La notte oscura del paesone.
Da qualche tempo si notano comportamenti “samaritanici” intorno al corpo del paesone che giace ferito sul ciglio della strada, dopo che lo hanno derubato. Le sue condizione sono gravi tanto che , molti uomini di buona volontà organizzano convegni per cercare di capire le cause del suo stato di salute . Purtroppo, la mancata riflessione è sulle cause recondite, che restano tali, e che riguardano la mancata relazione e dialogo delle istituzioni e i cittadini. V’è uno sforzo, un tentativo di fare, ma che fino ad oggi, parafrasando L’Ecclesiaste diciamo: “Non v’è nulla di nuovo sotto il sole”. Bisogna chiedersi le ragione per cui il paesone non è mai uscito dalla notte oscura, le ragioni vengono da lontano e che trovano ragion d’essere nell’assenza dello stato che non aveva alcun riferimento nella periferia dell’illegalità. La destabilizzazione dei terreni, mediante l’inquinamento, da parte della grande industria del nord e la camorra locale, è stata la causa principale di grandi flussi di denaro che hanno devastato l’urbanizzazione con la speculazione e la complicità delle istituzioni. Queste non hanno mai fatto parte del quadro politico; nel paesone non si è fatta mai politica per la mancanza di uomini che avessero un minimo di cultura politica. L’orizzonte di costoro era rivolto ai comitati d’affare, a l’illegalità, ai rapporti col la camorra. Una macchina per fare soldi che oggi è scoppiata. L’arroganza di alcuni personaggi li faceva credere “proprietari” dei ruoli che occupavano, non avendo la minima idea della cultura del servizio. La mancanza di spazi di relazione ha impedito la crescita- in trent’anni-di migliaia di persone che, educate alla convivenza, potevano dare una svolta di civiltà generazionale circa i sentimenti di solidarietà e di alterità. Comportamenti immaturi di pseudo politici hanno distrutto le poche strutture esistenti che ora marciscono, come monumenti alla mancanza di dignità di individui perversi. Il paesone , da oltre trent’anni, è stato oggetto di cattiverie, soprusi, infantilismi, dispetti, da parte di tutti coloro che sono stati eletti nei comitati d’affari, facendoli passare per liste elettorali. Il voto di scambio è stato il motivo dominante dello squallore della “cultura” del potere che ha raggirato la coscienza civile dei suoi abitanti . Sulle sponde del paesone non è mai approdata, né l’etica privata, né l’etica pubblica, solo milioni di tonnellate di rifiuti. Il grande imbarbarimento dell’ animo dei palazzinari, privo di qualsiasi respiro universale, e quindi umano, ha reso il conflitto antropologico sempre più ingestibile. Lo stato? Ognuno lo ha immaginato come voleva, in modo particolare è stato sempre vissuto come repressione, forza di potere. Uno stato malvagio che ha permesso alla camorra di crescere ,facendo finta di niente, abbandonando gli onesti. Uno stato che nega una sua legge, compiendo un atto “maramaldesco” nei confronti di un territorio ferito a morte, non può meritare la stima dei suoi liberi cittadini, solo di sudditi asserviti al potere. Il tribunale era una grande risorsa, ora è diventato una colpa dei poveri mentecatti spazzati via dalla loro incapacità. La continua latitanza delle istituzioni, ha permesso lo svuotamento dell’animo dei cittadini dei valori, dell’eticità, della solidarietà, della morale e perfino quelli religiosi. Qui vi sono delle responsabilità dovute, in modo particolare, alla superbia di coloro che hanno occupato posti di responsabilità, sia in campo laico che religioso. Ci chiediamo: l’omissione di costoro fu frutto d’ ignoranza o d’incompetenza? Da anni viviamo “mille cristianesimi” che non si confrontono mai. Questi, oltre che essere presentati come un “buonismo diffuso”, non offrono momenti di convivenza spirituale perché si stanno riducendo sempre più ai cristiani della domenica. Non si è fatta ancora strada la coscienza di una laicità rivalutata da Giovanni Paolo II, riprendendola dal concilio vaticano II. Una dignità quella laica che è sempre suddita. Il cristianesimo del nostro paesone,purtroppo, esprime una dimensione atea, spesso pagana nel pubblico, mentre è intimistica e moralistica nel privato. Il nostro cristianesimo rimane una tradizionale abitudine privo di relazione spirituale. Molti cristiani della domenica, con i loro conti in banca, si vantano di fare l’elemosina, chiamandola carità. Questi non sanno la differenza tra carità e elemosina, praticano l’usura considerandolo un lavoro, il che li fa sentire elevati e considerarsi persone perbene. Poveretti. Tra i “samaritani” presenti, intorno al pubblicano ferito, tutti cercano le cause per capire come fare. Noi pensiamo che una maggiore riflessione sull’uomo, circa una sua rifondazione etica e morale, potrebbe essere un primo passo verso una testimonianza collettiva delle azioni individuali, siano esse pubbliche che private. Noi dobbiamo riconoscere la mancanza di sensibilità e di maturità per alcuni valori vitali circa la sopravvivenza spirituale del nostro paesone, come la convivialità, l’accoglienza, l’alterità, la sincerità. A questo aspetto negativo, consideriamo la mancanza di dialogo tra tutte le componenti sociali , istituzionali, associative che hanno impedito la messa in moto di un processo di apprendimento capace di diffondere la consapevolezza della pari dignità di tutti i cittadini. Di questa incapacità è la prova che non sappiamo abitare il presente come progetto futuro. Viviamo in una logica virtuale fatta di buone intenzioni. A differenza del samaritano che si preoccupò del pubblicano, portandolo al sicuro e preoccupandosi del suo futuro, noi ci esercitiamo nella parola mentre il pubblicano muore. Non abbiamo ancora capito che il viaggio dell’esistenza e della costruzione di sé, avviene nell’incontro con l’altro. Forse gli abitanti del paesone sono lontani da codesto orizzonte? Intanto noi continuiamo a morire nell’indifferenza generale, insieme a noi il futuro dei nostri nipoti, visto che quello dei figli è stato assassinato. Un’ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di un progetto di legalità per il bene comune, fatto da tutte le migliori risorse di competenze senza che vi siano presunzioni,né primi della classe. Una costruzione di un progetto fatto di testimonianza e di saperi. Vi sono ancora dei comportamenti ipocriti che alzano barriere psicologiche che escludono persone vittime di pregiudizi. Nessuno può pensare che ci si può salvare da soli ,il paesone si salverà se tutti insieme ci salveremo. Solo così possiamo uscire dalla lunga notte oscura.
Francesco saverio iacolare