Antonio Castaldo ha terminato il Suo viaggio terreno.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

 Nella chiesa collegiata di Santa Sofia colma di umanità, di dignità, di affetto , in particolare, di amore per Antonio, Il carissimo Monsignor, Don Angelo Parisi, con la Sua tenerissima omelia, ha ricordato, in modo splendido, la figura del padre, del marito, del politico che ha preferito la via  della sfiducia alla corruzione. Ha ricordato la Sua sofferenza come via maestra di accettazione dell’essere cristiano. La serenità e la mitezza erano le due dimensioni spirituali cha abitavano il volto di Antonio, quasi un ascolto che prestava all’Eterno. Un volto, il Suo, che improvvisamente è diventato il “volto” sul quale si è rispecchiata la Sua ultima preghiera all’Eterno, ringraziandoLo del bene ricevuto attraverso il dono dell’esistenza. Un ‘esistenza costellata da molti “Cirenei”, purtroppo, anche da poveri “disgraziati”.Il Suo rapporto di sincerità e di amicizia veniva “costruito” sulla nudità della propria esistenza , così come viene descritta nel Suo testamento spirituale. ”L’ amico dell’Eterno”. La Sua esistenza gli ha permesso di instaurare, con il Suo prossimo, una comunione possibile e universale fuori da qualsiasi convenzione razionale. Il Suo libro vuole essere uno dei tanti  tentativi  che  Lui  adoperava per incontrare l’ ”Uomo” con il dialogo del cuore. La Sua avventura terrena è terminata,  così come le mille riflessioni che sono state per Lui infiniti percorsi attraverso lo scibile umano che ,spesso, abbiamo scrutato nei nostri incontri. Ciò che fino ad ieri era per Lui il “già dato ma non ancora”, oggi è la certezza del Suo esserci in eterno.

La lettura dell’autobiografia dello spirito di Antonio, ci impone un continuo interrogarci di fronte alle riflessioni che si presentano ai crocicchi delle mille storie personali che spesso, o quasi sempre, le lasciamo scorrere senza dare ascolto al dramma che vogliono comunicarci. La mancata educazione alla relazione, circa il nostro esser-ci spirituale, non ci fa interrogare sulla nostra esistenza e farci chiedere: chi siamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? Qual è la ragione del nostro esistere? Questa mancata riflessione  e’ dovuta alla superbia della cattiva ragione che veste spesso l’abito del delirio di onnipotenza che, in mancanza di umiltà, si arroga il diritto di voler essere dio. In questo limitato orizzonte l’uomo si rende materia animata, priva della memoria coscienziale,o, peggio, opera la rimozione di essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Dio Padre e Madre dell’uomo di cui Antonio è stato sempre consapevole, Egli ha saputo incarnare  il sacrificio del padre, mediante la dedizione alla famiglia e alla società e  l’amore materno per tutti i piccoli pazienti che curava con l’affetto della “madre” il cui  amore unisce tutti gli uomini. Antonio aveva compreso, e viveva questa grande verità estrinsecandola attraverso l’alterità che comprende una continua riflessione ermeneutica circa l’umanità.  La via maestra sulla quale si dipana l’ amicizia con l’Eterno. Un’amicizia che nasce fin dall’adolescenza che, con l’età adulta,  fece dono di sé ai piccoli pazienti che curava. Oggi è finita la Sua “provvisorietà” dando inizio alla stabilità con l’Eterno. Antonio, ora che hai il “dono” della preghiera e Sei libero da tutte le “incombenze”, ricordati di tutti coloro i quali ti hanno voluto bene; in modo particolare di quelli che non ti hanno voluto bene. In Te non abitava il rancore. In questa occasione, hanno perso il dono della riconciliazione con se stessi. Tu, come “chiamato” ad ascoltare il discorso della Montagna sei sempre stato in pace con tutti, prerogativa essenziale per il dono dell’ascolto. Ciao Antonio e arrivederci

                                                  Francesco saverio iacolare

 

  

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post