Lettera aperta alla mia carissima amica Rina
Carissima Rina ,
sono contento di leggere che "la mia assenza fisica non ha velato la mia presenza spirituale".
Ti ringrazio per quello che dici,ciò significa che hai una considerazione di me che va molto al di là della mia nullità, sempre divenente. La tua bontà è frutto dell’ingenuità di un patrimonio spirituale di amore, sempre più represso dal mancato incontro di persone in grado di “capire” la nostra semplice complessità. Continuo a “respirare” una dimensione vegetale dell’esistenza nella solitudine di un mondo popolato da individui che non hanno mai conosciuto la “Persona “. Assisi, nonostante gli sforzi che compie, solo da un punto di vista intellettuale,è rimasta ancorata alla ideologizzazione del Gesù “prigioniero” dell’area mediterranea, nascondendo quella parte di umanità che appartiene all’oriente e che meglio aiuterebbe alla comprensione dell’umanità. Il grande maestro Panikkar ha lasciato una ricca eredità di pensiero circa il dialogo religioso e intrareligioso,ricordando che Cristo viene usato dal potere della chiesa dei ricchi per nascondere la grande umanità della chiesa dei poveri. L’umanità di Gesù disturba la ricchezza dei ricchi. Nessuno è disposto a vendere i propri beni,prendere la sua croce è seguire Gesù. “Guai a voi ricchi”. Mi piacerebbe un giorno partecipare ad un convegno ove seduti intorno a me e alla presidenza, ci fossero tutti i “miserabili” dei mille crocicchi della storia, il cui tema dovrebbe essere “dove sta l’uomo?” Assisi ci aiuta a comprendere,ma rimane sempre schiava dai condizionamenti di aree politiche-culturali di poteri che limitano la sua azione intellettuale,dando l’illusione di essere ecumenica. Forse la mia anarchia,da anni, mi spinge fuori dalla storia dei vinti e dei vincitori, ambedue falsate .Nel primo caso dal risentimento di essere stati vinti,nel secondo dal delirio di potenza del vincitore. Gesù ha detto: “ i poveri li avrete sempre con voi”. Ciò significa che in questo mondo non ci sarà l’ascatologia della storia, per il semplice fatto che la storia finirà con l’uomo. Né potrà esserci escatologia della coscienza perché ontologicamente impossibile. Tuttavia Panikkar ci anticipa qualcosa che sta nel mezzo delle due escatologie, egli dice: “La goccia d’acqua che si versa nell’oceano muore come goccia, ma l’acqua della goccia sposerà l’oceano divenendo totalità divenuta. Gesù è l’individuo che muore, Cristo è la Persona eterna, l’uomo dunque è in Cristo. E’ necessario,per esserlo che l’uomo attraversi tutta l’umanità di Gesù, quella passata,presente e futura. Ci vogliono secoli per comprendere ciò. Purtroppo, visto che Caino continua ad uccidere Abele, esprimo le mie perplessità sulla possibilità che si converta a non uccidere più. La nostra salvezza consiste nell’amare disperatamente questo mondo senza illudersi di cambiarlo. Gesù ha predicato e testimoniato l’amore, noi, forse, -almeno per me-ipocritamente lo predichiamo senza avere il coraggio di testimoniarlo. Io condivido il pensiero di Charles Peguy il quale ci dice che: “non bisogna aspettarsi una rivoluzione umana, fatta da soli sforzi umani. Dal legno della Croce si racconta una rivoluzione ontologica che mai è possibile all’uomo. Solo gli uomini che hanno conosciuto la propria Pasqua, morti è resuscitati in Cristo sono rivoluzionari, noi?.......”
Ti abbraccio
francesco