L’amministrazione Pianese poterizzata dal pensiero unico
“Più Europa” significa avere una pallida idea di che cosa sia l’Europa! Una agglomerato di popolazione? Una composita formazione di popoli? Un luogo con comuni radici greco-giudaico-cristiani? Oppure un pensiero blaterante, tanto per far vedere che si fa qualcosa per non fare niente? È solo la sigla di un tentativo di progresso. Ci sorge un dubbio: i proponenti hanno forse confuso che “Più Europa” si riferisca ad un progresso maggiore, visto che si tratta di un Programma Integrato Urbano per un migliore futuro della nostra città?
Sarebbe miseramente squallido che dei seminari si organizzino facendo ricorso al pensiero unico. Una metodologia di approccio che nulla ha a che vedere con l’ipocrisia della democrazia esercitata al di fuori di qualsiasi cognizione di civiltà etica, un aspetto questo del pensiero pensante per niente remunerativo. Dobbiamo constatare che i vertici della stanza dei bottoni predicano che il progresso è uguale a civiltà e che nel nome del progresso si può anche sacrificare la democrazia e l’altrui dignità che sono dimensioni della civiltà.
Come mai vi sono state lamentele sia nella maggioranza che nella minoranza? Non si può costruire il futuro della città solo con la presenza di coloro che non disturbano il “manovratore”; cioè coloro che non hanno pensiero critico ma solo discepoli della omologazione del pensiero unico. Il futuro della città si costruisce insieme ai cittadini. Due giorni, per sei seminari, sono il delirio della “volontà di potenza” di affermare il proprio narcisismo, senza tener conto che ci vuole competenza culturale e non approssimazione nell’uso del proprio potere che, zittisce i complici dell'interesse di bottega, tenendo fuori coloro che vogliono un governo disinteressato per il bene della città. Cosa fanno i cinque assessori scienziati in nullismo dilagante, frutto della lampada di Diogene, insieme ai consiglieri, semi-assessori, quotati alla borsa comunale? Non è mistero il comportamento “esterofilo” di Pianese. Se avesse nominato cinque assessori “pensanti”della città a quest’ora si sarebbero dimessi senza subire l’omologazione del pensiero unico. I nostri scienziati non si dimettono perchè nominati da Pianese al quale gli sono stati nominati. Purtroppo questa è la dimensione politica del nostro “villaggio” non elettronico. Una politica che non ha più confini nel nostro territorio ove il processo di osmosi tra interesse privato e politica è una realtà inscindibile. Basta osservare lo scempio delle nostre strade, delle nostre piazze, la mancanza di arredo urbano, il pizzo delle strisce blu presentato come fatto legale da una istituzione. La mancanza di servizi, dai trasporti, affidati ai privati, con carri bestiame dell’ultima guerra a quelli dell’esercizio della cultura e spettacolo.
Le persone oneste che protestano, non contano, come il caso di Francesco Carlea. Le persone disoneste che partecipano alla torta eseguono. Se vogliamo migliorare la città bisogna creare organi di competenza settoriali che vengano affidati a persone con grande professionalità e una riconosciuta condotta morale. Si stabiliscano delle norma rigide di responsabilità ove i lavori non devono essere appaltati a seconde o terze ditte, impiegando materiali di scarto, ci vuole un controllo periodico. Si deve pretendere una garanzia di un tempo ragionevole per i lavori eseguiti. Istituire un comitato etico cittadino cui affidare la vigilanza di ogni lavoro. Ci chiediamo: in qualche seminario si è parlato di queste semplici esigenze morali, oppure anch’esse sono state bandite dal pensiero unico?
A questi seminari del “Gattopardo” preferiamo un incontro periodico tra giunta e giuntina con la città. Forse il sogno continua ma insistere è un nostro sentire pedagogico verso coloro i quali sono privi del sentire della coscienza. Speriamo nella metanoia di qualche persona di buona volontà.