Quale chiesa domani?
Quale chiesa domani?
E’ necessario una presa di coscienza nella chiesa, insieme al popolo di Dio, per continuare a credere che la storia della salvezza continui ad essere per sempre l’inizio della Pasqua dell’umanità. Noi crediamo in una chiesa fatta per l’uomo e non nell’uomo fatto per la chiesa, così come il dettato evangelico del sabato fatto per l’uomo e non l’uomo fatto per il sabato. Una chiesa così intesa è degna di fede, diversamente non è la nostra chiesa. Non sappiamo che farcene di una chiesa che ha paura di scandalizzare pur di testimoniare la verità. “Chi si scandalizzerà di me ,mi scandalizzerò di lui”. Non sappiamo che farcene di una chiesa che somministri sacramenti, scissi da qualsiasi conversione interiore: questa è una chiesa che pratica magismo,non aiuta alla crescita della fede. Che ne facciamo di una chiesa che tiene il concilio vaticano II in eterna attesa sulle soglie del cuore dei fedeli. Che ne facciamo di una chiesa che ha smarrito il senso messianico del suo tempo? Non confondiamo il tempo messianico con il futuro, esso è l’eterno presente nel quale irrompe il ” tempo” di Dio. Un tempo d’amore che cambia il modo di sentire le “diversità” e abita il cuore dell’uomo. Noi crediamo in questa chiesa. Ci rattrista una chiesa che emana un documento,come quello del 21 02 10 che ripete le stesse cose di un altro documento,del 18 10 89 che per essere credibile fa ricorso all’enciclica del Papa “ Caritas in Veritate”. La cosa che ci sconcerta è quando recita nella prima parte dell’introduzione “ la trasformazione della religiosità degli italiani, pur conservando un carattere popolare,fortemente radicato nel sud, conosce processi di erosione per effetto di correnti di secolarizzazione.” Non sembra leale la demonizzazione della secolarizzazione di fronte ai mille “olocausti bianchi” che da anni si perpetuano nei seminari e fuori di essi. Vorremmo ricordare che padre Vittorino Joannes ipotizza una spiegazione del concetto di secolarizzazione ,in modo particolare in occidente, dicendo che esso è un processo innovativo che presenta due aspetti specifici. Uno è quello di ridurre ogni realtà religiosa in termini di ragione. L’altro come tentativo di recuperare, nell’ambito naturale, l’esperienza del soprannaturale. La sua riflessione teologica interessò, Karl Barth, Bonhoeffer, Cox. Padre Vittorino Joannes reputava il movimento della secolarizzazione ,nella prospettiva cristiana, come possibilità di purificare la fede. Ricordiamo che tra il 68 e il 72,il movimento ha avuto il merito di risvegliare il mondo religioso dalla sua apatia, affrontando una problematica ,spesso, dissacrante ma sempre stimolante nei confronti di un cristianesimo di routine e poco impegnato. Certamente la secolarizzazione ha avuto, e continua ad avere, i suoi aspetti negativi,questo non significa che il movimento va condannato nella sua totalità. Ci sorge un dubbio, Cristo, o meglio Gesù, non ci sembra che appartenesse a qualche ordine religioso, anzi Lui stesso era un fautore della secolarizzazione perché privilegiava la compagnia degli uomini. Una CEI che non accenna alla comprensione delle accuse del Papa circa l’abuso della ricchezza, e le devianze teologiche è una Cei che pratica la retorica come conservazione del potere. Un povero Papa lasciato solo a condividere lo sgomento di tanti fedeli per il tradimento degli abusi sessuali, auspicando,tuttavia, una rinascita della chiesa. “ Risponderete davanti a Dio e ai tribunali”. Una chiesa questa che ricorda il tragico tempo di esseri come Marcinkus, una chiesa che era un rottame della storia dei ricchi e dei potenti. Quella non era la chiesa dei poveri, dei sofferenti,dei mille perseguitati dalle ingiustizie del mondo. Noi rimpiangiamo la chiesa dei perseguitati come Don Milani, Mazzolari, Balducci,Turoldo, Bregantini, di uomini semplici