Quale Natale per il nostro tempo?

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Tra i tanti nomi che vengono attribuiti a Dio,quello più vero, anzi, il vero nome di Dio è Padre quello che ci ha insegnato Gesù .Padre ,tuttavia ,rimane ancora lontano perché nei cieli.Noi preferiamo quello dell’ora della sofferenza ,quello di Abbà che indica una dimensione di tipo antropologico che sta a significare Papà .Un nome che indica presenza in mezzo a noi con misericordia,bontà, comprensione , tenerezza .Il Natale di cui parliamo è quello della nascita con la quale ,il Padre si fa Papà ,scende dai cieli e si lascia comprendere attraverso la Sua umanità riaffilandosi ,come Figlio al Padre . Gesù nasce in tutta la Sua umanità ,fragilità ,debolezza .Un invito a noi,poveri, perché limitati ,di aderire ,comprendere che l’affido è la premessa del Regno.Esso non va cercato nelle mille definizioni date dalla tradizione per motivi pedagogici. Gesù non  ha mai definito il Regno, perché esso non è un luogo ,quindi un finito .Il Regno è una dimensione del divenire ove è presente la gioia tra gli uomini .Una dimensione che si costruisce con il fare ,il cambiare perché esso è una continua creazione di Dio alla quale chiede costantemente l’aiuto di noi figli.Ogni atto d’amore, compiuto in favore del proprio fratello, è una pietra alla costruzione del Regno. La storicità di Cristo,con la Sua testimonianza ,è stata l’inizio della costruzione del Regno,anzi ,Egli ha voluto fare di più quando ha detto “ farete cose più grande di me”.Questa fiducia che ha posto nell’uomo è la certezza che la Sua paternità-figliolanza è la dinamica di una teologia della speranza ,attraverso la quale l’uomo è coocreatore del Regno. La Chiesa ,attraverso la festa del Natale ,vuole ricordarci che tutti gli uomini sono figli e fratelli ,ma non si può essere tali  se non c’è il Padre. La politica è uno dei luoghi del fare,del cambiare all’insegna del Padre.Essa dovrebbe tutti i giorni vivere la dimensione del Natale come nascita per l’altro,così come cristo è nato per noi.Purtroppo il nostro Natale continua ad essere secolarizzato,pagano ,consumistico nel quale si nota, giorno per giorno, una indifferenza attraverso la quale l’uomo continua a morire per fame,malattie, ingiustizia, inquinamento. Così siamo lontani da un possibile accesso al Padre ,dobbiamo ,a mezzo del messaggio di Gesù , “disporci”con umiltà nell’accettazione totale della vita che ci è stata donata .Tutte le sue contraddizioni sono il terreno offertoci per spianare la via a coloro che continuano ad uccidere il Padre perché vogliono sostituirlo.Il Natale è questa conversione di tutti noi,una rivisitazione che deve abbandonare l’idea che Dio è stato da sempre considerata nella dimensione antropomorfica come colui che, a nostro piacimento, può essere strumentalizzato come giustiziere o protettore.Dio è Amore,Giustizia ,donazione continua di Sé per noi uomini .Una donazione che inizia col darsi al mondo mediante la nascita affidandosi al padre e concludendo la parabola della Sua esistenza  affidando al Padre il Suo spirito. Un mistero che non viene accettato da tutti ma,tutti sono in questo mistero.Il bambino nella sua caducità si affida al padre e alla madre,così come il Cristo si affida a Giuseppe e Maria. Noi,per “comprendere”, dovremmo affidarci a Dio Padre e Madre ,così come ci ricorda Isaia. Quale Natale scegliere? Quello consumistico e pagano, o quello di una nascita che ha testimoniato, attraverso la donazione della propria vita  per il fratello, come si accede al Regno,”perché il mio Regno non è di questo mondo”.Ecco la grande follia della testimonianza di CRISTO che ogni giorno  si fa per noi Natale.

Pubblicità

Con tag Religione

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post