Buon Natale al comatoso paesone.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

il natale come tempo di conversione e di riflessione.

 

Il Natale è tempo di esame di coscienza ,—per chi crede ancora che essa possa esistere — è  tempo di conversione. Noi speriamo di comprendere sempre di più e a percorrere , con gioia, i vasti orizzonti della conversione pur tra mille difficoltà. La conversione è l’accettazione di un cammino sul quale il nostro essere impari a distinguere il necessario dal superfluo,su ciò ch’è bene e ciò ch’è male. Il natale è la condivisione del “pezzo di pane” con l’altro che interpella la nostra coscienza, è l’accoglienza dello straniero che abita fuori di me  , soprattutto liberarsi da  quello che domina il proprio sé. La conversione è la resistenza e l’opposizione a tutte le istituzioni che cercano di omologare al loro potere, tutti gli onesti e l’esercito di giovani con i quali esse mai hanno cercato il dialogo che possa significare “Futuro”. La nostra chiesa ha coniugato, come istituzione, nel peggiore dei modi il verbo secolarizzare, imponendo la reinterpretazione della parola di Dio alla luce dei poteri dominanti, mettendo in epochè la testimonianza evangelica. Buon Natale, chiesa mercenaria che tu possa rinascere come Chiesa del popolo di Dio e morire come istituzione al servizio del potere. La manipolazione “maschile”, della parola di Dio, ha fatto si che oggi le chiese risultino vuote di fedeli, da esse Dio Padre è stato cacciato e sostituito dal potere mondano, --così Vittorino Andreoli dice nel suo ultimo libro “Nessuno” – quel potere di cui Gesù,  tra l’incomprensione generale e il Suo silenzio, seppe sconfiggere sul Golgota. Purtroppo, la chiesa delle istituzioni è abitata da individui che vogliono insegnare il nome di Dio, senza credere in Dio. Per questo l’istituzione chiesa non è più credibile, questi sono sacerdoti individui che usano la ragione, diversamente da uomini sacerdoti che ,con amore,  testimoniano  e predicano il nome di Dio al popolo di Dio. Buon Natale ai sacerdoti individui, che possano convertirsi ad essere uomini sacerdoti. La stessa cosa si può dire degli pseudo politici nostrani, una ciurma di pirati  sempre pronti all’assalto di un qualsiasi “natante” fuori da ogni vocazione politica. Per anni hanno sempre scalato l’albero della cuccagna alla ricerca di una preda da rapinare. Poveretti, questi che si illudono di essere “qualcuno”, non conosceranno mai la gioia di essere “Nessuno”. Diversamente , tutti gli uomini di buona volontà che operano nel silenzio e nell’umiltà e che non contano, perché considerati nessuno, questi sono gli unici che sono qualcuno perché la loro relazione con l’altro è fatta solo di Amore, i pirati non conoscono l’amore per la politica. Paolo VI, durante un convegno con i giovani universitari ebbe a dire:  “ La Politica è il più grande atto di carità che l’uomo possa compiere”. Per i pirati la politica è il luogo ove è possibile compiere rapine e rimanere impuniti. Sarebbe opportune che alle prossime elezioni, la crisi delle mafie locali possa convertirsi verso un voto di onestà  senza  nominare poveri idioti, lasciando che inizi un processo di conversione verso il bene comune. In questo momento gli utili idioti stanno soffrendo il “deserto” culturale dell’assenza di qualsiasi progetto politico dovuto alla frantumazione di idee circa il bene comune. L’unico progetto,  per ogni singolo, è l’assalto alla “diligenza”, una logica che denota  un profondo senso di confusione. Il Natale è la nascita dell’innocenza, una riflessione che tutti   dovremmo fare  circa la  conversione al bene. Questa è l’unica via per convertirsi dallo stato di individuo a quello di Persona, l’unica via per comprendere la politica come atto di carità e liberarsi dal male. Spesso il vivere la propria esistenza, nella dimensione egoistica, priva di relazioni con le diversità, ci fa  “soffocare” dall’oscurità del nostro egoismo fino a voler rendere l’altro invisibile. Questo, tuttavia, si manifesta nei mille volti dei “nessuno” che nel silenzio, nell’onestà, nella laboriosità, ecc.. ecc.. costruiscono, giorno per giorno, un percorso di senso per il domani. Nel complesso