La politica del banale
La “politica”del banale.
Abbiamo letto con sconcerto “ l’intervista “ al “sindaco” del paesone fatta da internapoli del 04-10-10; non sappiamo se è annoverata tra le interviste o un soliloquio. Non v’è replica propositiva, obiezione. Solo supina accettazione e trascrizione. Il potere fa paura? Possibile che la “dittatura”, o la “ schiavitù” di un singolo possa imporre agli elettori la prepotenza di una giunta di in-utili idioti che, senza alcuna dignità, accettano di essere “manovrati” da “qualche grande fratello”? Nessuno li conosce né, tanto meno, si sono preoccupati di apprendere che esiste un’ ètica pubblica che vorrebbe che si rendesse noto il proprio operato ai cittadini. Questi rendono noto ad “altri” non ai cittadini, i cittadini non contano nulla; di conseguenza essendo il “sindaco” il “primo” cittadino, non conta nulla insieme a tutti coloro che lo hanno votato. L’ingenuità di credere alla promessa di una candidatura nazionale, è stata la trappola che ha segnato la fine politica del primo cittadino. Oggi è un “naufrago” nei marosi di una maggioranza, con una minoranza all’interno, di una minoranza a corto di progettualità e di idee, in modo particolare lo tormentano i mille pensieri di come “fare “ per realizzare la sua metànoia, cioè attuare percorsi politici coerenti con la sua indole di persona onesta. Oggi si è reso conto che hanno fatto di lui un uso strumentale della sua esperienza che oggi egli rifiuta. Egli fu candidato a sindaco non per le sue competenze,ma anche per le sue competenze, non per le sue doti, ma anche per le sue doti . Purtroppo dobbiamo constatare che ha colonizzato il--lo s-consiglio comunale, non solo, ma ha mortificato le intelligenze e le competenze di moltissimi professionisti locali. Fino a qualche tempo fa il primo cittadino era per la nientificazione del pensiero pensante, oggi ha compreso l’importanza del pensiero pensante. Nell’intervista mette in rilievo la necessità di ristabilire la fiducia con gli industriali della zona asi, certamente è più umano istaurare un clima di accoglienza dei Rom che, da decenni, “vegetano” ghettizzati nell’isola di bidonvil. Certamente la presenza di una zona industriale è importante perché porta ricchezza, purtroppo l’aver tolto la dignità di Persona ai rom ha creato molti problemi agli industriali. Non è stato chiesto se gli industriali hanno mai cercato maestranze e competenza tra i rom? A proposito della pretesa della maggioranza di eventuali presenze in giunta, risponde con orgoglio: “ vengo dalla scuola democristiana”: è tutto un programma! L’intervista continua nella linea di una condizione di accettazione di risposte riempitive di crani da riempire, con aria fritta. I rappresentanti del paesone che sono stati eletti con voti “allineati e coperti”, si illudono di essere politici, molti di questi non conoscono nulla di politica. Essi sono convinti ancora che significhi , imbrogliocrazia e spartizione. L’idea di bene comune è fuori dalla loro portata culturale, essi sono schiavi dell’utile, confondendolo con il bene. Una terra, la nostra, ove la politica è morta da anni. I nuovi padroni sono: Il signor tumore, la signora illegalità, l’indifferenza delle istituzioni, la vecchia baldracca che si chiama camorra, le oziose e palliative blaterazioni dello s-consiglio comunale, molti cani sciolti che hanno aperto la “ partita iva” per conto loro. Non è possibile che si rapinano gli elettori con illusorie programmazioni o promesse da babbo natale, per poi “regalare” l’amministrazione nelle mani di professionisti -“comandati”- perché organici alla cinicità del potere privo della più pallida idea di riflessione di etica comunitaria. Gli abitanti del paesone non sono mai stati convocati dalle istituzioni per un dibattito pubblico circa l’operato degli scienziati che formano la “giuntina”, operato di cui neanche la maggioranza conosce. Tutto viene fatto in “camera oscura” dove possono esser “truccate” le fotografie. Il compito dei consiglieri è quello di alzare il ditino e, come burattini, dire si o no. DIGNITA? Dignità, dove sei ? Diventa etica, morale, tolleranza, rispetto per la Persona, fai comprendere agli onesti che è meglio non fingere più perché non si può “recitare a soggetto” sapendo che il re è nudo e ci si ostina a dire “che bel vestito ha sua maestà”. Se vi sono onesti, rifiutassero di continuare a fare le marionette di qualche grande fratello il cui nome è “Potere cinico”. Dimettetevi, sarebbe una grande svolta per la vostra coscienza che piange di dolore, perché costretta ad essere schiava dalla ragione del potere cinico dei disonesti . Diversamente continueremo ad avere ignavi muti, perché zittiti dalla paura. Quale futuro per una terra che da sempre continua ad essere saccheggiata? La cultura del tempo ha insegnato che politica è uguale rubare, rapinare il popolo, gli onesti, i miti, i decorosi, i buoni. Attenti, quando un popolo è al limite della sopportazione, è un popolo che sta cominciando a voltare pagina, ad avere un pensiero pensante la cui dialettica presto lo renderà pensato. Tale maturità si esprimerà attraverso la richiesta normale di: sicurezza, salubrità, onestà, legalità, rispetto per l’ambiente, dialettica con le istituzioni, trasparenza di tutti gli atti amministrativi. Smettiamola con l’ ipocrisia eretta a sistema, non siate più affamati di utile ma, operatori di bene. Il popolo sa che viene preso per il culo , da un sindaco che non comanda più nulla, da numerocratici che non conoscono la politica e in-utili idioti al servizio del grande fratello. La saggezza del popolo è quella di attendere che un giorno chiediate di parlare con esso, vi insegnerà a vivere con grande dignità. Riflettete, può darsi che incontrarvi con il popolo vi sia una crescita reciproca e potreste interrompere il disastro etico che state diffondendo nel nostro tessuto sociale. Perché non programmare incontri periodici tra cittadini e istituzioni? Perché evitate il confronto mille volte richiesto da codeste colonne? Unico strumento di dialogo per la crescita collettiva? Esiste un’opposizione capace di raccontare ai cittadini la propria incapacità culturale di fare politica? Una -non- politica che, si ferma al centro storico e, non ha orizzonti per la zona costiera è il fallimento totale della cultura politica che mai ha abitato lo s-consiglio comunale. Una ragione in più per parlare di Comune di Liternum ove v’è una ghettizzazione urbanistica degna delle più raffinate intelligenze talebani. Il nostro paesone vegeta tra illegalità e camorra,il trenta per cento dei politici campani sono affiliati alla camorra, così come è stato detto dalla procura della repubblica. Agli onesti diciamo: abbandonate i disonesti, dimettetevi, raccontate il perché non vogliono cambiare il paesone, così facendo sarete premiati dalla vostra onestà da un popolo che apprezza i sentimenti e il coraggio. Il primo cittadino potrebbe riappropriarsi della propria autonomia di uomo libero insieme a tutto il paesone dandogli i presupposti di una città. Anche codesta riflessione rimarrà un sogno?
francescosacerioiaco@libero.it