Osare di più.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Lo scioglimento del consiglio comunale del paesone è la conseguenza di un mancato percorso educativo tra chiesa, istituzioni e cittadini, credenti e diversamente  credenti. Questo mancato percorso educativo, nell’ambito dell’educazione permanente, nonché religioso, non ha permesso di incontrare l’alterità in un sistema etico e morale condiviso. Per questo abbiamo avuto individui spietati, resi tali dall’egoismo dell’utile, perché lontani dall’etica del bene che, non si sono mai resi conto della perversione che investiva le istituzioni, preparandole alla morte della legalità. La chiesa non ha mai compreso che, attraverso la confessione,  che è alla base della formazione  religiosa e nel contempo  una fonte d’infomazioni  che poteva, e può, studiare ed utilizzare in un contesto educativo capace di correggere certi comportamenti deviati che sono alla base di quanto successo. Senza intaccare alcun segreto si può, attraverso l’esperienza di essa e la comprensione dei fedeli, trovare un sentiero che conduce al cuore. I nostri sacerdoti sono bravi ragazzi, le loro omelie sono spesso paternali, prive dell’esperienza del padre, altre trattano i fedeli come cristiani minorenni, qualcuno invece avendo raggiunto una propria “autonomia”, nell’ambito dell’industria della fede, nega l’esistenza del diavolo per non spaventare i fedeli. Altro in piena assemblea domenicale tuonava contro i fedeli di non seguire la messa al cimitero perché non era valida. Finalmente la presenza di qualche buon testimonio di Gesù riesce a trasformare la sua omelia in un oceano di libertà che inonda il cuore dei fedeli. La dimensione del “pulpito”, inteso come privilegio, ha creato distanze tra certa chiesa e i fedeli. Sembra che dalla nostra chiesa sia partito in fretta lo Spirito divino, ha capito che l’annuncio evangelico non è più lieta novella , come ai tempi di Gesù, ma è stato ridotto ad una trattato teologico. Annunciare il vangelo dall’alto delle sicurezze non è la stessa cosa che annunciare il Vangelo con i grampi allo stomaco per la fame. Noi, sedicenti cristiani, non siamo ancora usciti dall’intellettualismo salottiero di cui recentemente ha fatto riferimento Papa Francesco. Per tutte queste ragioni  reputo la lettera scritta dai fratelli sacerdoti una composizione fredda , priva della fede che spinge ad osare in piena libertà. L’impegno dei giovani redattori è stato quello di evidenziare una forte volontà di cambiamento e di collaborazione nella crescita del popolo di Dio. Riteniamo ,tuttavia ,la lettera come un tentativo di ricerca di una nuova alterità liberata dai vecchi schematismi che impedivono  un sincero dialogo. Il vescovo ha detto  “Bisogna prendere le distanze da tutto ciò che non è giusto, moralmente e civilmente” Una piccola riflessione ci porta a chiederci : ma forse prima non vi erano queste distanze? Questo tempo porta in sé un’etica ferita proveniente dal passato che Papa Francesco ha capito, Egli  ha  alle spalle una grande esperienza da prete di periferia della sofferenza, da ciò il suo continuo richiamo ad un intervento più incisivo da parte dei sacerdoti per una ricomposizione del lacerato tessuto della fede. Oggi v’è una chiesa che si è posta da tempo in ascolto della parola di Dio  mediante la cristologia, che tanta paura fa ai potenti.  Per troppi secoli la chiesa ha preteso di parlarci di Dio attraverso la teologia, escludendo la cristologia che è il cuore della fede, come ragion d’essere del cristianesimo. Il nostro bravo vescovo e i nostri sacerdoti, risentono ancora di una formazione educativa timorosa di un’ apertura, senza limiti, verso il concilio. Drewerman considera questa scuola come il luogo dei “funzionari di Dio”. Non si nota nulla dell’audacia e del coraggio del concilio vaticano II. Noi tutti siamo stati coinvolti da una secolarizzazione cristianizzata e da un cristianesimo secolarizzato ponendoci già da tempo in una epoca post cristiana, di conseguenza siamo arrivati ad un cristianesimo senza Cristo. Questo ci ricorda Dostoevskij, nella