FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA.........
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenze” Inf. Canto XXVI
Il cambiamento dell’Italia può avvenire solo attraverso la virtù e la conoscenza.
Questo è il monito che Dante pone in bocca ad Ulisse, assunto dalla fantasia del Poeta a simbolo della incoercibile potenza dell’attività umana. Un incitamento al rinnovamento della vita intellettuale e morale, un terreno da rendere fertile per coltivare nuove azioni politiche. Il monito di Dante è classico della “eternità” limitata alla vita dell’umanità. Una umanità senza spazio, né tempo, purtroppo, però essendo un animale razionale, spesso antepone la sua animalità alla razionalità
Dove vuole condurci la chiesa dei Bagnasco che predica con i polsini d’oro?
In questi tempi, terribilmente bui, abbiamo dei segnali di richiesta di risveglio, sia culturale che politici. Il segretario generale della C.E.I. Mons. Mariano Crociata, a chiusura del consiglio permanente, nella Sua conferenza stampa riportava il tema del Card. Bagnasco a nome della C.E.I. “ Vescovi e Politici”, dicendo : ”la chiesa non fa i governi né li manda a casa” . Ha denunciato il clima di insicurezza diffuso nel corpo sociale, che infrange i legami di solidarietà, scatena aggressività e diffonde indifferenza e cinismo”. Un’analisi ch’è nata con l’uomo e morirà con l’uomo. “Nulla di nuovo sotto il sole “ dice l’Ecclesiaste . La causa ? Il vangelo non viene testimoniato ma interpretato e predicato , forse il nostro credo non è uguale a quello delle favelas brasiliane o alla baraccopoli di città del messico, dell’Africa o dell’Asia , perché no delle vele di Secondigliano? I cardinali come Bagnasco sono il classico esempio della disobbedienza al Papa che non amano lasciare le ricchezze. Hanno fatto sì che i governi vestissero d’oro la loro chiesa istituzionale, per comprare voti in barba alla libertà di coscienza. La vera chiesa , quella che testimonia il vangelo non incontrerà mai sulla sua via i Bagnasco. Questi hanno fatto la scelta di essere bruti, rifiutando virtute e conoscenze. Se al posto di Mariano Crociata, ci fosse stato un fraticello a piedi nudi sarebbe stato credibile. Cosa che non potrà mai accadere perché due chiese opposte. Consiglierei ai Bagnasco di leggere l’ultimo libro di Hans Kung – Salviamo la Chiesa- L’ipocrisia è stata sempre la diplomazia degli “ Assessori Curiali” e dei “minutanti vaticani” , diversamente, la ricerca della verità la meta dei fratelli in Cristo . Le condizioni politiche attuali sono anche frutto di pseudo cattolici, per giunta disonesti, che hanno usato la chiesa come clava del potere, con la complicità di gran parte delle “truppe vaticane” . Gli altri, quelli che cercano di vivere il Vangelo, quelli che si riconoscono nell’ “utopia” del Concilio, dovrebbero essere i timonieri della “ nave senza nocchiere in gran tempesta”. Questi timonieri vanno cercati nell’aria laica, cattolica, e tra tutti coloro che vogliono il bene dell’altro, in modo particolare tra la coscienza di un popolo che vuole riscattarsi attraverso la ricerca costante del bene comune. Uno dei soloni dell’imprenditoria , Diego Della Valle, dall’alto della montagna della sua ricchezza, predica: con il suo manifesto -“ Politici ora basta “- la conservazione e il miglioramento della condizione imprenditoriale, classico del pensiero neoliberista. La sua idea di dignità è legata al mercato non all’uomo. Avrebbe fatto bene a spendere quei soldi a mille commensali poveri e spiegare loro la politica come servizio e non come conservazione egoistica dei propri beni.
Due personaggi, due chiese, che non potranno incontrarsi
L’Italia è piena dei Bagnasco e i Della Valle, due personaggi, “due chiese,” una sola posizione, la conservazione dei propri egoismi. Questi hanno reso l’ipocrisia ancora più ipocrita. Due soggetti che non hanno la sapienza che possa suggerire loro che, l’uomo deve mettere il centro di sé fuori di sé, nelle cose intorno alla propria vita. Questa dimensione oblativa crea relazione, solidarietà, coralità di sentimenti basati né su interessi religiosi, spesso per niente cristiani, né su interessi imprenditoriali, ma si fonda sull’incontro dell’uomo con l’uomo alla base del quale v’è un’etica condivisa. Uomini, costoro, che predicano la fedeltà all’istituzione, noi siamo per la fedeltà alla coscienza. L’ipocrisia regna e domina l’istituzione, la sapienza e il coraggio appartengono alla coscienza. A settecento anni di distanza il monito di Dante ci ricorda che nel nome delle istituzione si ammazza la coscienza.
Fino a ieri gli assessori curiali hanno accettato i privilegi, con i quali si sono corrotti in cambio del silenzio. Oggi si ergono a moralisti dell’utile.
Bagnasco dice: “ Bisogna correggere abitudini e stili di vita”. Non è questo un monito a senso unico. Bagnasco dimentica quello che disse Benedetto XVI -allora cardinale- alla via Crucis nella tragica sera del Venerdì Santo dell’Aprile 2005, mentre il grande Karol era in agonia per i peccati della chiesa. “ Togliamo la sporcizia dalla chiesa”. Un grido di dolore che non appartiene agli assessori curiali. La diaspora cattolica trova la sua genesi nella ingerenza della teologia del potere temporale sulla coscienza degli uomini liberi. Giorgio La Pira ebbe a dire al potere, in un contrasto a favore degli operai, “io non posso cambiare il Vangelo, cambiate la legge” . Altri come Don Milani e Balducci si posero contro la legge e a favore del Vangelo, furono condannati al carcere. Questi uomini sono esempio di “virtute e conoscenza”. I Bagnasco hanno “terrore” di costoro perché testimoniavano il Vangelo. Loro sono stati scoperti “ Funzionari di Dio”
Francescosaverioiaco@libero.it
Blog francesco saverio iacolare
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