mondo delle relazioni, ove v’è necessità di contatti tra persone, l’unico modo per essere accettati è quello di avere un sé mutevole e non un io rigido e impositivo. In questa dimensione di ascolto è possibile alla persona mettersi  alla prova per la  comprensione dell’altro. Per fare questo si deve programmare un pensiero politico a “colori”, multietnico, interreligioso , che sappia dialogare con l’universale  mettendo da parte il falso relativismo che divide, e non quello che aiuta a comprendere che solo stando insieme si cresce. Purtroppo, l’istituzione chiesa continua a guardare il mondo con la dimensione  romanocentrica, tradendo la sua verità “cattolica” ossia universale, rischiando di diventare una oscura istituzione politica che rifiuta la testimonianza missionaria. Auspichiamo doppio Buon Natale a questa chiesa affinchè possa ritrovare la sua cattolicità. I nostri “curiali” hanno paura di perdere il potere se cercano d’interpretare i “segni dei tempi”, come voleva il Papa Buono. Egli riteneva di recuperare il primato pastorale della chiesa, il dialogo con la cultura altra, contribuendo al processo di unità del genere umano. Queste erano le utopie di Papa Giovanni, il padre del concilio vaticano II°, tanto disatteso dai detentori del potere. Dalla fortezza, volutamente, blindata del concilio, solo alcuni spiragli sono stati aperti per guardare l’uomo nelle sue diversità, nonostante ciò grandi uomini di fede come: Balducci,Mazzolari, Milani, Martini, Turoldo,  i fratelli Boff, Oscar Romero, Arturo Paoli, -oggi centenario-e tanti altri, hanno pagato duramente  -Oscar Romero con la vita-, lo sforzo di aprire  ulteriori finestre sul mondo che hanno offerto nuovi paradigmi culturali capaci di guardare le diversità lontane, dando la possibilità a milioni di fedeli di sottrarsi all’omologazione della verità dell’istituzione chiesa; ciò  ha  permesso a Cristo di uscire dalle sagrestie e stare in mezzo agli uomini. Ricordiamo che il primo grande intellettuale dell’era cristiana, S. Paolo, con la Sua  lungimiranza , seppe condurre la Chiesa fuori dall’occidente incontrando nuovi linguaggi fuori dagli schemi mosaici. Buon Natale a tutte le diversità etniche e religiose perché fratelli e sorelle sotto lo stesso cielo , figli dell’unico Padre. Purtroppo oggi la chiesa istituzione puzza di mondo perché ha perso il profumo di Dio e l’umanità di Cristo. Noi pensiamo che l’umanesimo nasce quando si scopre che la dignità dell’uomo non è legata a quella del potere ma, alla comunione con Dio, o all’amore per l’altro. Siamo consci che le norme del potere politico sono sempre state dettate da Caino che, continua ad eliminare milioni di Abele. L’impegno di Abele non è quello di contendere il potere a Caino ma quello di convertire alla testimonianza del bene. Buon Natale all’umanità sofferente del nostro paesone, agli ammalati, ai poveri, a tutti quelli che si illudono di essere qualcuno, perché sono nessuno, in modo particolare ai tanti nessuno che sono i veri qualcuno. Buon Natale ai giovani che possano ritrovare la innocenza di una esistenza serena. Buon Natale a tutti i nostri sacerdoti uomini che possano convertirsi ad essere uomini sacerdoti, quindi fuori dal potere ma, dentro la chiesa del popolo di Dio. Abbiamo bisogno di nuove figure di “martiri” che sappiano testimoniare la legalità, l’onestà, l’eticità, la politica come servizio, la competenza. Questi nuovi martiri devono cacciare i pirati e gli assaltatori alla diligenza per permettere al paesone di svegliarsi dal coma culturale e politico.  Infine Buon Natale a tutti i lettori del giornale, a Sergio Pacilio, direttore di Abbì Abbè, che, nonostante le grandi difficoltà economiche, riesce a dare voce ai veri qualcuno che, nell’umiltà, agiscono e testimoniano il loro impegno con dedizione e altruismo.                                   Costoro,cioè gli onesti, vengono reputati nessuno dai disonesti, poveretti, essi saranno destinati ad essere ciechi per tutta la vita, tuttavia,  Buon Natale anche ai disonesti che possano convertirsi all’onestà.

 

                                                   Francescosaverioiaco@libero.it

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