Il Libero Arbitrio: Sudditanza o “Somiglianza” ?
La polemica suscitata dal sacerdote ,Enrico Bianco mio amico, è prettamente intellettualistica.La risposta di Lello Pianese è di tipo intellettualistico.La prima invita al dialogo,la seconda chiude il dialogo. I due non hanno aggiunto nulla, né tolto nulla ,a quello che possa essere o non essere il libero arbitrio.Fatto è che il buon Dio , quando disse: “ Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”,volle fornire all’uomo l’anima come dimora dove abitare, l’intelligenza per essere da Lui conosciuto ,il cuore per essere amato ,in modo particolare , la libera volontà per essere servito.Bisogna tener presente che parlare di libero arbitrio significa parlare dell’esercizio della libertà che Adamo non aveva mai esperito , poi di volontà di distinzione, quindi di conoscenza del bene e del male ,poi di arbitrio,cioè di consapevolezza , di coscienza delle proprie azioni. Tutto ciò non v’è mai stato. Sappiamo bene che i primi undici capitoli della bibbia sono di origine mitologica ,quindi tutto ciò che si dice è stato redatto in forma antropomorfica. Personalmente non saprei spiegare fino a che punto l’uomo ha la possibilità di una messa in epochè , ovvero di una sospensione di giudizio, ed effettuare -con libero arbitrio-la scelta o, diversamente,conoscendo la scelta viene condizionato e quindi non v’è più libera volontà. A questo vogliamo aggiungere una riflessione.Ogni qual volta Dio si rivolge all’uomo non chiede mai nulla per sudditanza ,solo per “Somiglianza”.Trovo banale il gareggiare con una sfida culturale,circa il libero arbitrio.Dio non è cultura. Dio è accettazione volontaria di tutto ciò che ci offre,in modo particolare del dono della Grazia ,della Fede che con atto gratuito si offre giono per giorno . La cultura è uno strumento che aiuta a comprendere ciò che pensiamo.La cultura non potrà mai influenzare la Grazia , se v’è Grazia .Vorrei ricordare che il dichiararsi cattolico è un grande impegno verso l’altro,chiunque egli sia ,in modo particolare se è un sacerdote.Cattolico significa essere universali ,significa ,accettare il confronto anche se non condiviso.Lo sforzo di noi cattolici è cercare di condividere cìò che ci unisce nella Fede ,non quello che ci divide nella contingenza della storia del cristianesimo.Certamente esiste Dio,Egli non può essere diversificato né nella concezione,né tanto meno è ideologia,caro Lello. Io ho la presunzione di dire che cerco di “capire”Dio , attraverso il messaggio di Gesù e nella continua ricerca e fedeltà al vangelo,nei limiti della mia povertà umana.Negare a se stessi la possibilità del confronto è sempre un atto spiacevole.Don Enrico Bianco è un uomo cristiano,egli ha rifiutato di essere un cristiano uomo.Non a caso il grande Friedrich Nietzche disse : “L’unico uomo cristiano,Gesù , lo uccisero.” Scegliere di essere un cristiano uomo è facile,scegliere di essere un uomo cristiano è difficile .Gesù,divenne Cristo attraverso l’uomo,testimoniando il Vangelo. Il cristianesimo è frantumato in mille rivoli ,bisogna guardare al Vangelo se vogliamo dialogare,diversamente ,continuiamo nelle sterili dispute culturali nel nostro gretto villaggio ove, volontariamente, uccidiamo il dialogo. Concludo ricordando quello che dice Karl Barth “ Tutto ciò che un uomo dice di Dio è un uomo che lo dice”
Noi cattolici non vogliamo seguire un uomo che dice, vogliamo seguire l’unico Uomo che continua a testimoniare il messaggio del Padre.
Francesco Saverio Iacolare.