La vergogna mortifica il paesone.
L’ignoranza, la cattiveria,l’egoismo. La triologia che da sempre ha governato lo sfortunato paesone.
La notizia dello scioglimento del consiglio comunale del paesone è l’ultima vergogna che viene inflitta ad una comunità nella quale, per anni, poche sporche individualità, dedite alla norma dell’illegalità, si sono alternate ,quasi sempre, in forma nepotistica alla spartizione del territorio, devastandolo da un punto di vista edilizio e inquinandolo con i prodotti più squallidi e nocivi alla salute umana facendone la centrale dei tumori, tutto ciò sotto “l’attenzione continua” di “occhi bendati” e “bocche cucite” al servizio del cospicuo soldo della vergogna. Eravamo già indietro di qualche secolo rispetto al circondario, pur essendo camorristicizzato, ora si allontana ancora la speranza di ripresa. Bisogna dedurre che i nostri camorriuncoli non sono all’altezza dei camorristi del circondario in quanto essi sono più ricchi di idee e operatività? Al nostro paesone il verdetto di scioglimento ha fatto “piazza pulita” di coloro che hanno effettuato infiltrazioni camorristiche ai danni di una comunità in fermento culturale che potrebbe pregiudicare, o, rallentare, un percorso di riflessioni interiori che si avverte in migliaia di coscienze in cammino. La motivazione recita: ” presenza di collegamento diretta e indiretta tra i componenti del consesso e la criminalità organizzata locale che hanno compromesso il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale”. Vogliamo ricordare al redattore della motivazione che, nel nostro paesone, v’è sempre stata dall’indomani del terremoto, una compiacente ingiustizia e illegalità, tutto regolarmente legalizzato dal potere della politica e della mafia, spesso da mafia e politica. Una motivazione senza tempo per i disonesti di ieri, compiacenti e vigliaccamente complici. Una motivazione che segna una svolta per un nuovo tempo di onestà per chi ha svolto accurate indagini nell’oggi. E’ difficile comprendere, tuttavia, da una tale motivazione le mille nefandezze che si nascondono, dentro le azioni criminose commesse tra elementi criminali e “componenti del consesso”.E’ possibile che tra i componenti del consesso…così vasto, abbiano dovuto pagare solo i vigili? Ci chiediamo chi commette azioni criminose , occasionali, può essere considerato criminale occasionale? Quello che ci ha lascito perplessi è la dichiarazione dell’ingenuo ex vicesindaco, Antonio Panico,che dice: “credevo che la candidatura di un magistrato potesse pesare sulla valutazione”. Antonio Panico voleva dire che il ministro doveva essere condizionato dalla sua candidatura e non sciogliere il consiglio? Questo significava lasciare impunite le nefandezze e i reati commessi dai camorristi e dai componenti del consesso comunale? Una decisione che appartiene al passato e doveva condizionare il futuro? Una dimensione egoistica che non tiene conto della giustizia, non solo, ma ammazza la legge. Comprendiamo che la dichiarazione e’ stata fatta in un momento emotivo condizionando illogicamente il pensiero. Speriamo che nei prossimi giorni possa maturare una bontà di etica politica, da parte delle associazioni, insieme alla ricchezza di risorse umane del territorio una nuova , onesta, e preparata classe dirigente. Bisogna auspicare che da oggi vi sia una politica in cerca di credenti? Li troverà? Noi siamo fiduciosi nelle mille etiche oblative che vivono della propria onestà, impegnandosi, giorno per giorno, nel proprio lavoro. Vogliamo auspicarci che i componenti del consesso subiscono una tempesta catartica capace di chiedere perdono, prima a se stessi e poi alla propria terra per averla infangata di una nuova vergogna. Vivere in un contesto etico-camorristico è stata da sempre la norma entro la quale è maturata la loro esistenza e, paradossalmente, hanno creduto che vivessero nella verità. Per fortuna la decisione del ministro di sciogliere il consiglio comunale darà loro l’opportunità di rendersi conto che esiste l’etica della coscienza che , contrasta da sempre con l’etica dell’utile. Purtroppo i componenti del consesso sono privi dell’etica della coscienza, quindi possano essere definiti “diversamente etici” con tendenza verso il male. Ma questi colpevoli hanno mogli e figli? Certamente il loro tenore di vita include enorme quantità di superfluo che potrebbe sostenere altre famiglie, e questi non si chiedono la provenienza di tale ricchezza rapinata ai cittadini? Un pensiero che neanche li sfiora perché non educati. né all’altruismo, né alla parsimonia. Poveri “disgraziati”, cioè cristianamente senza grazia, perché privi di strumenti etici e morali per affrontare simili argomenti. La cosa grave è che codesti individui vegetali si dichiarono, forse, cristiani senza conoscere nulla del messaggio evangelico. In uno dei tanti incontri con Mons. Chiarinelli, alla cittadella di Assisi, diceva :”La minaccia al Vangelo non sta negli annunci altri, ma il vero pericolo consiste nel non vivere il Vangelo, La contraddizione dei presunti cristiani sta nel non realizzare il messaggio di Cristo. Costoro non conoscono il messaggio della tenerezza, della mitezza, dell’atto oblativo, dell’amore, né tanto meno quello dell’accoglienza. Il loro linguaggio è stato quello dell’illegalità, del sorpruso ,della violenza, dell’arroganza ecc.. ecc… Come faranno adesso a sopportare il peso della vergogna non potendo attingere dalla propria coscienza il patrimonio valoriale che ognuno accumula nell’esperienza del bene? Questi non avendo mai conosciuto il bene, ma solamente l’utile, dovranno rivedere tutta la loro esistenza per spiegare alla loro coscienza perché? Ogni solco della nostra terra è stato violentato e avvelenato, oggi l’ultima vergogna la rende una succursale dell’inferno da dove i componenti il consesso non sfuggiranno dalla “giusta” condanna. Bisogna recuperare questo tempo, non tempo di politica, alla sua politica. Ai commissari vogliamo raccomandare un “angolo di ascolto” per capire le istanze di una popolazione che, di questo passo, non potrà mai essere popolo, ma, tuttavia, aspira a vivere in un contesto libero da qualsiasi tipo di inquinamento, questo per rendere più umano e meno burocratico un lungo soggiorno. Noi siamo certi che la loro scala valoriale superi la banalità del compito di normale amministrazione. V’è uno sterminato campo etico da “coltivare” e vivificare, sia politico che culturale. Sarebbe molto grave se i preposti commissari si limitassero al semplice alfabeto numerico, tralasciando quello della persona. Vogliamo ricordare che l’uomo per avere la “sapienza” deve mettere il centro di sé, fuori di sé, nelle cose intorno alla sua vita. Solo in questo modo crea relazione e coralità. Che possa la vostra “stella polare” essere abitata da codesto principio. Buon lavoro ragazzi commissari.
francesco saverio iacolare