e con grande cuore missionario come il carissimo Giovanni Gazza. Ci dispiace per una chiesa che distrae lo sguardo quando si parla di Peppino Diana, o peggio di una chiesa, come ha detto Raffaele Nogaro, che beatifica un Escrivà De Balaguer e ignora Peppino Diana. Noi, popolo di Dio, siamo certi che Escrivà davanti a Dio non sarà mai beato perché la sua fede era: “ altare e potere”, mentre Peppino Diana , qualunque possano essere state le sue colpe!?!?, il suo tributo di sangue lo rende beato. Non vogliamo la chiesa del grande inquisitore che ,” nella famosa notte di Siviglia un “folle” irruppe tra la folla ammaestrandola alla parola di Dio. Il Torquemada del tempo lo fece arrestare sottoponendolo all’ascolto del suo dire fino al mattino senza che da parte del “folle” ci fosse risposta. Ad un certo punto il grande inquisitore gli disse:” domattina ti farò bruciare vivo da quegli stessi che stanotte ti osannavano. Tu non hai capito una cosa, noi facciamo mangiare il popolo,noi lo aiutiamo, noi lo proteggiamo, il popolo non ha bisogno di Cristo ma di noi preti”. Un tentativo sempre in atto oggi nella chiesa del potere curiale che non crede in Cristo risorto. Dobbiamo dar ragione a Paolo VI quando parlava del fumo di “satana in Vaticano” Un tema oggi molto discusso stando a quanto affermava il grande esorcista vaticano, Padre Gabriele Amorth : “ Il diavolo è in vaticano e le conseguenze sono evidenti”. Padre Amorth affermava che molti cardinali e vescovi non credono nella resurrezione di Cristo e praticano un ateismo consumistico e appartengono alla finta comunione esteriore. Come non crederci se v’è una “chiesa” come quella dell’ex rettore della Basilica di sant’Apollinare di Roma, Piero Vergari, complice il cardinale Poletti che ha autorizzato la sepoltura dell’assassino e capo della banda della Magliana, Enrico De Pedis, in un luogo riservato ai santi uomini di chiesa riconosciuti dal popolo di Dio. La compagna del boss, Sabrina Minardi, spiegando il mistero della sepoltura ai giudici diceva:” Renatino ha versato diversi miliardi…. in opere di bene”. La chiesa curiale non ha mai dato una risposta alla magistratura, né questa si è preoccupata d’insistere, né circa la sepoltura, né circa il caso Orlandi. Una “chiesa” impegnata in una grande azione di liberazione politica della Polonia dal Comunismo è una chiesa che ha accettato molti compromessi e nessuno cristiano deve osare un giudizio. I cardinali e vescovi della falsa comunione sono i seguaci del grande inquisitore che escludono Cristo dal cuore degli uomini con i loro comportamenti peccaminosi. Certamente questi non sono chiesa, ciò ci fa riflettere circa quanto dice Juan Arias ne il suo “ Cristo da riscoprire” e che abbiamo paura di scoprire. Non abbiamo il coraggio di affrontare un Cristo semplicemente umano, anzi, troppo umano che nonostante gli sforzi di svuotare il Suo messaggio, tuttavia, vi sono uomini che cercano di testimoniare, giorno per giorno , la vera chiesa. Nella chiesa curiale v’è un popolo di preti e porporati che ostentano la ricchezza in dispregio alla grande miseria dei poveri, questi sono erosi dalla cattiva secolarizzazione di uomini privi di sentimenti e umiltà. La buona secolarizzazione, sposata al Vangelo, è quella che esprime da sempre la solidarietà e la spogliazione dalla ricchezza, come il secolare Francesco D’Assisi. Le nostre miserie umane non ci permettono di “costruire” la vera chiesa perché essa è una realtà spirituale che trascende il mondo e solo Dio conosce, tuttavia se siamo capaci di “nutrirci” della parola di Dio faremo chiesa e comunione. Tutti i seguaci del grande inquisitore nel giorno del giudizio diranno “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in Tuo nome e sempre in Tuo nome abbiamo cacciato demòni e fatto molte opere potenti? Allora io dichiarerò loro:” io non vi ho mai