ANTROPOLOGIA PRIVA DI "FONDAMENTO"
Antropologia priva di “fondamento”.
Alla nostra società manca il” fondamento “ su cui fondare la propria ragion d’essere.
La società globalizzata , in modo particolare quella occidentale, è priva del suo “ fondamento”; ciò sta generando una tragica dimensione crepuscolare dell’uomo. Si seguono teorie, mode, propagande, “ scuole”, senza che niente di tutto ciò sia portatore di valori.
L’assenza valoriale non potrà mai essere un luogo di cultura, civiltà, di convivenza tra uomini capace di generare una crescita coscienziale che possa testimoniare il Bene. Da questo smarrimento etico-morale, la dimensione crepuscolare è il luogo più vicino alle tenebre che alla luce. Il nostro tempo scorre implacabilmente verso una meta senza tempo, là dove per tempo vogliamo intendere un luogo ove v’è la necessità di una convivenza che si esprime attraverso la relazione amorevole o della propria civiltà, la quale significa onestà e oblatività. Ognuno di noi è padrone del proprio tempo.
La realizzazione di codesto tempo rimane solo nelle aspirazioni di coloro i quali, nonostante tutte le apparenze tenebrose, e prive di speranze, credono che l’uomo è anche questo, ma non è questo. L’uomo evidenzia dal suo istinto la parte peggiore di sé perché schiavo dell’ideologia, della necessità del bisogno superfluo che gli dona vanità. Una dimensione crepuscolare che viene illuminata nei momenti di tragici eventi, ove quest’uomo è capace di grandi azioni altruistici le quali testimoniano “naturalmente” che la sua creazione è stata fatta ad “immagine e somiglianza di Dio”. Moltissimi uomini, detentori del potere, sono schiavi di una falsa libertà che li tiene al guinzaglio in un luogo delle mente razionale, illudendosi, perché circondati dal benessere, di esercitarlo su tutti. A codesto manipolo di schiavi manca il respiro universale della metafisica del “fondamento”, nello stesso momento la chiave di lettura del fondamento ch’è l’Uomo incarnatosi. Un Uomo ch’è rimasto ,e continua a rimanere, nella Sua solitudine, invitandoci ad avere un rapporto personale con il Padre, il solo capace di comprendere l’intima esigenza esistenziale dell’uomo.
Continua la “barbarie” intesa come tradimento dell’uomo, come tempo di solitudine che genera l’uomo crepuscolare, oppure è la solitudine in sé che genera la vera barbarie? Il grande Thomas Merton ha detto “nessuno è un’isola”. L’uomo, nonostante la forzata solitudine, è sempre in compagnia del suo Creatore, ce lo ricorda la poetessa latino-americana, Margaret Fishbach Power, nel suo “messaggio di tenerezza” quando l’uomo preso dalla disperazione per la sua solitudine ha chiesto a Dio:” perché mi hai lasciato solo”. Dio ha risposto all’uomo : “nei giorni della tua disperazione Io facevo il tuo cammino tenendoti in braccio.” Forse vi sono alcuni segnali nel tempo dell’uomo che annunciano l’ inizio della vera infanzia cristiana. Un’infanzia che, come un bambino , ci testimonia il suo abbracciare l’uomo nella sua globalità. Quest’infanzia ci ricorda che viviamo il “già dato ma non ancora”. Ieri ci hanno imposto un cristianesimo teologico, da intellettuali. Oggi si sta facendo strada il cristianesimo della consapevolezza, del perdono, dell’ ammissione degli errori di ieri e di oggi. Un umanesimo cristiano fatto di carne e sangue come quello di Cristo in croce, un Cristo che si è fatto toccare da Tommaso, dall’uomo che nella sua esperienza del dolore si ricorda della visibilità di Cristo-Dio. Diversamente da questa concretezza, l’Invisibile teologico ha causato incomprensioni e divisioni in molti uomini testimoni dell’Uomo. Questi testimoni ieri sarebbero stati soggetti da inquisizione, oggi sono quelli che tengono fisso l’aratro nel tracciare “il Regno di Dio “. Oggi vi sono “grandi cristiani” senza chiesa e grandi “chiese senza cristiani”. Perché? Forse il linguaggio contraddittorio, la testimonianza dell’istituzione chiesa non corrisponde alla chiesa descritta dal Vangelo? Il cristianesimo è la continua ricerca della Verità che trova la sua esigenza nella libertà come unico valore dello spirito. “La libertà vi farà liberi” se accompagnata dall’amore che , giorno per giorno, l’uomo testimonia al prezzo della vita per il proprio fratello, la propria sorella. Per troppi secoli il cristianesimo è stato coniugato al maschile, dimenticando che Cristo ha privilegiato una donna per la Sua apparizione, avendole incaricata di annunciarLo risorto agli apostoli. La povera Maria Maddalena fu presa per pazza, era vero perché pazza di Cristo il Salvatore, gli apostoli continuavano non solo nel tradimento ma, in modo particolare, nella negazione. Questi comportamenti hanno cercato, nei secoli, di “normalizzare” la chiesa di Cristo, il cristianesimo: hanno tentato di farlo anche con il Vangelo. Il potere maschile è stato messo in scacco dalla donna dell’annuncio del Cristo risorto, animata dallo Spirito di Dio sta proponendo la visione liberatrice che è propria dell’amore materno di cui secoli prima, Isaia annunciava Dio padre-madre. Oggi si comprende - forse - che l’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio non è il maschio che schiavizza la donna, è l’Uomo nella sua integrità maschio-femmina che fanno l’uomo. Da qui la necessità di una parola liberatrice della donna privilegiata dall’annuncio della resurrezione. V’è ancora una falsa cultura del potere che considera la donna in ombra, incapace di occupare responsabilità presbiteriali. Un tabù destinato a morire nella vergogna di cui, fra cinquant’anni, la chiesa maschile chiederà perdono per la mancata ricchezza umana sottratta alla donna. Una falsa cultura che considera che, predicare il vangelo nelle nostre cattedrali, con il conto in banca e la compagnia delle “perpetue” nell’opulento occidente , sia la stessa cosa che predicarlo a moltitudine di persone affamate, ammalate e perseguitate. No, non è lo stesso vangelo perché il conto in banca non genera amore, solo altro conto in banca. Siamo contenti della saggezza e coraggio di una chiesa che sta sorgendo alla luce del Vangelo tra mille impedimenti. La fase crepuscolare della nostra chiesa si è infranta sotto la spinta della forza della luce dello Spirito di Dio. Riconoscendo la nostra nullità evangelica ci sforziamo di viverlo con umiltà e …. coerenza.
francescosaverioiaco@libero.it