RELIGIONE - Il concilio dimenticato o tradito?
Cosa resta del Concilio a 55 anni di distanza?
Il concilio dimenticato o tradito?
In occasione del 5° anniversario dell’elezione al pontificato di Benedetto XVI, il suo amico e collega Hans Kung in una lettera aperta gli rammenta che l’attuale crisi di fiducia nella chiesa è la più grave e profonda dai tempi della riforma ad oggi. Ieri due grandi teologi insieme al concilio, oggi due grandi teologi divisi dal concilio.
Hans Kung si chiede: come mai un grande teologo Papa ci ha donato tre grandi gioielli, circa le encicliche che riguardano la Fede, la Speranza, l’Amore, poi ha “dimenticato” la Sua partecipazione al concilio ripristinando l’uso preconciliare della preghiera per l’illuminazione degli ebrei? Un concilio dimenticato o tradito?
L’eterno conflitto tra chiesa romana e curia romana.
Certo, apparentemente, la curia romana mette in evidenza il dibattito sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo, il rapporto con le religioni non cristiane, il dialogo interreligioso, con i non credenti ecc.. ecc.. . Ma siamo sicuri che il vero concilio sia questo e non quello che si è voluto nascondere circa la consapevolezza della novità della condizione umana ove “nulla è come prima”, “Nuova è la strada su cui l’umanità si è messa da poco”, ”Troppe cose sono mutate per continuare a pensare come prima”. Dal dicembre del 1965, cioè dalla chiusura del concilio ad oggi, codeste riflessioni sono rimaste tali, prigioniere dello Stato Vaticano ma non della chiesa universale ove sono nate moltissime riflessioni nelle chiese dell’America latina, dell’Africa, come anche da noi in Europa. Riflessioni che sono state ignorate, se non perseguitate, con grande esodo di sacerdoti costretti ad abbandonare la chiesa ma non il sogno di Francesco, come ebbe a dire Leonard Boff nella sua lettera “Perché lascio il sacerdozio”. La curia romana, e non la chiesa di Cristo, non ha permesso nessun momento dialettico ai tanti fratelli che hanno preferito la povertà evangelica al privilegio curiale. La vera Chiesa conciliare è stata quella che ha messo in discussione il suo monopolio religioso – non la Sua verità – con una metànoia rinunciava a far credere che era l’unica “succursale” del cielo sulla terra. Lo Stato Vaticano continua a considerarsi tale per conservare il potere temporale, questo non ha nulla a che vedere con la Chiesa di Cristo, esso deve continuare a conservare il potere finanziario ed economico, all’ombra del quale molti sacerdoti “vegetano” nella ricchezza e non vivono il Vangelo.
I laici nella profezia del Cardinale Ildefonso Schuster.
Il Concilio Vaticano II fece espressa richiesta della partecipazione dei laici alla vita della chiesa. Ciò non era una richiesta ma un riconoscimento alla secolare partecipazione del laici fin dalle confraternità medioevali, al movimento dei cattolici dell’800, all’Opera dei Congressi ecc.. ecc.. Già negli anni 50, i profondi cambiamenti dei tempi, motivi del futuro concilio venivano profeticamente avvertiti dal Cardinale Schuster, riportati nel libro di monsignor, Luigi Crivelli: “Schuster edizione S. Paolo, 1996 pag 179” che tra l’altro dice: “ La gente allenta la sua appartenenza parrocchiale, i mutamenti sociali cambiano le abitudini pastorali, i fedeli avanzano nuove riflessioni sul Vangelo che non deve essere interpretato ma testimoniato” ancora, “ gli oratori si sono trasformati in ricreatori e la catechesi viene sostituita dall’animazione di catechisti impreparati non in grado di poter presentare i sacramenti come coscienza della Grazia Santificante.” Oggi le parrocchie si preoccupano di amministrare i Sacramenti in base alla frequenza degli incontri, non solo ma non v’è verifica della preparazione. A questo proposito Don Giussani diceva:” Guai a voi che volete trattenere la gente”. Ciò nel passato è successo perché la prosopopea dei curiali s’illudeva che la parrocchia fosse l’unico “sportello del sapere” dello scibile umano.
Voci autorevoli sul concilio “Tradito”.
