La sofferta crisi del Cattolicesimo Italiano

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

LE CHIESE STORICHE  SECONDO  BENEDETTO XVI SONO DESTINATE A FINIRE.

 

 

Abbiamo appreso dalla rivista  mensile-“Etudes”-dei gesuiti che, l’analista francese, Jean-Luc Pouthier , denuncia il pericolo di “una cristianità in via di estinzione”. Tesi questa non nuova se ricordiamo il libro di Cacciari-Bellet-Molari, “Il cristianesimo sta morendo”. Nello stesso momento fa presente il grande movimentismo di turismo religioso, e la crescente domanda di sacro che viene da una pietà popolare, miracolistica e spesso infantile che , tuttavia, non trova risposta,né nell’accoglienza,né nella presenza di un Padre-Madre che aspetta. Questa deficienza dell’attesa viene, in molti casi,compensata dal clero d’importazione. Ben vengono questi fratelli dalle differenti dimensioni “Oltre” e “Altro”, augurando loro di non lasciarsi fagocitare dal processo devastante di una secolarizzazione selvaggia.

La Chiesa ha perso IL Suo ruolo di Madre in attesa dei figli?

 

Al quarto convegno ecclesiale della  CEI, tenutasi a Verona, furono denunciati vasti fenomeni di distacco “ Affettivo” ed “ Effettivo”. Un clima di amarezza e di incertezza, una decadenza della presenza cristiana, in particolare tra i giovani. Le nostre chiese sono paurosamente in calo di presenze. Moltissimi preti, religiosi,religiose, abbandonano la vita sacramentale, in punta di piedi, paradossalmente sono quelli che veramente  hanno vissuto la loro vocazione in povertà. Vanno via con discrezione, senza drammi per nessuno, se no per se stessi. Stanchi di un’Istituzione che guarda sempre  alla politica e alla secolarizzazione del potere che sta imborghesendo sempre più il Vangelo. Quelli che restano non sapendo rinunciare ai privilegi, fanno finta di credere, o sono “funzionari di Dio “. Tuttavia vi sono anche degli eroi che, nonostante le profonde contraddizioni, continuano a testimoniare il Vangelo. Il filosofo e politologo, Rocco D’Ambrosio,della facoltà di teologia della Pontificia Università Gregoriana, discepolo di Tonino Bello, nel suo-“Cercasi Profeti”- un libro bianco sui cattolici e la società italiana,fa un’analisi spietata della crisi verticale che sta devastando il sistema gerarchico della curia-chiesa romana. Un’Italia scristianizzata, senza Fede ,uno Stato Vaticano che continua ad essere assediato dal “fumo di satana”.

 

 Il coraggio di tornare a predicare il Vangelo e voltare pagina.

 

 

 La chiesa deve voltare pagina, guardare all’interno della sua complessità, fare pulizia della sua “sporcizia”, come ha detto Ratzinger nella tragica sera del cinque aprile 2005 mentre stava morendo Papa Giovanni Paolo II. Oggi, Benedetto XVI, ribadisce che le cause della crisi della chiesa sono da ricercare all’interno dell’Istituzione, in modo particolare nell’incapacità di liberare il cristianesimo dal regime protettivo, soffocante e snaturante di una cristianità ormai del tutto orizzontale, priva di orizzonti verticali. Da più parti si chiede una chiesa pre-costantiniana, che sappia spogliarsi dei privilegi e dei titoli pomposi, che sappia uscire dalla superbia dell’auto-sufficienza per riconoscere la portata provvidenziale dei fedeli e non. Una chiesa che sappia mettersi in ascolto in umiltà del popolo di Dio, che sappia prendersi cura di tutte le sue  ferite e delle loro ricerche: quella che sognava Tonino Bello, che invitava i suoi fedeli a chiamarlo semplicemente, Don Tonino, rifiutando i titoli della cerimoniosità ecclesiastica. Certamente Don Tonino non poteva essere considerato membro della chiesa dei Bagnasco che privilegia i polsini d’oro,mentre il vescovo di Molfetta rischiava la vita per testimoniare il Vangelo.

 

Verso una nuova evangelizzazione Afroasiatica.

