Esiste ancora la nostra Pasqua?

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

L’attuale momento storico ha bisogno di testimonianze evangeliche per dare credibilità al messaggio di Cristo. Un messaggio relegato nei meandri di una cultura secolarizzata che adombra la persona di Cristo. Un messaggio spesso compromesso dalle mille religioni istituzionalizzate, nella maggior parte legate al potere temporale. Queste, ricche e potenti, esposte più nel mondano che nel divino, vivono la contraddizione della chiesa dei poveri che testimonia il Cristo, senza predicarlo, diversamente dalle chiese che lo predicano, senza testimoniarlo. Le prime sono quelle che vivono nello sfarzo e nel lusso dell’occidente opulento. Le seconde, dei poveri, sono quella che offrono in sacrificio i propri missionari nell’Asia, nell’Africa, in India. In questi luoghi le diverse confessioni agiscono, senza divisioni, nel nome dell’Uomo. Da noi agiscono separatamente nel nome degli uomini. Molti credono che la Redenzione avviene attraverso la religione, ignorando che solo Cristo redime l’uomo. Per essere redenti è necessario accettare il Cristo con tutto il suo corredo di “Sovvertitore” e “Rivoluzionario”, come colui che “fa ogni cosa nuova”. Un’accettazione difficile, anzi, impossibile visto che Cristo non era un uomo ma, è l’Uomo-Dio. Egli è la soppressione del vecchio uomo nella sua totalità. Egli è l’Uomo che ha vissuto e vinto la morte donandoci la vita. Cristo, il non io, è l’io esistenziale e totalizzante dell’umanità davanti a Dio, nella totale libertà del Suo esser-ci. Questa condizione sarà possibile, se riusciamo a liberare la nostra Fede dai vincoli impostale dal corredo delle immagini del mondo, derivanti dal mito e dalla scienza. Paradossalmente  il cristianesimo è stato considerato per molto tempo un fatto privato delle còrti e della borghesia. Il povero non si sentiva degno di un cristianesimo d’apparato, questi pregava Dio nel chiuso del suo cuore. Quel Dio delle còrti  e dei borghesi veniva considerato un Dio di sostegno alle loro colpe, usandolo come richiesta di aiuto. Con questo modo Dio , di fatto, è stato sempre escluso e non considerato il centro della vita dell’uomo. Un cristianesimo ridotto ad utilitarismo non è mai  scomparso  perché continua con la visione di un cristianesimo ateo. L’uomo ignora che la fine dei tempi è già avvenuta, essa si è compiuta quando Cristo morente disse:  “Tutto è compiuto”. Un compiuto ch’è dell’uomo di ogni ceto sociale , di ogni punto cardinale. La follia della croce rappresenta l’unico evento salvifico attraverso il quale l’uomo entra nella vera comunione con Dio. Credere in questo evento non deve essere difficile: esso è stato annunciato, vissuto, patito e dalla morte Cristo è risorto. Questa è la nostra Pasqua, per chi crede ancora. Praticare la follia di Cristo non è “normale” , siamo tutti ipocritamente, anormalmente “normali”. E’ difficile per la nostra chiesa, storicizzata dall’influenza della secolarizzazione selvaggia trasmetterci l’invito escatologico che nasce dallo scandalo della Croce. Uno scandalo che spesso riguarda l’ambito dottrinario, solo una volta l’anno, quello della Fede. Purtroppo bisogna costatare che duemila anni di vangelo non sono bastati per fare nostro l’ascolto del suo messaggio di salvezza. Questa mancanza è dovuta alle mille dispute teologiche che, nel tempo, hanno impedito un ascolto penetrante dello spirito del vangelo. Quando l’uomo avrà conquistato questo spirito, saprà testimoniare l’inedito del suo esser-ci nel mondo. L’impedimento e’ stata della cattiva cultura che ha  ideologizzato  il messaggio cristiano. E’ necessario uscire fuori da questa crisi mediante l’ascolto della vangelo. Solo in questo modo potremmo ancora sperare nella vera Pasqua. Una Pasqua che nel suo significato originario significa “passaggio”. Saremo capaci di  compiere il passaggio? Il cambiamento necessario per essere degni  di accogliere il messaggio escatologico di Cristo?

                                        Francesco Saverio Iacolare.

 

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