Gli evangelici a Giugliano.
Codesto il titolo dell’incontro culturale che si è tenuto a Giugliano nella chiesa evangelica, sabato 28 02 009 .Gli intervenuti, condotti da Salvatore Loria, rispondevano a delle domande che lo stesso Loria poneva. Tra gli intervenuti Rossana Ciappa,docente di storia del cristianesimo alla Federico II, la ginecologa Rosa Iacolare, il farmacista Massimo Montello, la giovane universitaria cilena, Claudia Munoz .il Parroco di S.Marco, Mons. Angelo Parisi, Antonio Romeo Pastore,Carmine Napoletano della Facoltà Teologica pentecostale di Aversa, infine Salvatore Salatiello Filosofo. Tra gli invitati brillava per la sua ingiustificata assenza il sindaco, il quale ha perso l’occasione di apprendere cosa poteva significare una cultura “altra”, in modo particolare “oltre” la sua dimensione politica. Una struttura elegante, bella, informatizzata, con diverse centinaia di posti a sedere,per l’occasione tutti occupati. Il moderatore definiva la chiesa evangelica “l’altra chiesa”, intanto si rivolgeva a mons. Parisi chiedendogli una opinione della presenza degli evangelici a Giugliano. Angelo Parisi contestava al moderatore la denominazione “dell’altra chiesa”, perché discriminatoria e dal sapore di opposizione, suggerendo e preferendo la definizione di un’altra chiesa perché più consona alla comunione ecumenica. Da cattolico non poteva non sottolineare la dimensione universale del termine, e quindi l’invito al dialogo ecumenico. Ciò sottolineava l’accettazione della chiesa evangelica da parte dei fedeli come una possibilità di scelta e non come mettersi “contro”. Ricordava che quando la chiesa era in costruzione, una volta passando con il Santo uomo, il compianto Giovanni Gazza definiva la chiesa evangelica una Grazia di Dio. Purtroppo Loria insisteva con “l’altra chiesa.” Intanto chiedeva alla Ciappa quale è stata l’influenza degli evangelici in Europa, in modo particolare in Italia, circa la loro partecipazione al Risorgimento. Dopo un breve intervento concludeva con un’affermazione che ci lasciava alquanto perplessi. “I paesi protestanti sono più civili di quelli cattolici”. Non vorremmo che la cara sorella Rossana abbia usato impropriamente, perché emozionata, il termine civili al posto di progrediti. La testimonianza del medico Rosa è stata molto genuina e spontanea; era vestita di umiltà. Salatiello, molto pragmatico, faceva ricorso al suo bagaglio personale circa l’ esperienza di cittadinanza attiva. Vogliamo ringraziare i fratelli evangelici,considerati da noi cattolici di un’altra chiesa,per aver dato una serata di respiro culturale all’insegna del dialogo ecumenico che ci auspichiamo ne seguiranno numerose. Finalmente, dopo anni di speranze, sembra che il vento di Assisi stia soffiando sulla nostra città. Il significato di questa speranza e che ognuno di noi faccia deserto nel proprio cuore, affinché possano schiudersi nuovi orizzonti divenenti e , in ognuno dei quali, può esserci lo spazio di un frammento ecumenico nel quale l’accoglienza, la tolleranza, le chiese consorelle possano dar vita ad un’Agàpe (oppure àgape) fraterna ove ci si possa ritrovare insieme al banchetto degli affetti, della carità, dell’amore, che per grazia di Dio ci ritroveremo,tutti insieme, nella comune preghiera. Fino ad ieri eravamo nella sterminata prateria dell’utopia, oggi sembra che un filo d’erba sia cresciuto. La nostra speranza che vi cresca l’albero ecumenico. In questa prateria si possono incontrare uomini di buona volontà che vi sono tra, politici,magistrati, scuole, etnie diverse ,e tutte quelle alterità pronte al dialogo interculturale. Un terreno, questo, per migliorare ,prima, noi stessi e poi tutti insieme. Un’altra voce al servizio della città e di tutti coloro che vogliono compiere un cammino di pace interiore. Siamo rammaricati per l’assenza del sindaco, non interessa la motivazione, egli rappresenta l’istituzione, solo per educazione doveva delegare qualche scienziato di sua conoscenza preposto alla cultura. Una prova ulteriore che a Giugliano v’è un assessorato che funziona molto bene, l’assessorato della cultura alla non cultura. E’ mortificante che una città di grande risorse debba essere violentata e ferita da una pseudo “classe politica” ove, maggioranza e opposizione sono perennemente in attesa della spartizione della “clamide scarlatta”. Nel consiglio comunale vi sono persone oneste,purtroppo , non libere. Se continuate ad essere schiave sarete sempre costrette ad essere,purtroppo, disoneste. Prima che ciò accada, liberatevi dalle catene della schiavitù che costringe all’ignoranza della libertà dello spirito e riappropriatevi del coraggio delle persone libere. Un cammino di conversione culturale interiore rappresenta un bene e una testimonianza per tutta la città.
Francesco Saverio Iacolare