Benvenuto anno di grazia 2013

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Il nostro lungo pellegrinaggio, datato 2012, è finito.

Esso ha lasciato dietro di sé molti aspetti negativi per la condizione umana. Una condizione che sta perdendo i propri connotati valoriali, caratteristici propri di una comunità in cammino. Un pellegrinaggio, il nostro, sempre più prossimo ad una corsa, che caratterizza le “mandrie” richiamate dall’utile, che un camminare in dialogo per raggiungere una meta comune. Siamo dentro una precarietà sociale la cui crisi, devastante, sta provocando un olocausto generazionale fatto di una rabbiosa convivenza nella quale si provoca, giorno per giorno, la morte della comunicazione. Questo è dovuto al fatto che il nichilismo del potere non ha mai preso in considerazione i valori della persona e della relazione. Negli ultimi anni i nostri modelli culturali sono stati pesantemente condizionati , in modo particolare quelli della scuola e dell’università, dalle direttive europee (fondate sul potere finanziario ed economico) le quali hanno stravolto la missione educativa e la formazione della persona. Esse hanno imposto di “istruire”  e formare i migliori , cioè “costruire” gli individui escludendo la Persona come sostanza di pensiero pensante. Oggi “educare” non significa più “tirar fuori”,  “condurre per mano”, ma, al pari di un sistema meccanico, significa “assemblare” l’individuo alla funzione utilitaristica di un capitale selvaggio,antietico.  Un potere che vuole squallidamente distruggere una pedagogia politica ancora viva nella cultura umanistica a dimensione spirituale e, che, continua a tener viva la dimensione di persona contro tutti i poteri annientanti di natura economica e finanziari. L’Europa di questi poteri non è la nostra Europa, questi sono quelli che hanno negato d’inserire nel preambolo della costituzione europea le origine cristiane dell’Europa, una realtà storica innegabile che non voleva prevaricare l’esistenza di altre fedi ma, solo evidenziare il grande contributo spirituale e culturale alla formazione della nascita del popolo europeo,oggi ridotto a popolazione sparsa.  Gli onesti vogliono un futuro europeo fatto di armonia, inteso come superamento di tutti gli egoismi, le frammentazioni, per compiere il pellegrinaggio del 2013 verso “l’intero”. Sarà possibile? Noi pensiamo di si. Bisogna instaurare un nuovo rapporto con la “terra”, cominciare  a guardarla  non più come “preda” da conquistare, ma come “dimora” di condivisione collettiva, così come ci ricorda il salmista in salmo 37- v 3. Amare la terra significa avere una coscienza ecologica che sappia sposare l’etica del suo linguaggio millenario in tutte le sue espressioni. Sono necessari nuovi linguaggi, nuovi stili di vita, nuovi orizzonti, per affrontare il prossimo futuro. E’ necessario  un dialogo con una forte tensione verso la totalità, una diversa azione politica che si spogli della “ragione armata” e che abbia a costruire un percorso meta-politico, se vuole liberarsi dalle catene di un sistema violento. Questa considerazione è la complessità del cammino trionfale della razionalità,usata nell’arco dei secoli per fini egoistici, con la spietata logica di Procuste. Si e’ sempre rifiutato l’armonia come superamento delle frammentazioni, unica via per curare la logica dell’intero. Un processo, questo, che implica non solo la ricomposizione di tutti i frammenti ma, significa mettere in dialogo tutte le diversità in ascolto fra loro. Una comunicazione che mi permette di conoscere l’altra parte di me come esperienza di rivelazione. In questo contesto di pluralismo si evince l’armonia come dimensione metalogica  del dialogo. Un dialogo che non deve più cercare né l’ateo, né il credente, né il musulmano, né l’induista, né il cristiano, né il buddista ecc.. ecc.. Tutte queste differenze sono  state causa di conflitto che hanno sempre ostacolato la “costruzione”dell’armonia dell’animo umano. Il vero dialogo deve cercare un grande sconosciuto: “ L’Uomo”. Quello che fu ucciso venti secoli or sono dall’abominio del potere, quello che, contro ogni logica decrepita , ci ha lasciato la Sua testimonianza per la fondazione di un’azione politica capace di essere esercitata da ogni essere umano che guarda con amore il volto dell’altro. Solo così è possibile liberare la speranza dalla violenza del potere.  Ci auguriamo che Il prossimo pellegrinaggio, verso il 2013, passi per il nostro territorio e possa avere dei “pellegrini” che riflettano su codesti argomenti e rifondare la politica all’insegna del bene comune, senza più continuare a “rapinare la terra” per i propri interessi come da sessant’anni. Chi raccoglierà la sfida di cercare l’Uomo in un tempo in cui egli è stato seppellito sotto i rifiuti dell’utilitarismo, del consumismo, dell’apparire, dell’ipocrisia eretta a sistema, dell’inganno dei padri contro i figli dando loro, nella dimensione nepotistica, il superfluo uccidendo il futuro e  abbandonando le giovani generazioni al tempo del male, occupato dalle organizzazioni mafiose e pseudo politiche ove esercitano la violenza del potere. Bisogna uscire dalla logica dell’imposizione e dalla prassi della “vittoria” a tutti i costi, è una precondizione per costruire la pace nei cuori. E’ il caso di riproporre la tragica domanda che il Padre rivolse al figlio dopo l’incontro con il male: “Adamo,dove sei”? Ognuno di noi ha il dovere, se crede ancora di essere un uomo, di cercare negli oscuri meandri del suo essere il proprio sé, rispondendo al Padre “Eccomi” e non ipocritamente “Padre,mi hai chiamato”?  Nell’ ”Eccomi” v’è una decisa volontà di disponibilità totale, caratteristica di coloro che vivono con sincerità il Vangelo. In “Padre, mi hai chiamato”? v’è la carenza della persona e il prevalere dell’individuo. Solo dopo è possibile iniziare un dialogo con il proprio recondito inedito, di balducciana memoria, cominciando col dire. Per secoli mi sono illuso di essere dio, ero superbo, egoista, cattivo, assassino, ecc.. ecc.. Ho esercitato la violenza del potere sui poveri,sugli ultimi, sui deboli senza comprendere che questi sono gli eredi del Regno, perché gli ultimi saranno i primi, alla fine, se v’è stata comprensione, dirò a me stesso: non sono che un povero uomo che cerca la compagnia dell’Uomo. Esistono grandi manifestazione di bellezza e di azioni altruistiche che testimoniano il bene sotto moltissimi aspetti. Queste sono compiute da persone semplici che con la loro genialità, frutto dell’amore per l’altro, riescono a testimoniare che la vera vita non è quella dell’apparire ma, quella dell’essere per l’altro. Che il 2013 possa essere una pietra miliare,frutto di etica condivisa, fatta di morale e di onestà, su cui poggiare le fondamenta di un futuro generazionale fuori dal tempo del male. Facciamo appello ai prossimi candidati, locali e nazionali, di non lasciarsi fagocitare dal “canto delle sirene” delle mille mafie trasformiste. Esse sono il tragico luogo del dolore e delle sofferenze, queste ammazzano il futuro svendendo la  coscienza di coloro i quali cedono al ricatto  mafioso evidenziando la propria vigliaccheria. La politica è impegno verso i figli, la famiglia, i propri luoghi di origine, il proprio popolo. Chi vende la  coscienza per un “posto al sole” non guadagnerà certamente la luce ,ma, le tenebre.

                                             francescosaverioiaco@libero.it                                                                                                                                    

 

                                           

                                          

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