IL PROGRESSO COME NEGAZIONE DELLA CIVILTA'

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

      IL PROGRESSO COME NEGAZIONE DELLA CIVILTA’
L’Italia diventando la settima potenza economica ha perso il ruolo di paese civile. E’ solo un paese progredito ed incivile.
Una volta l’Italia poteva vantare di essere un paese civile, oggi può vantare di essere un paese che ha fatto molti progressi incivili che sono inversamente proporzionali alla civiltà etica. Molti confondono progresso e civiltà, ritenendoli sinonimi. La civiltà ormai è stata seppellita dal rozzo progresso che esprime una diversa antropologia educata in termine di civiltà.
L’assassinio della civiltà per mano del progresso.
Oggi il progresso non ha esitato a uccidere la civiltà della sana etica, sostituendosi ad essa e presentandosi come la “la volontà di potenza”  di una nuova civiltà. Poco tempo fa, la corte dei conti denunciava il pericolo della corruzione in Italia che aumentava in maniera esponenziale nella pubblica amministrazione, “in modo particolare vi sono delle vere e proprie cricche di criminali e uomini delle istituzioni che si rendono complici” Questo è un brillante esempio del progresso all’italiana, nello stesso momento è la prova di come lo squallore del progresso abbia provocato la morte della civiltà della politica.
La povertà mentale del “griffato”
Oggi tutto fa capo alla civiltà dei consumi  i cui promotori sono: il mercato globale, l’offerta di beni di consumi superflui che sono stati studiati a tavolino e vestirli come necessari. Un caso eclatante è quello della moda offerta agli illusi delle praterie delle nuove generazioni che se non vestono griffati non danno senso alla loro vita, si sentono poveri, purtroppo non sanno che i poveri sono proprio i “griffati”. In questi spazi di povertà antropologica non v’è civiltà etica , solo progresso. Vi sono ambienti ove la grande affluenza di denaro provoca la domanda di beni di consumi superflui senza alcuna utilità. Questa falsa situazione di progresso viene generata dagli sciacalli del potere economico, dai corrotti, dai mafiosi in blasaire con cravatta alla moda di Marinella. Il nostro paesone è una delle maggiori università del falso progresso. Vi sono fiumi di denaro che, all’insaputa dei risparmiatori, si mescola a quello di provenienza illecita ed emana una puzza nauseabonda. Denaro che puzza come si evince dalla pubblicazione dei dati dell’export di armi resi pubblici nel 2010 dal governo italiano. Calano le esportazioni delle armi italiane, -le migliori al mondo nell’uccidere innocenti- in compenso triplicano i guadagni degli istituti di credito che forniscono servizio di appoggio alle industrie delle armi.
Il nostro territorio ospita delle “ Banche armate”
Il nostro sistema di “banche armate” ha incassato nel 2010 compensi per 95 ml di euro, rispetto ai 36 dell’anno precedente. Tra le banche straniere che sono molte attive nell’ appoggiare le industrie belliche , sul nostro territorio v’è la Deutsche Bank con 836 ml di euro. Non facciamo torto ai nostri istituti di discredito etico, come la nostra Unicredit che impegna ben 298 ml di euro in progetti internazionali di riarmo, non dimentichiamo del secolare Monte dei Paschi, impegnatissimo nel servizio “sinistro” di disponibilità nel provocare la morte di innocenti. Oltre che una vergogna per il nostro territorio, è un oltraggio ai risparmiatori onesti. Quando arriva loro il denaro sporco le banche armate non chiedono la provenienza, investono nella morte, quindi non hanno il diritto di chiedere nulla.
Perché non fondare una banca “pulita” dell’agro giuglianese?
Vogliamo rivolgere un appello a tutti i risparmiatori onesti: organizzatevi e fondate una “banca popolare dell’agro giuglianese”, impegnate voi direttamente i vostri soldi per lo sviluppo del territorio e farete due grandi opere meritorie. La prima, quella di sottrarre liquidità ai mercanti di morte. La seconda quella di sviluppare il territorio producendo una onesta ricchezza: Rinunciando all’egoismo e all’ingordigia, si potrebbe ripensare  al sistema bancario fondato sull’etica francescana che era di appoggio alle famiglie che  volevano cimentarsi in attività commerciale. Sarebbe un segnale di una realtà in cammino verso l’uomo capace di liberarsi dalle catene della schiavitù mafiosa. Dette così queste idee possono sembrare quelle pensata in un momento di illusione o di follia.
Bene , chi si trincera dietro queste meschinità di pensiero non ha il coraggio di affrontare argomenti che richiedono rischio e presenza, significa nascondersi dietro il proprio meschino egoismo, una condizione che condanna alla “coniglità” perenne -senza nessun riferimento al dolce animaletto che ha molto coraggio nel procurarsi da vivere-. Questa la forza della mafia, la paura del rischio; solo evocare il nome mafia la gente ha paura. Ma chi ha veramente paura  dei vigliacchi ? Solo chi ha da perdere. Se questi capissero che chi perde in questi contesti, guadagna ,sarebbe la fine della mafia. Non li vedete, poveretti, i mafiosi quando vengono presi? Non hanno nessuna personalità, si mostrano degli incapaci perché non hanno mai avuto un bagaglio di sentimenti su cui fare leva. Inutili individui nelle mani di menti perverse a cui è stato comandato di fare del male. Se questi avessero a che fare con la dolcezza e il sorriso dell’infanzia, con lo sguardo della donna amata, con la carezza di una madre, con l’accoglienza di una comunità di fratelli, potrebbero ripensare alla loro squallida esistenza Noi ci rifiutiamo di credere che costoro non abbiano un anelito ad una vita altra, basta solo avere il coraggio di dire No.  A noi ,  grazie a Dio, la paura non ci appartiene. La più grande ricchezza che possediamo- e che mai nessuno potrà toglierci- è il coraggio di dire la verità
                                                   francescosaverioiaco@libero.it
blog- francesco saverio iacolare
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