conosciuto: allontanatevi da me malfattori” Matteo - 7-21,23. Codesti membri, o meglio malfattori, sono stupratori delle coscienze di ingenui cristiani e strumentalizzano la ricchezza per libido di potere. A questo proposito Benedetto XVI ne “il sale della terra” scrive: ” Purtroppo è sempre capitato che la chiesa non sia stata capace di allontanarsi dai beni materiali, ma che questi siano stati tolti da altri: e ciò alla fine è stato una salvezza.” Vogliamo ricordare ai “malfattori” che il cardinale Ratzinger, nella sera del venerdi santo del 2005, mentre si consumava tragicamente l’esistenza di Giovanni Paolo II ,durante la via Crucis gridava con forza al mondo: “bisogna eliminare la sporcizia nella chiesa”. Una chiesa che per tanti anni ha nascosto la sporcizia è una chiesa che non conosce Cristo, una chiesa che ha paura della verità. Ratzinger sapeva del grande baratro che si era aperto nella chiesa dei curiali, certamente non nella chiesa di Cristo. Oggi il Papa denuncia la mancanza della predicazione del Vangelo che libera. Il vangelo della sporcizia e della ricchezza non libera. I “malfattori” che sono dentro la chiesa sono preposti ad accompagnare i fedeli lungo un viaggio la cui meta finale è l’incontro con Dio. Questi sono finti perché appartengono alla finta chiesa del potere temporale, alla chiesa storicizzata che ha escluso Cristo la cui rivoluzione li rende inutili ,mentre la frustrazione della istituzione chiesa ha negato loro la carne con la dittatura del celibato. Basta guardare il volto di un pasciuto vescovo e quello di un padre di famiglia, questo anche se emaciato dalla sofferenza è fatto di carne ,quello del porporato ha il segno della carne negata. Paradossalmente i “malfattori” “ufficialmente” sono obbligati al celibato che non trova riscontro in nessun documento della chiesa di Cristo. Nel concilio di Gerusalemme che emanò alcuni canoni, al 48 si legge ” sia dannato quello ecclesiastico che discacci la moglie per unirsi ad un’altra donna.” Mentre al canone 5D : “Non discacci mai il prete la moglie, la tenga seco e con lei viva in pace.”. Luca riferisce che il sacerdote Zaccaria aveva come moglie Elisabetta. Gli sposi erano avanzati negli anni, non avevano figli, per giunta Elisabetta era sterile; Zaccaria mentre officiava nel tempio davanti al Signore, un angelo gli apparve e lo rassicurò che sarebbe diventato padre del precursore Giovanni. Zaccaria rimase incredulo e il Signore lo rese muto fino al verificarsi della profezia. Zaccaria era un uomo di carne non di potere. Con questo vogliamo ribadire che il celibato è un atto di carità verso il mondo. Esso è disponibilità di servizio e come tale donazione di sé a Cristo. Esso è un dono che Dio concede all’uomo, libero per natura. Una chiesa che sottrae a Dio la libertà del dono non è chiesa. Essa è solo una istituzione con la superbia di sostituirsi a Dio . Negli archivi storici del corriere della sera del novembre del 1995 si legge : ” La santa sede diede il via libera alle ordinazione segrete nell’Europa orientale”. Infatti, durante l’oppressione comunista nell’Europa orientale, in particolare nella Cecoslavacchia, venti donne e circa trecento uomini sposati furono ordinati sacerdoti. Nel 1983, Ludmilla Javorona, una delle venti donne prete inviava a Giovanni Paolo II una lettera tramite il cardinale Tomasek, nella quale chiedeva a nome di tutti gli ordinati una soluzione canonica. La povera Ludmilla diceva anche “ io aspetto, aspetterò sempre.” Ora non aspetterà più perché è sacerdote davanti a Dio. La persecuzione comunista è stata meno dolorosa della negazione della chiesa istituzionale. Una volta la chiesa dei mistici e dei santi predicava Dio come la chiave esplicativa del mondo. Oggi siamo davanti ad una chiesa, quella della cattiva istituzione, quella del potere che sposa l’altare che è costretta ad ignorare i