DALLA “PROTESTA” A “CHE FARE”
Dalla “protesta” a “che Fare”
Una grande confusione si aggira per l’Italia: La confusione delle idee.
In una delle ultime apparizioni, Benedetto XVI,rivolgendosi ai cardinali, ha detto: “Le divisioni ecclesiastiche deturpano la chiesa”.Parafrasando il Papa possiamo dire:la confusione delle idee deturpano la politica che, in Italia, è causa di tutti i nostri mali. I risultati elettorali sono carichi di una grande protesta incapace di presentare proposte, supportate da un’adeguata preparazione politica che potrebbe esprimere un sistema bipolare all’americana, e dare la certezza di una stabilità di governo per operare con serenità. Speriamo che si faccia un governo che possa almeno fare alcune cose, tra cui la riforma dell’attuale “porcata elettorale” e dare stabilità ai futuri governi. Il movimento 5S si affaccia, in modo esuberante e conflittuale, su una scena politica, ruvida e contorta, senza avere i “mezzi”, per comprenderla. Ha già rifiutato qualsiasi dialogo con interlocutori di oggi, non quelli di ieri. L’incapacità di dialogo, la mancanza di aperture ecumeniche, il rifiuto dell’ascolto, l’assenza dell’etica del bene comune, sono le principali cause di un'Italia sempre più alla deriva. La cosa più grave è che tutti sono contro tutti e, nessuno cerca di rivolgere lo sguardo verso orizzonti comuni. Mercoledì Beppe Grillo ha detto: ”Bersani è un morto che parla, invece di dimettersi mi sta importunando da più giorni, è uno stolker”.Espressioni che, da un punto di vista della semplice educazione sono scorrette, circa il vivere civile; politicamente sono un grande impedimento al dialogo. Egli ha detto: “sono un fenomeno post-ideologico”.Non abbiamo alcun dubbio che sia un fenomeno ma, come tutti i fenomeni passerà presto di moda. E’ molto grave che egli abbia anche detto: “L’onestà sarà di moda”. La moda , appunto, è un fenomeno che dura poco, l’onestà non è una moda, ma una dimensione dello spirito che viene coltivata nella convivenza e nell’alterità con spirito oblativo. Se non vi sarà una conversione in codesto senso,le approssimazioni blateranti del Grillo non potranno mai essere convertite in seri programmi politici. Ciò non significa che, una volta uscito dalla euforia collettiva, possa guardare la realtà è rendersi conto delle grandi responsabilità di cui è investito. Speriamo che il suo sia un cambiamento che sappia costruire un nuovo alfabeto etico-politico che possa guardare a nuovi scenari collettivi. Monti, essendo vissuto da sempre dentro nell’economia finanziaria ha affrontata una grave crisi economica, cercando di gestirla alla meglio,con la regia di Germania e Francia, senza capire, e far capire, che la crisi economica è preceduta da una più grave,quella dell’uomo con il suo patrimonio etico. Stare in politica è molto difficile se non si possiede una preparazione circa la formazione umana e, poi, quella della diversità dei mille saperi che scrutano il campo della politica. Con molta sincerità, da molti anni a questa parte non vi è stato all’orizzonte nessuno che abbia espresso tali “talenti”. La conseguenza di tutto ciò è che non vi sono più punti di riferimenti capaci di orientare i cittadini e offrire loro una continua formazione di una coscienza politica che sappia gestire l’esistente. Bisogna comprendere che la politica è una delle tante attività dell’intelletto che danno senso alla vita. Alcuni furbastri hanno inventato un formula “mitologica” denominandola “Società Civile”. Una formula fumosa e priva di significato alla quale si davano proprietà taumaturgiche e salvifiche. Una società civile che si è voluta contrapporla alla società di una politica incivile. Non si è capito che se v’è stata una politica incivile, gli attori di esse provenivano dalla società civile. Ma come mai nessuno ha mai spiegato che cosa è essa, e da dove provengano gli autori della cattiva politica. Paradossalmente tutto è società civile, o, se volete, incivile. La sinistra ? Una sfinge dai mille risvolti che sta destreggiandosi da anni cercando un consenso che non sa costruire, né con uomini, né con idee. Questa sintesi la si potrebbe leggere nella dichiarazione di Bersani alla sua conferenza stampa di martedì scorso quando ha detto “abbiamo perso pur essendo arrivati primi”. Sarebbe stato molto più “politico” se si fosse fermato a dire:” abbiamo perso”. Una frase con significato etico diverso, aggiungendo il ” pur essendo arrivati prima” denota una sorte di provincialismo culturale privo di apertura cooperativa, ma solo numerica. Il populismo del grande “incantatore” è riuscito a catalizzare, e paralizzare uomini e situazioni, omologando molto in basso il livello culturale creando un clima d’incertezza che se non vi sarà una volontà di cultura ecumenica si voterà nuovamente. La grave emergenza istituzionale necessita di un nuovo alfabeto etico che sappia leggere i nuovi saperi e offrire bisogni spogliati dal superfluo. Il “tempo politico”, fino ad oggi, è stato caratterizzato dall’interesse privato e dalla depravazione della coscienza pubblica. Ora è tempo di cambiare se si vuole alimentare quella fiaccola di speranza che, ancora, persiste nella società degli uomini onesti e non negli qua-qua-ra-qua che, fino ad oggi, hanno stuprato l’Italia complici molti disonesti, mafiosi, dentro e fuori le istituzioni. “Che Fare”? Una rivoluzione culturale che possa far comprendere che ciò che non va è l’intero sistema politico, drogato da i mille comportamenti illegali eretti a sistema. Il popolo è stato per anni incapace di reagire ad un regime “assassino” come dice il vecchio guru, Pannella. Il voto, per certi aspetti, ha maturato una nuova consapevolezza di sedici milioni di cittadini che, dal 2008 ad oggi, hanno cambiato idea. Tuttavia ciò non basta, essi deve reagire contro ogni manifestazione di abuso, arbitrio, oppressione ovunque esse si manifestino. La macchina del cambiamento ormai è irreversibile, bisogna convincersi che non dobbiamo aspettare che gli altri cambiano,tutti insieme facciamo il primo passo verso comportamenti legali, etici, morali, di accoglienza, in modo particolare considerare tutte le diversità delle ricchezze potenziali e non degli ostacoli al nostro egoismo. La nostra testimonianza avrà un grande valore pedagogico nei confronti delle nuove generazioni. Solo così si può costruire un futuro migliore che possa assicurare serenità e libertà a tutti.
francescosaverioiaco@libero.it