L'identità è nella storia
"L'IDENTITA' ": E' FUORI O DENTRO LA STORIA ?
L'uomo da sempre è alla ricerca di sé, un cammino lungo il quale la dialettica della storia ha sempre mescolato il divenire, che pur nella contraddizione-crediamo solo apparente -di voler affermare il proprio io, non si è reso conto che non è possibile escludere l'altro. Non è un caso che D. Bonhoeffer si chiedeva "chi sono io?". La domanda voleva caratterizzare la ricerca della propria identità, un interrogativo che indica apertura, divenire.
Oggi sentiamo, forse più di ieri il bisogno di essere riconosciuti, ma già il bisogno del riconoscere implica la presenza dell'altro da me. La dimensione dell'alterità ci rimanda, in un contesto globalizzato, pluriculturale, a guardarci intorno e vedere il nostro territorio "invaso dall'altro".
Questo timore negli ultimi tempi si è venuto concretizzando nel vedere minacciate le radici Cristiane dell'Europa - queste resteranno sempre tali - in quanto si è sempre creduto che l'Europa è l'Occidente - ma quale Europa?
Noi abbiamo sempre pensato alla Chiesa come un privilegio dell'Occidente, "noi Chiesa " quando ci siamo concessi oltre l'Occidente, abbiamo occidentalizzato l'altro. Moltissimi hanno confuso la Cristianità con il Cristianesimo, un equivoco che ha prodotto incomprensioni, lotte.
Ma allora quale identità? Quella derivante da una Cristianità secolarizzata o quella derivante da un Cristianesimo perduto nei meandri del consumismo, del successo, dell'approssimazione e reso ateo?
Oggi sia la Cristianità che il Cristianesimo sono state svuotate dal messaggio evangelico.
Una riflessione evangelica, circa l'identità Cristiana può partire nel dare senso alla propria esistenza nell'atto oblativo per l'altro, chi sa testimoniare la propria esistenza senza svendere i valori evangelici riducendoli a cultura. Uno che ha saputo testimoniare ed incarnare l'identità Cristiana è stato il Poverello di Assisi che comprese che l'identità Cristiana non è rigida, non è data una volta per sempre. L'identità si fa continuamente, essa è il fluire della storia, è il continuo incontro con l'alterità. l'identità di Cristo non è mai stata quella del principio, né quella della vita, ma l'unica è quella della Risurrezione.
L'identità Cristiana si evidenzia nel modello Trinitario, un modello che diventa dialettico, ma atto di fede in quanto Dio è Uno e Trino, il che significa che nella Sua Unità, Dio si fa diversità e Relazione.
Il divenire della dialettica storica rende l'identità molto precaria, relativa; in ciò il pericolo di una identità "costruita" per dimostrare la superiorità rispetto all'altro. Qui il grave errore perché si considera l'identità escludendo l'altro. Non possiamo nasconderci dietro l'ideologia della razza in quanto la razza non esiste, essa fu inventata solo per mettere gli uomini l'uno contro l'altro. L'unica razza esistente è quella umana.
L'uomo dovrebbe comprendere che la sua identità consiste nell'accoglienza, nell'incontro, nella convinzione, nel rispetto per la Terra per renderla Santa. Una riflessione ci viene nel riandare all'incontro di Dio con Mosé quando rivolgendosi all'uomo disse "Togliti i sandali perché questa è Terra Santa".
Perché non accogliere l'invito di Dio e rendere la Terra un luogo di accoglienza, di pace, di condivisione, ciò è possibile solo se ci spoglieremo dei nostri pregiudizi e del nostro egoismo. Nei secoli si sono formate, si formano ,e si formeranno false identità causando conflitti generazionali, separazioni, guerre di religione, incomprensioni. Tutto ciò è dovuto alla mancata conoscenza di un “già dato ma non ancora” che stiamo attraversando. Per ritrovare l'identità Universale basta essere educati, pazienti, perché essa è priva di invidia, di interesse, essa non si adira.
Prendiamo San Paolo in Corinzi uno, forse ne sapremo di più.
Un mondo il nostro dove i potenti vogliono, s'illudono di strappare la "zizzania" dal campo di grano, escludendo con il loro egoismo di essere zizzania.
Se avremo il coraggio di guardare negli occhi colui che ci sta di fronte ed accoglierlo, si darà inizio al percorso della vera identità, diversamente , continuiamo ad essere quelli che siamo, senza identità.
Noi Cristiani riteniamo la nostra identità nella prospettiva escatologica perché la figura di Cristo è quella dell'uomo senza divisione, solo ed unicamente della Comunione in un altro mondo possibile.
FRANCESCO SAVERIO IACOLARE