mille martiri della violenza e della ricchezza. Tutto ciò è accaduto perché Dio è stato escluso come “comprensione” del mondo. La teologia continua a considerare Dio come il vertice piramidale della speculazione teologica. Una teologia che continua a parlarci di Dio, si dimentica di mettersi in ascolto di Dio e parlare a Dio. Una teologia dialettica-speculativa che spesso smarrisce l’orizzonte umano di Cristo che si è incarnato in sacerdoti come Oscar Romero ,Peppino Diana ,Don Puglisi. “non giudicate che sarete giudicati “ Questi martiri, nel testimoniare Cristo sono stati uccisi da coloro i quali erano stati “educati” alla scuola di Barabba. Forse in quel tempo è iniziata la deriva che va sotto il nome di “società liquida” di cui oggi ne parla il sociologo Zygmunt Bauman. Abbiamo una chiesa visibile, istituzionale a dimensione “epulonica” che vive la liquidità come metafora della storia della modernità. Questa chiesa è diventata, con la sua cattiva secolarizzazione,una delle tante istituzioni che doveva rendersi garante di un modo di vivere che potesse rimanere nel solco del conosciuto manipolato dal potere. Oggi,grazie a Dio, il conosciuto è “scoppiato” perché non più manipolabile dal potere. Questa esplosione ha reso liquida tutta l’esistenza globalizzata, quindi ha colpito anche la chiesa come istituzione. Il passaggio, dall’ epoca solida, all’epoca liquida ha significato la messa in “epoche” dell’Assoluto, come atto di fede. Il passaggio è stato possibile per la mancata testimonianza di fede in Cristo uomo. Un Cristo uomo che non si preferisce testimoniare perché è vivo, soffre, è perseguitato, è gravemente ammalato, è carcerato. Si preferisce teologizzare su un Dio lontano, che esprime una comoda fede presbite, una fede che ti permette di fare una lauta “elemosina” ai poveri, agli orfanelli, ecc.. ecc.. avendo l’ illusione di essere dei buoni cristiani. Forse qualcuno ha dimenticato che Cristo non è anche Dio, ma E’ DIO. Oggi l’uomo preferisce il potere ,la ricchezza, la mondanità come visibilità del suo esser-ci nel mondo. Lo spauracchio di Dio come ci è stato presentato non fa più paura, questo perché la chiesa ha poco parlato della grandezza dello Spirito Santo come fulcro della Trinità. Oggi v’è una deriva che ha creato tristezza negli uomini di buona volontà, una sfiducia di un tradimento che mai doveva accadere. Noi crediamo nella chiesa del Dio Amore quel Dio che ci ricorda Juan Arias: “ Il mio Dio gettato nel solco, schiacciato contro la terra, tradito, abbandonato, incompreso, continua ad amarmi, per questo il mio Dio ha vinto la morte”. Questa è la chiesa che fa comunione con la “Città di Dio “. Paradossalmente uomini come Don Lorenzo Milani , Arias, Mazzolari, Balducci, Boff, Bregantini, Turoldo, Tonino Bello, Romero, il carissimo Giovanni Gazza e tanti, tanti altri, sono stati dimenticati dalla chiesa istituzione , o peggio, osteggiati come nel caso di Leonard Boff costretto a lasciare l’istituzione per stare dalla parte del vangelo dei poveri. Lo stesso Giancarlo Bregantini che ha sempre lottato la mafia della Locride ed è stato “cacciato” perché dava fastidio alla “istituzione mafia”.Il coraggio di questi uomini è stato quello di rifiutare la chiesa di Barabba e scegliere, senza timore, la chiesa di Cristo; per questo la chiesa istituzione li ha perseguitati, mentre la chiesa del popolo di Dio li ama perché essi testimoniano l’amore per gli ultimi, i poveri . Questi incarnano giorno per giorno la sofferenza dei derelitti,di quelli che vivono nella “fossa dei porci”di cui si parla del vangelo della fossa dei porci di città del Messico. Questa chiesa segue il vissuto dei martiri della sofferenza, come continua preghiera di vita. Questi uomini si possono considerare come profeti che sono stati interpreti dei “segni dei tempi”, intesa questa come predicazione e riscoperta