La solitudine delle coscienze.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Il nostro tempo si sta caratterizzando dal consolidarsi di una misera forma di solitudine comunitaria,dovuta questa dalla sfiducia della coscienza.Le nostre istituzione sono solo nominali, non esistono:quando esistono mostrano l’arroganza dell’autorità, questo perché non hanno la qualità dell’autorevolezza. I cittadini sono ogni giorno oppressi dalla continua incompetenza, meschinità, ignoranza di coloro che non avendo educazione con la ricca difficoltà della dimensione del dialogo , approfittano della bontà degli onesti , gonfiandosi di superbia. Tutti cercano una dimensione sociale nella quale scaricare le frustrazioni,  propinate da una società dai grandi sprechi di ricchezza e da vaste aree di povertà. Tutto ciò trova la sua ragion d’essere nell’inesorabile processo di entropia etica e,  di conseguenza, morale. Vorremmo cercare di riflettere circa il ricco e il povero. Prendiamo come paradigma - “preghiera per i ricchi”- del compianto Helder Camara,  brasiliano e vescovo di Recife, il quale diceva “ i ricchi non solo di denaro, ma di intelligenza, di talenti e perfino di virtù e di santità” Continua :Padre ,pregare per chiederTi che dai loro occhi cadono le scaglie e che Tu sei il solo vero ricco……..” Una ricchezza, questa , che diventa una miserabile povertà , generatrice di pochezza di idee figlie della superbia e dell’egoismo, in coloro che sono alla guida delle istituzioni, uomini privi di lungimiranza politica perché affetti da presbitismo egoistico. La solitudine è la povertà di una ricchezza intesa solo come strumento di oppressione. Gli oppressi sono prigionieri del bisogno, dell’indingenza, anch’essi vittime della solitudine comunitaria.Perché tutto ciò? Certamente perché l’uomo è un eterno minorenne della storia, non saprà emanciparsi  alla dimensione di una libertà,attraverso la quale saprà spogliarsi dalla crosta del tempo e della storia,tornando finalmente ad essere “nudo”.Quando ci accorgeremo di essere nudi? Quando avremo la coscienza che tutto ciò che facciamo “contro” non ci darà mai la gioia di essere liberi? La miserabile visione del nostro tempo, tradotto in squallore esistenziale, ci dà la misura che tutta la nostra ricchezza è l’unico ostacolo alla vera ricchezza,cioè la povertà come ricchezza della “nudità”.In Genesi 3,7 si legge :” Si aprirono

allora gli occhi di ambedue e conobbero di essere nudi.” I nostri progenitori, Adamo ed Eva, ebbero l’illuminazione della coscienza dell’errore di rifiutare la ricchezza della nudità, offerta da Dio, iniziando un cammino di riconquista della nudità perduta.Oggi sembra che questo cammino si sia interrotto perché uomini, “ricchi di denaro, intelligenza………” hanno ridotto il mondo un grande sepolcro ove, come ci ricorda il Foscolo, “anche la dea ultima speme fugge i sepolcri”. Sarà poi vero? Non sarebbe ora che l’uomo ripensasse la  nudità come la sua vera ricchezza? Non sarebbe ora che questo minorenne della storia dovrebbe impegnarsi per diventare adulto nel mondo? Come? Uomo,guarda negli occhi  lucidi di sofferenza il tuo simile, noterai un volto emaciato dal dolore, dalla disperazione , dalla malattia, Noi tutti siamo minorenni.Cominciamo ad abbattere i mille muri dell’ipocrisia,del potere, dell’egoismo.Accogliamo con la tenerezza del samaritano colui che, disperatamente, tende la mano.Forse diventeremo adulti e degni della riconquistata nudità perduta.Abbiamo il coraggio? La forza? La cultura dell’anima,  per far si che possano cadere le scaglie dai nostri occhi e vedere la luce?

 

                                            Francesco Saverio Iacolare

Pubblicità

Con tag Etica e Morale

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post