PAPA FRANCESCO: un programma per il terzo millennio

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Il poverello di Assisi ha donato il Suo Saio al gesuita

                         JORGE Mario Bergoglio.

“Le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri”. Molti cardinali avevano dimenticato queste parole di Gesù e lo Spirito Santo è stato “rispettoso”, del libero arbitrio, per i primi quattro scrutini, poi, commosso dalla preghiera silenziosa di molti santi cardinali, che ricordavano l’avvertimento di Gesù e temevano una continuità senza cambiamento, ha deciso al 5° scrutinio di eleggere un Uomo di “frontiera” capace del cambiamento necessario. I vecchi “volponi”, del potere curiale, stavano preparando delle cordate per avere un Papa compiacente ,o di compromesso. Sul comignolo della cappella Sistina vegliava, tuttavia, una colomba, segno premonitore che annunciava la presenza vigile dello Spirito Santo per l’elezione di un Papa, ricco di povertà evangelica, che incarnasse la verità circa - le vie del Signore non sono quelle degli uomini-. Sul numero 5 del 16 febbraio avevamo auspicato l’elezione di un Papa non europeo, ma di altre aree geografiche. La Chiesa latino americana è sempre stata foriera di istanze di rinnovamento, come nel caso del Brasile ove è sorta la teologia della liberazione. Siamo contenti che sia stato eletto un Uomo della Chiesa del popolo di Dio , voluto dallo Spirito Santo-, reso negletto dalla teologia che ancora insiste nel parlarci di Dio e non parlare a Dio- e non un individuo frutto di intrighi curiali che , avrebbe ancora alzato il livello di ”sporcizia” che ha costretto Benedetto XVI° alla rinuncia, il cui ostracismo curiale demoliva i suoi sforzi. Questo timore ha fatto nascere la riflessione del conclave che, per “pulire” la curia romana, era necessario guardare fuori dall’Europa, scegliere un Uomo di Dio che conoscesse la povertà e la sofferenza sulla propria pelle. Papa Francesco è un cristiano, cattolico, credente, per questo ha detto: “Voglio una chiesa povera per poveri”, dimostrando di essere vicino alla ricchezza della povertà  secolarizzata. Cristo non apparteneva a nessun ordine religioso, nato in una stalla, era un secolare, un Uomo di strada,  andava incontro ai fratelli e mostrava misericordia alle prostitute. I suoi primi gesti da Papa sono stati espressi in termini umani, con parole e azioni –mai un Papa ha rinunciato alla croce d’oro e si reca in albergo, vestito da Papa, a pagare il conto, oppure recarsi in clinica, sempre vestito da Papa, a visitare un confratello ammalato. Un Papa fuori dalla “blindatura” imposta da secoli dalla curia per incutere crediti timorali verso il popolo di Dio. Un uomo che, avendo la cultura del servizio-, così come ha ricordato durante l’omelia della Messa di S. Giuseppe ,in piazza S Pietro, quando ha detto: “Il più grande potere è il servizio”-. I Suoi primi gesti sono stati quelli di rovesciare tutti gli ipocriti protocolli, scendendo fra la gente e dando l’impronta di un papato, sinceramente accogliente di tutte le “alterità”. Diversamente da molti cardinali che sono “cristianamente atei” e non conoscono, né la povertà, né la sofferenza, solo i vantaggi del “Palazzo”. Giovanni Paolo II° sarà contento dell’elezione di Papa Francesco, infatti nel Suo libro -“Varcare le soglie della speranza”- diceva : “Auspichiamo al più presto che i nostri fratelli africani, asiatici e latino americani ci vengono ad evangelizzare. Il vecchio Karol sapeva della tempesta in atto nella curia romana, i mille fulmini che lo hanno colpito, nei 27 anni di pontificato, lo hanno demolito e  la sofferenza Gli è stata fatale. Bisogna riconoscere che il Suo non era un semplice auspicio, anzi, già era una terribile denuncia che si rifaceva a quella di Papa Montini, quando avvertiva  la presenza del “fumo di Satana nella chiesa”. Caro Papa Francesco, la presenza dello Spirito Santo, nel conclave, ti ha dato mandato, come già Cristo al poverello di Assisi, di un ordine tassativo: “ Và e ripara la mia Casa”.  