della vocazione ontologica di ogni creatura attratta dal suo Creatore. La testimonianza di questi profeti hanno denunciato il dissolversi di un cristianesimo di comodo, di facciata, di una falsa comunione dell’apparire. Un cristianesimo che sta morendo come recita il titolo di un bellissimo libro scritto da Maurice Bellet, Carlo Molari e il filosofo Massimo Cacciari il quale non si dichiara ateo, ma non credente. Questi mettono in rilievo, con una acuta analisi, gli equivoci di duemila anni di storia del cristianesimo osmoticamente poterizzato. Per Bellet, il vangelo fatto passare per cultura e per religione ha offuscato la vera parola di Dio che traccia costantemente il percorso della vita dell’uomo. Per Cacciari, l’ipotesi della “Morte di Dio” è da ricercare all’interno della stessa tradizione cristiana per la mania di oggettivare Dio fino a renderlo un ente minore la cui ragione umana può sviscerare e spiegare. Questo certamente non è Dio. Cacciari ripropone di riprendere radicalmente l’annuncio evangelico perché esso non è mai stato di natura teologica. Dio non è ente oggetto di teologia, ma atto di fede nell’unicità assoluta. L’annuncio del vangelo è quello di un Cristo che vince nella sconfitta, quest’annuncio non appartiene all’esperienza religiosa ma solo a quella umana. Carlo Molari è convinto che il cristianesimo non sia il pensiero espresso nella storia bimillenaria, ma alla forza di vita che ha immesso nel processo storico. Il nucleo del cristianesimo rimane il progetto di Gesù di vivere tutte le situazioni esistenziali, con atteggiamento oblativo, per testimoniare l’amore del Padre. Noi pensiamo che la buona novella non è , né diffusa, né conosciuta nella sua genuinità perché essa è stata segregata dalla dittatura dell’unicità della “parola istituzione” e non diffusa come testimonianza del vero Dio, come AMORE ,LIBERTA’. Ancora oggi si cerca di salvare la cristianità come se fosse il cristianesimo , o far passare la teologia come “buona novella”. L’unica buona novella è quella che ha rivoluzionato il mondo e che fa ancora paura agli uomini della conservazione. La buona novella contiene l’energia vitale che si manifesta nella condivisione, nell’atto oblativo della propria vita che all’interno del cristianesimo ha straordinarie forme di testimonianze. La cristianità è stata la rappresentazione di Dio attraverso l’arte, la cultura , la teologia e di tutte quelle forme estetiche che hanno voluto rendere Ente estetico Dio che, nessuno ha mai visto. Il voler “rappresentare “ l’ Assoluto” è stato il più grande peccato della razionalità che ha ridotto Dio in una sorte ibrida di assoluto-relativo capace di generare il dubbio. Un dubbio alimentato dall’ateismo di molti vescovi, secondo padre Amorth, i quali hanno dichiarato pubblicamente che non esiste il diavolo. A questi vanno aggiunti quelli che Eugen Drewerman considera “ Funzionari di Dio” e il colpo mortale al cristianesimo è completo. Questo quadro non appartiene né alla chiesa,né alla cristianità, né tanto meno è cristianesimo. Questi si sono serviti della chiesa come potere per accumulare ricchezza , per creare un nepotismo anche fuori dalla chiesa per conservare i loro beni “frutto di grandi sacrificio del loro lavoro”. Ripensiamo per un momento alla cacciata di Giancarlo Bregantini dalla diocesi di Locri. Un coraggioso condottiero della fede, amato dal suo popolo perché capace di infondere la speranza, considerato l’ultimo baluardo di lotta contro la mafia per l’incapacità dello stato. Il premio del suo coraggio è la “deportazione” in una diocesi quieta dove non può dare fastidio, né alla mafia,né allo stato,né alla chiesa. Questa non è la nostra chiesa. Il Papa ha ricevuto una lettera da parte della comunità dei giovani della locride nella quale denunciavano che la cacciata di Bregantini era la cacciata della speranza. E’ dal