leggenda  del “Grande Inquisitore” , quando rivolgendosi al “Folle”,nella notte di Siviglia che predicava l’amore per l’uomo , disse :”Il popolo non ha bisogno di Te, ma di noi preti.” Una profezia di grave minaccia alla nostra fede. La ricerca dell’uomo è sempre stata improntata, da parte della chiesa istituzionalizzata, mediante delega ai sacerdoti di buona volontà ma, lontani dalla comprensione dei bisogni e della sofferenza. L’appello di Papa Francesco ,ad essere prete di strada, annulla l’essere prete di lettera per diventare prete di azione. Avrei titolato la lettera non  -Lettera a te- ma lettera a noi. V’è una distanza non solo linguistica ma di prassi comportamentale che esalta il pulpito e crea barriere ad una libera comunicazione. E’ necessario un cambiamento di mentalità che possa basarsi sulla nudità di tutte le alterità, muovendo una convocazione collettiva ove si possa incarnare il grido di Tonino Bello: “vogliamo una chiesa con il grembiule”. Una chiesa capace di aprire le porte a Cristo, come ci ricordava Giovanni Paolo II, cioè ad un laico senza religione, né che abbia fondato una religione.  Cristo discuteva tra la gente seduto per terra sui prati, non aveva pulpiti, né creava barriere. I volenterosi redattori della lettera hanno parlato a nome di tutto il clero, ma hanno escluso una rappresentanza di cittadini che si estende  dal “mare” al centro storico. Ciò ci induce a pensare che  si ha paura di scoprire l’uomo inedito di cui parlava il grande Ernesto Balducci.  Di conseguenza, se v’è un uomo inedito, Cristo è ancora da scoprire. Il cristianesimo non è nelle cose che si sono discusse ma, negli uomini che non sono stati invitati, cioè quelli che il concilio ha chiamato popolo di Dio. Il cristianesimo è stato ridotto a cultura per lunghi anni, ora,  molti cristiani con il loro impegno sociale e la loro dedizione alla ricerca   dell’uomo, di tutte le latitudini, reclamano una chiesa che sappia osare e testimoniare di più avendo come punto di riferimento la sequela di Gesù.Va in questo senso anche il motto di Gesù riportato da Giovanni, “se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità ed essa vi farà liberi”. La “sicurezza” nella stesura della lettera è frutto dell’ingenuità  di coloro che ancora credono di essere i depositari della verità. L’unico depositario della verità è CRISTO. La parabola del buon Samaritano con la sua com-passione, è rimasta inascoltata dal nostro  “epulonico” cristianesimo. Non abbiamo compreso che “l’altro” è fonte di ricchezza nella diversità, diversamente esso è stato sempre considerato un intruso. La mancata presenza dei laici ,nel chiuso di una screstia per la discussione di argomenti di tutti i cittadini e la formulazione di un messaggio alla città,  è una  grave omissione nei confronti delle mille alterità con le quali ci si poteva reciprocamente arricchire. La libertà e la verità sono le due condizioni che fanno dell’uomo la perfetta creatura di Dio. Questo nostro cristianesimo che sta morendo, come ci dicono Molari, Bellet, Cacciari è in sintonia con il chicco di grano che deve morire a se stesso per dare nuovi frutti. Il Papa sta preparando il terreno necessario per dare significato al chicco di grano affinchè possa nascere l’uomo edito nella libertà e, non continuare ad essere inedito dal timore di una vecchia mentalità dell’inquisizione. Tuttavia , nel clima di cambiamento, la lettera rappresenta uno sforzo alla conversione di tutti. Il cristianesimo è ancora da scoprire nella comprensione totale dell’offerta sacrificale come cifra catartica per l’uomo. Solo dopo esserci liberati dai tabù dottrinali, dei residui inquisitivi, dal timore di perdere i privilegi, dalla paura dell’autorità a scapito dell’autorevolezza, solo quando saremo liberi, sapremo dare valore a ciò che ci sta intorno. Intorno ci sarà sempre l’uomo come figlio di Dio.

                                      

                Francesco saverio iacolare

 

                                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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