Politiche 2013
Il sogno di un voto di un popolo del terzo millennio che, nel nostro caso, guardi anche alle amministrative di maggio.
Il nostro territorio è interessato, come bene parafernale, alle prossime elezioni politiche senza avere alcuna incidenza nel caso che qualcuno fosse eletto, le prospettive sono queste, ma speriamo di no. La stessa cosa si potrebbe ipotizzare per le prossime amministrative, i cui destini verrebbero decisi altrove, come per l’Italia sono decisi dall’Europa. Che grande delusione, i candidati sono persone pulite, credono nel loro impegno, nella loro lotta per poter migliorare la coscienza politica del nostro paesone e sperare che le prossimi elezioni amministrative possano esprimere una classe politica di onesti e non asserviti a nessuna delle coschette mafiosette che hanno ridotto il paesone a discarica sociale. V’è molta aspettativa nell’aria, un’esigenza di onestà da parte del paesone e dei suoi candidati che prima non esisteva. Ognuno aveva un capo bastone a cui riferirsi, oggi gli aspiranti hanno la faccia pulita ma piena d’ingenuità. La delusione avrebbe luogo nel caso che qualche eletto si farebbe fagocitare da qualche refuso di illegalità e fare il gioco di qualche “resistente disonesto”. Noi ,tuttavia, non crediamo in questa possibilità perché la volontà di cambiamento è lontana dal condizionamento dell’illegalità. Nonostante il “sacco” delle amministrazioni che hanno sgovernato il paesone negli ultimi “cento” anni con una logica mafiosa nepotistica , è la prima volta che, pur essendoci delle divergenze programmatiche , tutti i partiti hanno come comun denominatore la realizzazione del bene comune, della legalità e della laicità. Purtroppo il punto dolente inizia nel momento in cui l’interpretazione irrompe le tre dimensioni esistenziali della politica. Noi suggeriamo il dettato buddista : ”non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te “ che, tradotto in ambito evangelico, significa “ama il prossimo tuo come te stesso”. Il nostro discorso interessa relativamente chi sarà eletto al parlamento o al senato, tuttavia potrà sempre contribuire con la sua onestà e competenza a migliorare l’esistente, anche se in minima parte. Nonostante le aspettative di cambiamento, a livello nazionale, sembra che vi sia un infantilismo nel quale non si esprime, né politica ,né cambiamento. Una situazione confusa che non favorisce i molti onesti votati ad un sano rifacimento del volto politico. Per il momento dobbiamo accontentarci di questi primi tentativi antropolitici, nella speranza che il prossimo futuro possa esprimere un diversa cultura che sappia esprimere la politica come servizio per l’altro, perché fino ad oggi ha espresso l’occasione di rapina per i propri interessi. La farsa è finita. Anni di menzogne e di illegalità hanno caratterizzato il percorso tortuoso di otto milioni di italiani verso la meta più squallida, quella della povertà. Dobbiamo dichiarare illegale la povertà perché essa è il frutto del tradimento del primo articolo della costituzione che recita: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Il prossimo governo, se ci sarà, deve togliere ai ricchi per investire nel lavoro in modo che si possano riequilibrare le sorti di un paese in declino a causa della illegalità di una classe politica- pochi si salvano- priva di etica, sia pubblica che privata. Queste elezioni possono considerarsi un inizio di un percorso che, ha come meta la formazione umana degli eletti verso il bene comune e l’accoglienza verso l’altro. Se tra qualche nostro eletto vi sarà una simile “follia” sarà possibile la speranza di un futuro di luce oltre l’attuale tenebre. Se v’è qualche eletto del nostro territorio dovrebbe formulare una proposta di legge ove si dichiara la povertà illegale. Una questione che interessa l’intera Europa perchè tutto ciò che riguarda la politica nazionale non ha più valore di fronte alla dittatura della Germania e della Francia. Ci troviamo sudditi di un’Europa che esclude dalla sua politica i popoli, e, mette in primo piano gli interessi economici e finanziari. Una distorta politica che segnerà una povertà di massa. Una politica che impone, a sua piacimento, di battere moneta a secondo della necessità di Francia e Germania. Dichiarare illegale la povertà potrebbe essere una mossa che può destabilizzare i piani di egemonia di potere su tutta l’Europa da parte di Germania e Francia. L’attuale “dominio” dei mercati finanziari, drogati da palese regie, vuole escludere dai popoli europei il compimento del bene comune. Una dimensione antropologica esclusa da tutti i programmi che riguardano l’Europa futura. Il prossimo governo dovrà imporsi alla prepotenza e all’egoismo di una mafia politica che sfrutta i popoli europei nel nome di un’Europa costruita a immagina e somiglianza della Germania e della Francia. Qualche nostro eletto dovrebbe entrare in codesta ottica per cercare di dare dignità agli imprenditori e cittadini italiani. Il voto avrà la sua importanza se il governo che si formerà sarà interessato al miglioramento dell’Italia e non sottostare ai “compiti a casa” della dittatura di due personaggi che aspirano ad essere accomunati all’egemonia “nazista”. Un compito impossibile aspetta il nuovo governo-se dura-. Gli eletti dovranno avere pazienza, lungimiranza e tanta, tanta volontà di studiare per conoscere una realtà sconosciuta. Se avranno l’umiltà di “aspettare” saranno gratificati nel loro futuro, diversamente saranno uguali ai depravati del passato. Chi votare? Dovremmo avere la conoscenza dell’onestà delle persone che abbiano competenza, in modo particolare una grande formazione umana capace di comprendere il vero significato del dettato: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Difficile, tuttavia, non impossibile. Al momento del voto spogliamoci degli egoismi, dei rancori e, cerchiamo nella nostra coscienza ciò che è bene per gli altri e non utile per noi. L’utile individuale è il male per l’altro, il bene per l’altro è il bene per tutti. Sono anni che cerchiamo di testimoniare una cultura politica sempre più sconosciuta alle nuove generazione. La nostra speranza è quella che la nuova visione politica possa creare orizzonti di comunicazioni e testimoni tra le nuove generazioni e coloro che hanno da offrire esperienze vissute che abbiano significato futuro. Un voto complicato che richiede un lungo percorso di “conoscenza coscienziale ” . L’inizio del cambiamento è difficile, tuttavia necessario. Diversamente, continueremo ad essere schiavi.
Francescosaverioiaco@libero.it