univa credenti e non credenti,in ogni angolo del mondo, all’insegna della prima espressione del Suo pontificato,”Aprite,anzi spalancate le porte a Cristo”.Un pianto catartico faceva approdare alla Fede in Cristo migliaia di fratelli visto come ,l’Uomo vestito di bianco,ha testimoniato con la morte la Sua vita.La sofferenza è stato il luogo privilegiato della Sua esistenza,facendo della gioia della Fede la certezza del Paradiso.Oggi Karol rappresenta una delle pagine di storia più strabilianti del bimillenario annuncio del Vangelo.Un pastore nomade che ha fatto dell’azione la Sua indole,della preghiera la Sua vita, del Crocifisso il Suo Essere.Il 900 è stato espressione di grandi Uomini ed eventi,ma anche di mostri e tragici eventi. L’opera e il pensiero di Karol Wojtyla, sono stati i grandi doni che Dio ha voluto imprimere nella storia del 900 e segnare il solco che l’uomo deve percorrere  nel terzo millennio.Come pastore universale della Chiesa non è mai stato dalla parte del potere,Egli si è sempre adoperato,per tutta la vita, per l’affermazione della dignità della persona e i diritti umani.Senza dubbio è stato l’uomo più amato dai bambini e dagli uomini di buona volontà.Grande animatore del dialogo tra le religioni,facendo della terra di Francesco la capitale mondiale del dialogo degli uomini di moltissime Fedi.Un Uomo che non ha esitato a combattere l’ingiustizia di tutti i totalitarismi,ultimo quello del comunismo,del capitalismo.Un Papa che fece prima tremare, e poi crollare l’impero del Male comunista.La Sua missione di Ariete di Cristo sembrava essere finita il 13 maggio 81, quando la mano assassina del KKB,cercava di uccidere Karol,nulla poteva il serpente del Male, di fronte alla protezione della Santa Vergine di cui è stato sempre devotissimo figlio. L’Uomo vestito di Bianco continuava la Sua missione fino a vedere il crollo dell’impero del Male alla fine dell’89.Il Suo nomadismo ha messo il mondo “sconosciuto”alla ricerca del messaggio evangelico,unica fonte di verità di valori eterni.Dopo una vita da testimone di Cristo,senza alcuna frontiera,inizia il declino del corpo.Il 25 marzo del 2005,ormai nel pieno della decadenza fisica,appare alla finestra apostolica per solo 45 secondi,non parlerà.Il Venerdi Santo sarà la Sua ultima Passione appeso alla Croce di Cristo, di cui era eternamente innamorato.Il giorno di Pasqua,con una apparizione drammatica dalla finestra apostolica cerca disperatamente di impartire l’ultima benedizione della Sua martoriata esistenza.Una folla immensa,non solo a Roma ma, nel mondo intero pregava per il proprio Papà,il proprio Nonno, il proprio Fratello che si  mostrava al mondo nella nudità della sofferenza,come parte integrante della Sua altissima missione terrena.Un Uomo che per il prossimo futuro rappresenterà un grande patrimonio spirituale dell’umanità a cui tutti ,credenti e non credenti, potranno attingere per accedere al mistero della propria interiorità.Chi potrà mai dimenticare  quelle folate di vento che sfogliavano le pagine del Vangelo sulla bara, fino a segnare la chiusura come segno della Sua fine terrena come testimone di Cristo? Noi siamo certi  che quel vento continui a sfogliare i nostri sentimenti nella comunanza della Fede in Cristo in tutti i luoghi dell’uomo.

                                   

                                                     Francesco Saverio Iacolare

 

 

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