Il cardinale Giovanni Colombo nel 1975 così si esprimeva.” Dal concilio sono venute tante cose buone e tanta confusione, frutti dello Spirito e ambiguità che certo dallo Spirito non possono provenire.” Paolo VI : “ Dal concilio ci si aspettava una nuova primavera nella chiesa, invece è arrivata un’ epoca di spegnimento della vita cristiana, un calo di vocazione, descrivendo l’epoca post-conciliare come una“autodemolizione della chiesa”. Il concilio voleva realizzare lo spirito di S.Tommaso quando scriveva “ tutte le cose sono nuove, i cuori, le voci, le opere.” Le nostre gerarchie curiali sono sorde a qualsiasi evoluzione della coscienza che vuole una teologia dell’umanità di Gesù e non una teologia sul modello di Epulone. Una teologia che sappia parlare a Dio e non una teologia che ci parli di Dio, che nessuno ha mai visto . Noi ci chiediamo : come mai Papi, vescovi , sacerdoti, laici, chiedono l’attuazione del concilio che ri-concilia, mentre la curia romana si è sempre rifiutata. Benedetto XVI, nel Suo viaggio del 4 luglio a Sulmona, ribadiva ai cristiani- in modo particolare ai preti- il distacco dalla ricchezza e dai privilegi confidando nella Provvidenza.
Presbiteri o funzionari di Dio?
V’è un attaccamento al potere temporale di molti prelati che scimmiottano , fuori tempo, usanze pseudo borghesi. Comportamenti presenti in molti nostri presbiteri , efficienti nella dimensione mondana e poco attenti alla dimensione spirituale. Più funzionari di Dio, come dice E. Drewerman, che uomini di Fede, più dediti all’interesse privato, che alla testimonianza evangelica. V’è paura dell’attuazione del concilio, perché significa spogliazione dei privilegi e fine del “nepotismo” Povera chiesa di Gesù, finchè vi saranno uomini preti essa vivrà con grande accettazione delle sofferenze impartite a questi dai preti uomini. Sarebbe opportuno rifarsi al “tempestoso” concilio di Costanza del 1414 che stabilì la necessità di convocare il Concilio ogni 10 anni. Un concilio tradito quello di Papa Roncalli
-combattuto dai curiali— che tanto amore profuse al Suo pontificato, considerato da questi un Papa di serie B, oggi riconosciuto come uno dei più grandi della storia del papato. Sempre i curiali, oggi, hanno decretato la solitudine di Benedetto XVI, tuttavia non riusciranno a ridurlo al silenzio, infatti, ancora una volta, ha ribadito con forza e coraggio la necessità di eliminare la sporcizia dalla chiesa, non solo, ma di gridare che il nemico è dentro la chiesa. Noi, poveri fedeli, siamo stati imboniti per secoli di bugie, da atei “cattolici” che hanno manipolato le scritture secondo il potere dell’inquisizione. Oggi, purtroppo, succede ancora che in moltissime diocesi i curiali “schiavizzano “ i vescovi, quando comprendono i loro difetti e i loro privilegi. Questi esercitano il loro potere all’ombra dell’omertà. Il Papa è il Pastore della chiesa universale, Egli è seguito da milioni di uomini nel mondo che testimoniano il Vangelo.
Necessità di un nuovo concilio.
Oggi Benedetto XVI dovrebbe indire un nuovo concilio per pulire la sporcizia nella chiesa prodotta dai preti uomini, aiutato dagli uomini preti. Dopo gli scandali degli abusi sui minori, dopo gli scandali finanziari, dopo i sospetti sulla morte di Papa Luciani, la mancata o fasulla spiegazione di un assassino come De Pedis che giace a fianco di Vescovi e Papi, è necessario che la vera chiesa faccia sentire la testimonianza evangelica perché oggi è confusa con la “sporcizia” degli atei-cattolici. E’ ora che un nuovo concilio ripristini la “santa povertà”, ripudiando la demoniaca ricchezza. E’ ora che la teologia epulonica faccia spazio alla teologia di Lazzaro. Un concilio che dovrebbe fare Giustizia della testimonianza silenziosa di milione di cattolici e cristiani in tutto il mondo. Un Concilio che dovrebbe riaffermare la verità di Dio che nel farsi Uomo si è inculturato in tutta l’umanità e non solo nella curia romana. Questa ha paura della inculturazione perché perde i suoi privilegi. La Chiesa, è per essa Benedetto XVI°, deve rischiare il poco che le resta , nella prospettiva del molto che può avere investendo nella certezza della Grazia di Dio.
francescosaverioiaco@libero.it