novembre 2007 che attendono una risposta. La chiesa curiale ha imposto al Papa il silenzio. Tutti dicono che in Calabria v’è una sola organizzazione –chiesa-mafia-politica, questa la sporcizia calabrese,di conseguenza si diffonde il vangelo della sporcizia. Come non ripensare a Leonard Boff , e al suo tentativo di “ riscattare” il potenziale di liberazione della fede cristiana e attualizzare la ” memoria pericolosa” di Gusù che seppe rompere il ferreo circolo che teneva prigioniera la parola del vangelo nell’interesse dei potenti? Un uomo sacerdote perseguitato dal potere. Egli ha accettato tutte le repressioni che gli sono state imposte senza alcuna ribellione. Ha sempre obbedito, nonostante le nefandezze subite. E’ stato costretto a lasciare l’istituzione chiesa ma non si è sottratto a continuare a lottare da uomo di chiesa. Egli dice: ”non smetterò mai di amare il carattere misterico e sacramentale della chiesa e di comprendere i suoi limiti storici con lucidità e tolleranza.”… “continuerò nel sacerdozio universale dei credenti che è pura espressione del sacerdozio del laico Gesù.” Come ci ricorda l’autore dell’epistola agli ebrei-7,14; 8,4 . “La chiesa deve ripulire la propria memoria e non continuare a costruire relazioni umane sulla menzogna e impunità.” Nella nostra chiesa vi sono moltissimi sacerdoti-uomini che praticano le relazioni umane sulla menzogna e impunità. Leonard Boff è uscito da questa chiesa perché lui è un uomo-sacerdote che rifiuta le relazioni basate sulla menzogna. Noi pensiamo che questa chiesa ha dato ragione al grande inquisitore che gridava in faccia a Gesù: “ Hai capito che la chiesa ha bisogno di noi preti e non di Te”. La giustificazione alle ragioni dell’inquisitore vanno ricercate nella proibizione da parte della chiesa di leggere le scritture perché queste disturbavano il potere della casta. Il divieto di leggere la bibbia risaliva fin dal concilio di Tolosa del 1229, a questo divieto seguirono molti roghi di bibbie messe all’indice. Mai nessuno ha chiesto perdono per questo B I B L I C I D I O. Noi ci auguriamo che la chiesa di Cristo risorto possa continuare a predicare il vangelo che libera , che possa rendere vivo il cristianesimo sorto dallo scandalo della croce fino alla Resurrezione. Questa è la nostra chiesa, una chiesa che deve spogliarsi dalla convinzione che Dio è maschio. Un Dio maschio è un Dio lontano dalla comprensione maschio-femmina. Fino ad oggi la teologia ufficiale si è espressa solo in termini di teologia maschilista, evitando le tantissimi teologie al femminile che esprimono il Dio della compassione e non il Dio della vendetta che è solo maschile. Un Dio madre, quello di Isaia , “sconosciuto” dalla chiesa maschile fino al 1978 quando il compianto Papa Luciani, durante un’udienza generale, con migliaia di pellegrini, lanciava una provocazione teologica che nessun Papa aveva mai osato prima quando disse : “ Il nostro Dio oltre che Padre è Madre”. Papa Luciani fu fortemente criticato per avere osato attaccare il potere maschile al punto che un “famosissimo cardinale” ebbe a dire “ a nessuno,neppure al Papa è permesso cambiare sesso a Dio”. Molti cardinali hanno ironizzato dopo dicendo :”Dio è stato donna solo per trentatré giorni”. Il tempo della durata del pontificato e della morte “misteriosa” di Papa Luciani. Il 21° secolo si sta caratterizzando come il secolo della donna e, quindi, di una nuova spiritualità. Un Dio meglio comprensibile attraverso la figura di Cristo con le sue esperienze umane, un Dio che nel momento in cui si è fatto uomo non può mancare di nessuno elemento che compongono la natura umana. Questa la nostra vera ed unica chiesa quella di Dio Padre e Madre. Una riflessione onesta, sincera, ma necessaria se il cristianesimo vuole essere portatore della buona novella.
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