Tu hai detto, sulla scia del programma politico-ecologico del Cantico delle Creature “Non bisogna avere timore dell’Amore, dobbiamo custodire con tenerezza tutto il creato, i deboli, i poveri, gli ammalati, i bambini” Un grande messaggio per il mondo intero perché non può esserci pace senza perdono. La Tua determinazione, la Tua Fede, il Tuo coraggio, ti hanno fatto dire: camminare con Cristo, edificare con il sangue di Cristo, confessare a Cristo. Con questi strumenti che Ti sono stati consegnati, dal sorriso dello Spirito Santo, farai grandi e “normali” cambiamenti nel riparare la Casa del Padre. Il gesto di Benedetto XVI°, frutto di una grande timidezza e di rispetto dell’altro, è stato il prezzo che ha pagato in termini di sofferenza e di solitudine, nello stesso momento una denuncia non solo al mondo cattolico,ma al mondo intero nel ricordare che la Chiesa è capace di trovare in se stessa la  forza catartica necessaria ad un totale cambiamento. Papa Francesco è l’uomo adatto che possa ridimensionare la curia romana, che fino ad oggi ha creduto di essere la Chiesa Cattolica, al semplice ruolo di servizio . Il cambiamento lo ha annunciato quando ha invitato i preti ad uscire dalle parrocchie e andare per le strade. Vogliamo ricordare che negli anni 80, l’Università di Napoli, con la II^ cattedra di Pedagogia, inaugurava nel quartiere povero di Secondigliano il “Maestro di strada” per il recupero e la dispersione scolastica. Papa Francesco invita i preti al recupero dei fedeli che hanno perso la fiducia nella chiesa. La cultura occidentale, quasi mai ha mostrato mitizza ed umiltà nei confronti dell’ ”altro”. Papa Francesco, avendo vissuto l’umiltà della cultura del servizio vuole riparare la “Casa del Signore “ per accogliere  tutti gli uomini possibili. La Sua vicinanza ai poveri l’ha mostrata quando si è presentato al mondo, dalla  loggia, con il crocefisso di ferro, bandendo dalla grammatica papale il crocefisso d’oro. Molti cristiani, e cattolici, cominceranno a rileggere il Vangelo nella dimensione del “povero di Spirito” e non quella , vista fino ad oggi , di Epulone. Le Sue omelie disturbavano I “padroni” dell’Argentina, Nestor e Cristina Kirchner,  che non si presentavano mai alle Sue messe perché li chiamava “politici meschini e senza cuore”.La loro presenza in S.Pietro può essere interpretata come riconversione? Certamente di perdono quella di Francesco. La Sua grande formazione umana e spirituale, sono informate sia della ricchezza evangelizzatrice del poverello di Assisi, che dalla missionarietà del Suo confratello  gesuita, Francesco Saverio, che portò il Vangelo in India. Oggi il Suo progetto di liberazione potrebbe avere, forse, oltre a questi punti di riferimenti, qualche attenzione verso la teologia della liberazione e recuperare una grande ricchezza  quale quella di Leonard Boff, costretto alle dimissione dal “sacerdozio vaticano” ma non dal sacerdozio di Cristo in quanto rimarrà “sacerdote in eterno”. Questo fu il prezzo per la Sua dedizione verso i poveri. Boff continua ad essere povero tra i poveri , nella continua testimonianza del Vangelo di Cristo. Papa Francesco, fin dal primo giorno di pontificato ha chiesto, con la Sua umiltà, a presbiteri e  cardinali di convertirsi alla sobrietà evangelica, così come a molti politici che si dichiarono credenti e testimoni del Vangelo. Questo Papa farà la differenza tra i “funzionari di Dio”,  di cui parlava Eugen Drewerman, e i Pastori della Chiesa. Un Papa che si appresta a “scandalizzare” molti, perché seguace del dettato evangelico- “chi si scandalizzerà di me, mi scandalizzerò di lui”- Il vangelo, predicato dai poveri, sarà uno scandalo per i ricchi. Lui considera “spazzatura” tutto ciò che Lo circonda  in nome di Cristo, così come ci suggerisce S. Paolo nella lettera ai Filippesi. Questo il significato del dono del Saio di Francesco al gesuita, JORGE MARIO BERGOGLIO, ovvero PAPA FRANCESCO dei poveri.

                                          Francescosaverioiaco@libero.it

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