In cerca del “Pensiero” smarrito.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Molti secoli or sono, il nostro paesone era abitato da frammenti di beni quali: l’umanità, l’accoglienza, l’identità, il perdono, l’amicizia , il senso di Giustizia, in particolare v’era un grande spirito di gratuità. Questo “ era patrimonio” di relazioni relative al riconoscimento del volto dell’altro,nel quale risiedeva il desiderio “d’incontro” tra persone e non tra individui. Oggi queste cose esistono ancora, purtroppo hanno perso quella genuinità che donava: equilibrio, attesa, speranza. Oggi viviamo un tempo ove si registra la morte della gratuità pubblica, la morte di un tempo ove gli abitanti del paesone sono senza tempo futuro, ove i giovani non hanno l’idea dell’emozione dell’attesa, della speranza. Un tempo caratterizzato dall’arroganza della pessima pedagogia di un  manipolo di “mandriani” che “insegnano” come si offendono le istituzioni,  come si deturpa l’ambiente e la dignità dei suoi abitanti, come si semina morte per tumore nell’impunità generale. Il paesone, quello, che si esprime attraverso l’incapacità di un pensiero logico con applicazioni politiche, quello che non ha fatto funzionare il pensiero istituzionale, di conseguenza senza progetti futuri il cui risultato è diventata la vetrina della immonda globalizzazione. Un tempo schiavo dei palazzinari, degli pseudo mafiosi, che hanno costruito dormitori privi di respiro di civiltà etica. Pseudo politici privi del più elementare alfabeto di lungimiranza del bene comune, nel “costruire” una casa decente per il popolo del paesone. Un tempo, il nostro, ove la riflessione ci conduce allo sgomento e allo squallore del territorio, una volta giardino d’Europa per la sua produzione agricola. Oggi cesso d’Europa.Gli pseudo mafiosi-politici non hanno compreso -come potevano visto la mancanza di lungimiranza- che bisognava progettare, non per il proprio egoismo ma, per il bene collettivo. Un mancato progetto etico che ha condotto il nostro territorio verso il disastro ambientale, causato da chi è malato di vergogna coscienziale. Giuglianese del paesone, dove sei? Possibile che non senti la violenza di un vuoto che, giorno per giorno, distrugge gli spazi valoriali che, nonostante tutto, ancora resistono? Possibile che non senti la vergogna di essere trattato come una straccio, da istituzioni i cui burattini le usano solamente per fare del male? Possibile che devi subire “l’azione” politica di un manipolo d’ignoranti che si sono lasciati fagocitare dal cinismo politico, assumendo il ruolo di matrigne del potere? L’irrompere di codeste mediazioni negative hanno ferito il pensiero, pereclitando l’impiego e le risorse delle intelligenze che abitano il nostro territorio. Possibile che codeste bande di “mandriani” non hanno capito che oggi v’è necessità di ritrovare la “Persona” e riporre il “personaggio”? Non hanno capito che bisogna recuperare il pensiero e rifiutare l’imitazione, ch’è un’azione doppiamente negativa? L’uomo del paesone deve mettersi in ascolto della sua nudità, recuperare la ricchezza del suo esistere mediante le proprie dinamiche di vita e di amore. La salute del paesone è precaria perché l’ignoranza delle istituzioni ha decretato la morte della cultura. Una morte che stiamo costatando con la morte della politica, delle relazioni, delle istituzioni, dell’umanità. Un paesone che deve trovare la forza di uscire da una dimensione vegetale dell’esistenza in modo da ricominciare a vivere. Noi siamo dell’idea che la civiltà politica di una classe dirigente si misura dalla capacità di esprimere etica pubblica.  Lo scorso trentennio è stato caratterizzato da molti “figuri sinistri” -incapaci sia culturalmente che politicamente- di avere progettualità futura. Il loro unico scopo era quello di fottere tutto e tutti, questo il loro unico pensiero. La loro inciviltà, ottima compagna dell’essere ladri, non ha permesso nessuno orizzonte di civiltà futura. Oggi paghiamo l’ignoranza, l’odio politico, la mancanza di cultura, l’illegalità, il camorrismo,  ecc.. ecc.. di tanti -qua-qua-ra-quà  che hanno ridotto il paesone ad un grande tumore con lunghe metastasi che si diffondono sempre di più. Poveri camorristi, limitati mentalmente, privi di amore per le proprie famiglie, schiavi del denaro, insieme ai loro complici pseudo politici, non si sono posti  il problema di quanti morti per tumori hanno provocato? Questo “vomito” dall’animo  cangerogeno, dovrà  aspettarsi che un giorno qualche loro figlio, onesto, si renderà conto che la ricchezza offerta  non poteva essere il frutto di un onesto lavoro e chiederà:” Papà se guadagni tre, come facciamo a spendere cento? Se nel frattempo sei diventato quasi onesto dirai a tuo figlio: “perdonami figlio per i tanti assassini che ho prodotto per la mia disonestà, per mio padre e mia madre morti per tumore,e i tanti cittadini innocenti, per i bambini che sono il futuro del mondo ed io vigliaccamente li ho uccisi, spero che tu non abbia a subire la nemesi storica per il male che ho commesso, io invoco per me una catarsi individuale che possa sopportare per il resto dei miei giorni”. Speriamo nel coraggio di qualcuno che possa darci un segnale di conversione morale. In questi ultimi tempi v’è una persona molta combattuta che sta tentando il grande passo, speriamo che ciò avvenga , diversamente il tumore della mente continua a generare morti innocenti. Vogliamo ricordare che la vera autorità consiste nel  servizio non nel comando.

                                Francescosaverioiaco@libero.it

 

 

 

 

 

 

 

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