Il paesone Giugliano scimmiotta la città.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Il tempo scorre noiosamente,. sempre meno uguale a sè stesso, in un paesone che cerca, caparbiamente, di essere città. Un tratto di tempo indietro Giugliano era molto più vivibile. La qualità della vita era meno sporca di quella di oggi. Ieri vi erano gocce di spazio sociale da condividere. Oggi, continue colate di cemento  hanno soffocato il paesone in un dormitorio anonimo e privo di animo. Un paesone che rappresenta la tomba dell’accoglienza  e della cultura per tutti coloro che vogliono,nonostante tutto, crescere. I nostri ragazzi scorazzano, perchè cacciati dalla comprensione delle istituzioni, sulle strade cittadine come un branco selvatico di animalucci in fieri. I rappresentanti dei cittadini,molti sono padri, rapinano i loro figli la possibilità di una esistenza , attraverso la quale avere una dimensione culturale che possa dare loro una dimensione più ricca della realtà. Gli altri, una somma di banditi e disonesti,molti dei quali ancora tramano nell’ombra, che si sono succeduti nel tempo alla gestione della cosa pubblica, si sono arricchiti e chiusi nei loro bunker. Questi hanno limitato ai loro figli il volto umano della verità. Il potere che si è instaurato a Giugliano è la fusione dell’accozzaglia e della arroganza dei clan mafio-politici che dividono le risorse senza apportare alcun beneficio alla qualità della vita del paesone ,il cui stato comatoso continua. Il paesone,ieri come oggi, continua ad essere un luogo di apòti, privo di orizzonti comunitari, senza cultura riflessiva né esplorativa. Da noi vige l’imperativo categorico del possesso,infatti: “Posseggo,dunque sono.” “non possiedi, non esisti”. Una logica della cultura del paesone destinato a morire. Le colpe? Chi ha avuto a che fare con la cosa pubblica,nel tempo, interrogasse la propria coscienza cercando di capire quali sono state le cose che poteva fare e che non ha fatto. In un contesto di società “liquida” , come descrive Bauman il tempo sociale, non è più possibile scorgere le nostre radici perché seppellite nel deserto dell’indifferenza. Allora come possiamo sperare che i nostri ragazzi possano avere una crescita spirituale,  senza lasciarsi fagocitare dal mostro dell’apparire del possesso? Una logica ottusa schiavizza sia il potere pseudo-politico, sia quello pseudo-mafioso in un pensiero tautologico, ciò rende incapace di fare abbeverare gli schiavizzati alla fonte della cultura della vita. A Giugliano non esiste il potere forte , vi sono solo lustrascarpe, gente a cui il potere ha detto “ ti faccio ricco, anzi, straricco, diventa il mio zerbino. Costoro, non avendo dignità,cultura, sentimenti, quindi coraggio, hanno  svenduto la loro libertà preferendo la schiavitù di mammona. Questi hanno scelto di essere eternamente proni davanti a sua maestà la ricchezza. Chissà, domani, forse oggi, se i loro figli si rendessero conto della sproporzione della ricchezza, inversamente proporzionale al loro lavoro, o non lavoro, esercitato, chiedessero,”papà, da dove viene questa enorme ricchezza visto che il tuo lavoro non è il tuo lavoro? Saremmo curiosi della risposta. Mentire ad un adolescente che pone simili domande,significherebbe segnarlo per tutta la vita alla mediocrità della schiavitù. Costui, crescendo, potrebbe cercarsi una vita onesta,forse in solitudine ma,certamente migliore della schiavitù della ricchezza offerta dal padre. Noi speriamo sempre che vi sia un sussulto di orgoglio nei tanti dormienti che sperano in una rivoluzione culturale dei nostri ragazzi, giovani ,donne adulti,che sperano in una città pulita dall’illegalità, dalla disonestà. Una città che sappia esprimere, attraverso le istituzioni, la maternità e la paternità ai propri ragazzi facendoli crescere nella condivisione e nel rispetto dei singoli valori. Speriamo che questi soggetti possano parlare la lingua della comunione, della forza e della speranza che spingono a cominciare di nuovo. Una spinta di liberazione capace di offrire coordinate culturali, etiche, morali, in modo particolare spirituali ,che sappiano convertire i tanti bruti di oggi in uomini veri di domani Forse diventeremo città..

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