Commissari, benvenuti all’inferno ovvero nella terra di camorra.
Commissari, prima di porre mano alla dimensione di“Monsier Travet”, della patologia numerocratica di un ufficio inutile, inventato da un ‘anima perversa dall’art.141 del D.Lgs del 18 agosto del 2000,qual è quella del commissariamento, ascoltate la dimensione del “sentire” e portare il peso del dolore di un territorio ferito a morte dalla più squallida alleanza tra mafia e politica che dura da sessant’anni, questo infame sodalizio ha ridotto una delle zone più belle dell’Italia a pattumiera dell’Europa. Dopo , se vi è spazio, agirete più secondo coscienza che secondo la legge. Da noi, sia la legge che la coscienza , in ambito istituzionale, non sono mai esistite. Voi dovreste essere forieri della legge, vi accorgerete, nel chiuso della vostra coscienza, che spesso è contro la giustizia. La perversione etica e morale di individui, non persone, che vegetano nelle praterie inquinate del nostro territorio, è la prova di una squallida realtà nella quale l’evento politico è stato sempre assente per mancanza di cultura politica, intesa come servizio e alterità. La politica con il “ grembiule”, del grande vescovo di Molfetta, D. Tonino Bello, o, la politica intesa come atto di carità di Paolo VI, sono sempre state delle dimensioni, spirituali prima e culturali dopo, sconosciute per i nostri pseudi amministratori perché profondamente ignoranti circa il “volto” dell’altro che interpella la coscienza. Non ha senso aver sciolto il consiglio comunale. Il commissariamento non risolverà mai nessun problema che sia di natura politica, esso è l’anestetico, o , peggio, la morte della politica intesa come diversità, confronto dialettico, crescita culturale, comprensione e accettazione delle alterità. Una patologia di un sistema burocratico degno delle peggiori dittature. Saranno solo e sempre gli onesti a pagare. Si doveva spazzare via la “ciurma dei ladri” e far continuare la politica il suo corso che; in questo momento particolare, avvertiva una profonda dimensione al cambiamento. Certamente non si può plaudire alla tragica stagione del commissariamento, un ufficio senza l’anima della dialettica, esso impone la fredda legge numerocratica, non sa guardare subendo emozioni perché ignora che dietro ogni atto burocratico v’è un’ anima. L’istituto del commissariamento ti impone di non andare oltre la linea di confine dei numeri che viene chiamata, eufemisticamente, e in modo ipocrita, ordinaria o straordinaria amministrazione. Un concetto senza senso, né confronto, perché sia l’”ordinario” che lo “straordinario” è stato stabilito in modo unilaterale. In un contesto politico questo concetto viene discusso, nel commissariamento viene imposto. A codesti tre nominati è stato detto di vigilare un territorio di circa 100 km quadrati fatto di devastazione, inquinamenti, abusi edilizi, centinaia di discariche abusive ecc.. ecc.. Avrete, cari ragazzi ,18 mesi di follia muta da scoprire, una presa per i fondelli a voi ma, in modo particolare a 120.000 abitanti che avevano maturato le dimensione del cambiamento. Il mostro che ha inventato l’istituto del commissariamento era certamente affetto dalla grave patologia della perversione, perché ignorava il concetto di politica come servizio, credeva che la politica si identificava con comitati d’affari. Questo ufficio perverso costringe tre persone, per 18 mesi, a non fare uso della ragione umana, aristotelicamente parlando perché secondo il maestro abbiamo tre anime:- vegetativa, nutritiva e razionale- ma solo ad usare quella che viene loro imposto dalla matematica, una dimensione che ricorda il povero monsier Travet. La corruzione è stata sempre di casa nel nostro paesone, basta osservare individui che avevano le pezze al culo, ieri, oggi posseggono ricchezze accumulate con lo “stipendio di dipendente” guadagnato con la devastazione dei terreni demaniali su cui hanno costruito banditi senza scrupoli, con la complicità di chi doveva salvaguardare i terreni del demanio e degli ordini religiosi. Il consiglio comunale è sempre stato abitato da nefasti individui, la cui presenza doveva far sciogliere il consiglio ad ogni tornata elettorale. Il metodo era che: chiunque venisse eletto doveva sottostare alla “legge del grande vecchio” che qui coltiva l’albero del nepotismo: perché solo ora una così palese azione di infamia politica? Questi 18 mesi saranno una continua certificazione notarile perché le carte saranno sempre “perfettamente in ordine”. Offriamo una riflessione su alcune proposte impossibili, ma possibili, visto che la legge vi da il potere di compiere qualunque atto sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione. Abbiamo il cimitero prigione che “impone” il divieto di morire perché privo di spazio, fate rientrare la costruzione di un forno crematorio, tra le cose di normale o straordinaria amministrazione gestito dal comune, creando posti di lavori e bonificando l’ambiente del “caro estinto” dall’influenza della camorra, eliminando tutti i privati che gestiscono la “morte” istituendo i funerali per i poveri. La presenza di molti poveri è “ordinaria amministrazione”. Ordinaria e straordinaria amministrazione,due eufemismi senza significato. Ponete mano alla bonifica della zona costiera che da “secoli” è preda di interessi di individui senza scrupoli. Due emergenze che fanno parte“dell’ordinaria amministrazione “ del vivere civile. Noi ci rifiutiamo di credere che agirete solo e sempre con la logica dei numeri, noi speriamo che possiate avere “educazione” alla diversità, in modo particolare all’alterità dello sguardo smarrito di un volto che attente un “sorriso”. Voi non siete burocrati che dovete commissariare il pensiero politico, siete degli uomini dal pensiero pensante, frutto dell’emotività propria degli uomini onesti. Il vostro ruolo, imposto dall’ignoranza del governo, vi ha resi minorenni della politica, costringendovi ad amministrare e non governare ( perché solo la politica di uomini onesti governa,quella dei disonesti impone il potere) un popolo divenuto minorenne della storia per decreto presidenziale. La nostra democrazia è la più squallida dittatura che schiaccia, con la forza dei numeri, l’onestà, il lavoro, l’impegno, il sacrificio delle persone perbene. La nostra è uno squallore che si chiama democratura mafiosa, che ha fatto finta da sempre di essere democrazia . Noi speriamo che nessuno di voi si dimetta durante la “bonifica”dei numeri, sarebbe cosa grave per l’istituto del commissariamento, tuttavia, sarebbe cosa grande per denunciare l’inefficienza di un’arma burocratica ,frutto dell’ignoranza governativa, che ammazza le aspirazione di migliaia di cittadini onesti. Se avete il tempo, a fine mandato , scrivete un libro bianco sulle vostre esperienze, vi proporremo per il Nobel al coraggio sotto la sofferta guida del dolore per antonomasia di nonno –GIOBBE--Auguri ragazzi.
Francesco saverio iacolare