 

Noi siamo convinti che vi sarà una nuova evangelizzazione,sarà certamente quella che auspicava Giovanni Paolo II° che nel Suo libro “ Varcare le soglie della Speranza” diceva : “ Forse un giorno si dimostreranno vere le parole del cardinale Hyacinthe Thiandoum, il quale pronosticava la possibilità dell’evangelizzazione del vecchio continente da parte dei missionari dell’Africa e dell’Asia. Quello che sembra un ieri,è destinato ad essere –oltre- un già presente ma anche un più presente-futuro. Le vocazione in Europa sono terribilmente in calo, quelle dell’ Africa e dell’Asia aumentano e siamo lieti della profezia. Noi, tuttavia, possiamo chiederci se tutte le vocazioni sono frutto di chiamata divina o, disperata fuga da luoghi di miseria e di oppressione politica? Quale sarà l’impatto “vocazionale”, razionalizzato di fronte all’opulenza di una chiesa secolarizzata e istituzionalizzata? Quando i nuovi missionari si renderanno conto che volevano “una chiesa che serve”, una chiesa con il “Grembiule”, come voleva il profetico Don Tonino, cosa succederà alle loro vocazioni?  Il prossimo Beato, Giovanni Paolo II, predicava che: “Servire” significa instaurare sempre più una spiritualità di comunione, nel mondo ecclesiale, significa annunciare il Vangelo, liberare. Una chiesa con il Grembiule che poteva rappresentare una possibilità offertaci dal Concilio,è rimasta una mera possibilità, il potere curiale non ha lasciato spazio alla chiesa di Cristo .Noi tutti rimarremo ancora in attesa dell’invito, rivolto alla Istituzione, di “rinunciare ai diritti acquisiti, se il loro uso facesse dubitare della sincerità della testimonianza. Una chiesa talmente ricca che può permettersi di fare a meno dei fedeli” Questa l’amara ironia di Hans Peter, il decano dei vaticanisti tedeschi. La chiesa  di Epulone  è schierata contro la Chiesa di  Benedetto XVI, e contro le Sue  direttive, quando invita i suoi cardinali a non occuparsi di politica e rinunciare alle loro ricchezze. Nel 1997 il Cardinale Ratzinger diceva: “Bisogna abbandonare l’idea di una chiesa nazionale o di massa. Le chiese storiche sono destinate a finire. Sono ormai 1700 anni che la nostra non è più la Chiesa di Cristo,  purtroppo è la chiesa  “costantiniana” che celebrò il matrimonio tra “altare e potere”. Un binomio sconosciuto al Vangelo perché la vocazione di Gesù è quella di sconfiggere il potere e la sua violenza che continua a mietere vittime innocenti.

 

I convocati al discorso della “Montagna”

 

 Questa chiesa ha poca confidenza, o forse era assente, alla “convocazione” di Gesù quando invitò tutti al discorso della “Montagna” ove rese ” Beati i poveri di spirito, di essi è il Regno dei Cieli”. In quella convocazione erano presenti, e sono presenti, uomini come Don Puglisi, Peppino Diana, Don Luigi Ciotti, il Cardinale Martini, Giancarlo Bregantini, Arturo Paoli,Carlo Carretto, Raimon Panikkar  e tantissimi altri sacerdoti e laici, ignorati dal potere della chiesa istituzionale. Non dimentichiamo, Giorgio La Pira, Ernesto Balducci , Tonino Bello, Lorenzo Milani, Giovanni Gazza, uomo di grande bontà, poco amato. Una chiesa complice dell’ingiustizia e della violenza istituzionale, non dona salvezza, ci ricorda Raffaele Nogaro. Noi auspichiamo una riflessione sul Vangelo che sia nuda, libera, sincera, da parte della nostra diocesi, per denunciare con coraggio l’amore per la chiesa dei poveri di spirito, ma anche la chiesa dei privilegi e delle complicità di molti funzionari di Dio. Sappiamo che il nuovo Pastore -Don Angelo- era “presente” alla convocazione del discorso della Montagna, oggi, la Sua Bontà è convocata dal Popolo di Dio, raccomandandogli di non lasciarsi fagocitare dal popolo curiale. Noi, Don Angelo ,indegnamente pregheremo per Te . Che Dio Ti assista nel prossimo tortuoso cammino.

 

                                                      Francescosaverio iacolare

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