Dal giorno della Memoria al giorno della vergogna

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Dal giorno della Memoria al giorno della vergogna.

Il paesone Giugliano ignora la legge 20 luglio 2000 n.211 .

 

Il parlamento italiano con legge 20 luglio 2000, istituiva il 27 gennaio “giorno della memoria” per ricordare la fine dello sterminio e della persecuzione nazista per 6 milioni di ebrei. Alcuni soldati dell’armata sovietica, a mezzogiorno del 27 gennaio del 1945, varcavano i cancelli di Auschwitz svelando al mondo intero l’immane tragedia della Shoah. Al paesone, della finta istituzione, di Giugliano la notizia non è ancora pervenuta. Abbiamo volutamente atteso il termine del 2 febbraio , nella speranza che qualche “pensato” della pseudo istituzione conoscesse  l’esistenza di un calendario, “della casa della memoria”, che prevede manifestazioni, convegni, cineforum, da parte delle istituzioni a partire dal 19 gennaio fino al 2 di febbraio. La necessità di ciò era quella di far conoscere, a quanti ignorano ed in modo particolare ai giovani, la più immane delle tragedie consumate nella storia umana dalla follia malata di una squallida ideologia, quale la razza pura ariana e l’odio contro il popolo ebraico. Questa mancata comunicazione ,di una tragedia, rappresenta una rapina di memoria alle giovani generazioni per meglio conoscere il significato della dignità umana e la sua offesa. Un grande frammento di storia negata nella vita divenente delle giovani generazioni. Un supporto di conoscenza e di riflessioni per liberare il futuro da eventuali tragici orizzonti. Un grande valore etico, quale quello della dignità dell’uomo, che assurge  a motivo di educazione alla vita. Un’occasione attraverso la quale si doveva far comprendere la  memoria come necessità dell’oggi, come monito contro l’odio razziale, etnico, politico, religioso. Il momento più oscuro della storia europea è stato volutamente dimenticato perché bisogna rimuovere tutto ciò che mette in moto la ragione e la  coscienza. Il popolo di Giugliano, volutamente ridotto a popolazione per motivo d’interesse, non deve pensare. Il suo territorio è stato volutamente prostituito a tutte le mafie politiche, del cemento, dei rifiuti, nell’interesse di pochi che hanno ridotto un antico giardino a pubblica cloaca. Si rimuove una memoria storica, con disprezzo e arroganza da parte delle istituzioni, e le finte associazioni pseudo culturali sparse sul territorio ignorano tale comportamento facendo finta di nulla. Il loro compito è quello di prostituirsi al momento della richiesta del contributo …..elettorale. Che squallore il nostro paesone, tutti a dividersi la “clamide scarlatta”, nessuno è in grado di pensare e proiettarsi nella formazione dei giovani, anche se nel piccolo, del nostro paesone. La legge 211 è altamente educativa e di grande spessore morale, per i nostri pensati lo spessore che interessa loro è solo quello del conto in banca. Ignorare la formazione dei giovani è il più grave delitto etico che l’istituzione possa commettere, un vuoto che si proietterà nel futuro senza possibilità di ritorno. Purtroppo, nel nostro paesone, si continua a praticare la cultura parassitaria, egoistica, dell’indifferenza, dell’isolamento, del disprezzo. I nostri giovani devono continuare a vegetare, illudendosi che stanno vivendo. Loro credono,ancora per poco, che questo è il loro mondo perché non hanno cultura della controinformazione, quella vera ,quella che si offre rischiando sulla propria pelle , quella che si evince osservando la nostra situazione sociale e non si ha il coraggio della denuncia perché si ha paura. A quando un paesone che prende coscienza di se e ha il coraggio di lottare per la verità? Il nostro è un contesto antietico e antimorale. Nella giunta del paesone abbiamo  un Carneade alla cultura, questi, fino ad oggi, ha solo mostrato la cultura del disprezzo verso qualsiasi richiesta di fare cultura, però da buon operatore apostolico   ha ignorato una legge dello stato. Ma ci chiediamo: siete delle persone oppure dei “pensati” istituzionalizzati, quindi schiavi di un potere occulto che avendo rapinato le vostre coscienze impedisce qualsiasi libero pensiero? Dove sono i partiti? La maggioranza e la minoranza che pensano? Possibile siete tutti asserviti ? Strumentalizzati? Dove sono, se vi