Religione religioni. Dio dov’è ?

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Il nostro mondo è abitato da dimensioni di barbarie e orrori, queste sembrano aver preso il sopravvento sulla civiltà dell’amore,così si uccide la speranza. I soggetti che hanno provocato , e provocano, tali dimensioni, sono coloro che da sempre vogliono assumere, o si sono illusi di averlo fatto, il ruolo di Dio. Creature abbrutite dall’egoismo,dalla superbia, dal pensiero orizzontale, piatto, unico. Creature incapaci di nostalgia di una vita abitata dalla semplicità dei bambini. Esseri trogloditi hanno spostato l’orologio della politica  e della religione all’età della pietra Il buon  Don Luigi Sturzo quando fondò il partito cattolico, lo fece per opporsi alla degenerazione dello stato liberale. Un sogno infranto, ieri, forse vi erano ancora dei cattolici che credevano, oggi vi sono molti degenerati cattolici ,solo anagrafici,questi non credono. Tutto è stato oggetto di strumentalizzazione perversa. V’è stato il passaggio dalla religione alle religioni. Troppi  gridano  il loro credo per tacere le differenze che inquietano. V’è una moltitudine di chiese ,da quelle cattoliche a quelle protestanti che gridano la verità. Una follia delle religioni che continua ad uccidere Dio nel nome di Dio, un tentativo di occupazione del sacro che rende il mondo orfano di Dio. Un mondo sempre più abitato da intellettuali della religione, sicuri di ciò che dicono,specie quando mostrano quei sorrisi fatui, attraverso i quali ti dicono che sanno tutto , e tutto sanno spiegare. I loro discorsi ruotano intorno ad una unità speculativa che chiamano Dio, noi invece crediamo in un Dio che sia comunione con l’uomo. Un Dio che lo si fa diventare ideologia non può essere il Dio di Abramo. In un recente libro, di Gualtiero Peirce, v’è il racconto di Dio fatto da bambini ebrei,cristiani e musulmani,dal titolo che già è una risposta “ Il Signore è grande e non si può disegnare….perchè nel foglio non ci stà”. Il Dio dei bambini è Dio della comunione non della speculazione filosofica,né teologica. La teologia sono secoli che ci parla di Dio, perché non cerca di parlare a Dio? Il Dio della comunione è lontano dagli speculatori che usano Dio, non lo amano. Che forse quando nel vangelo di Luca si legge “Lasciate che i fanciulli vangano a me”, Gesù voleva darci un messaggio di semplicità, di amore,comunione che già gli uomini del tempo non capivano? Essi cacciavano i bambini dalla presenza di Gesù, perché giocando davano fastidio mentre parlava, non capivano che bisognava diventare fanciulli di cuore per amare. Oggi Dio viene cacciato dal cuore, al suo posto si erge la lotta per una religione idolatrica, quella del benessere, del consumismo del danaro. L’uomo è disincantato, ha perso l’innocenza della fanciullezza, quindi dell’innocenza. Tutto viene finalizzato al mondo della ricchezza, dell’avere. Dobbiamo abbandonare i processi mentali che portano alla divisione. Riappropriamoci dell’infanzia innocente ove trova posto la comunione degli uomini. Una religione così vissuta farà delle religioni, la Religione dell’unico Dio che è Padre e Madre di tutti gli uomini. L’ecumenismo che  si attua con l’animo della fanciullezza è nella verità, diversamente, l’ecumenismo di noi adulti , praticato, spesso, con tentativi di strumentalizzazione e speculazione, è stato un vero e proprio atto di cannibalismo che ha provocato e continua a provocare, dissenso e scissioni. E’ necessario educarci ad amare il volto dell’altro come epifania dell’Essere. Una grave responsabilità che ci interpella e attraverso la quale realizzare un ecumenismo che si fondi sulla sapienza dell’amore. Nel contesto di un mondo dissacrato dal bisogno di apparire dell’uomo nella sua tenebrosa visibilità, tornare bambini, tornare semplici, è ormai un desiderio dimenticato se non addirittura rimosso dalle nostre modalità di voler essere. Siamo smarriti nei bui labirinti degli inutili discorsi pubblici. Noi crediamo dovremmo dare spazio alla ricchezza del sapere del silenzio, dalla cui riflessione potremmo imparare e scoprire nuovi orizzonti, verso i quali dirigere il nostro faticoso e tormentato cammino.

                                                    Francesco Saverio Iacolare

 

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