sono, le agenzie educative sul territorio? E la miriade di associazioni culturali che fanno? Pensavamo che il mondo dopo Auschwitz poteva essere guarito dalla cattiveria, dall’infamia dei mille carneadi sparsi nelle nostre squallide contrade. Purtroppo no. Con tanto dolore bisogna constatare e denunciare che l’ignoranza, il disprezzo per il proprio fratello, la cattiveria, la malvagità, l’arrivismo, la superbia continua. Elementi questi che ieri hanno causato la tragedia della Shoah. Alle nostre istituzioni è stata scippata la dignità, al popolo, diventato popolazione, è stata violata e cancellata la memoria storica, occasione perduta per cercare di ripristinare una coscienza etica smarrita nella stessa memoria che, rifacendola affiorare, poteva rappresentare una pietra miliare per un possibile futuro alle nuove generazioni. Nulla di tutto ciò abita nelle menti perverse, o crani vuoti, dei fantasmi che occupano il palazzo. La memoria è la radice della storia, una quercia che resiste alle ferite prodotte dai malvagi che, non avendo cultura e coscienza di essere tali, non sanno operare, tuttavia, la quercia resiste perché ha profonde radici. I nani delle istituzioni passano perché senza radici. Un giorno i vostri figli vi chiederanno: papà che cosa è il giorno della memoria? Voi lo spiegherete a loro, forse vi dovrebbe mordere la coscienza a pensare che lo avete proibito, come sapere universale, a molti ragazzi del paesone, una occasione mancata. Speriamo che un giorno, non lontano, possiate pentirvi e pregare per questo grave peccato di omissione al compito apostolico ed istituzionale. Il pentimento è          dono che è dato dalla fede e non dalla prelatura. Il grande Davide Maria Turoldo, ci ricordava e ci ricorda, nel famoso “Dramma è Dio”  “Io per stare dalla parte del Vangelo sono costretto, spesso, a stare fuori dalla chiesa”. Guardiamoci intorno non vedo, né uomini di chiesa, né politici, né aderenti all’opus Dei capaci di tale coraggio. Vanità, vanità, tutto è vanità. Voi, schiavi di tutte le istituzioni, avete riposto “l’uomo” all’ultimo posto della gerarchia dei valori dei vostri sporchi affari da voi fondata, ignorando che l’uomo è l’unico valore. Gesù non è stato, né sarà mai istituzionalizzato. “ Io sono la via la verità e la vita” un coraggio di testimoniare la Verità fino a donare la Sua vita. Un dire sconosciuto ai burattini del potere istituzionalizzato, burattini che ignorano la grande cultura dell’animo, dello spiritualismo evangelico, una cultura capace di aprire grandissimi orizzonti antropologici, impensabili per coloro che vivono nelle tenebre della perduta dignità, sequestrata dal potere consumistico, ma sempre riscattabile. Non è possibile che un intero popolo debba subire la violenza di apòti, senza cultura dell’alterità, fatta passare per legge. Le nostre terre continuano ad essere saccheggiate da imbrogliocratici che si fanno passare per politici. Gentaglia incapace di porsi all’ascolto del bisogno del proprio fratello sofferente. Fantasmi dai lineamenti antropomorfici incapaci di confrontarsi pubblicamente con coloro che li hanno votati, perché obbligati e sottoposti a chi li ha nominati. Così restano inascoltate le mille voci dell’angosce e dei bisogni della povera gente. Con questa tragica cultura dell’indifferenza, peggiore della morte, come si poteva sperare che venisse ricordata una tragedia di 65 anni fa. Una fauna irrazionale ignorando una legge dello stato ha dato un buon esempio di educazione civica alla nuove generazioni. Un frammento di pedagogia civile va riconosciuta a tele club italia che ha mandato in onda un servizio con l’intervista al buon Mariano Paolozzi, fatto da Cristina Liguori, il quale ha ricordato il tempo tragico della sua cattura, avvenuta il 23 settembre del 1943 a Cascano di Sessa Aurunca. Testimonianza raccolta nel suo volume -Dachau e ritorno- edizione Guida 1999. Questo libro lo si può leggere in rete cliccando-- Mariano Paolozzi deportato dai nazisti. Nonostante lo squallore che circonda il paesone, noi, animati dal coraggio della fede,  continuiamo e continueremo ad essere riccamente poveri esercitando la nostra libertà nell’umiltà del libero pensiero.

                                                                  francescosaverioiaco@libero.it 

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