La città si interroga, se.
La nuova classe dirigente si è posta il problema della necessità di una metànoia,capace di tenere la barra diritta della politica verso nuovi lidi ,fino ad oggi sconosciuti, dell’agire etico? Di una riflessione ontologica della politica? Di comportamenti morali? In modo particolare ,avrà il coraggio di celebrare il matrimonio tra le competenze teoretiche e le gravi esigenze di un territorio devastato,vuoi da un punto di vista urbanistico,ove ha sempre regnato la legge mafiosa dell’illegalità e dell’inferno del cemento,vuoi della morte dell’arredo urbano ove v’è l’ignorare dell’altro. I nuovi ,normali mortali,assessori avranno la capacità di realizzare un’etica iperbolica? Cioè un’etica capace di travalicare i normali parametri di riferimento tradizionale e, razionali, del volgare provincialismo nostrano, che fino ad oggi ha abitato le pochezze mentali dei passati amministratori ,incapaci di esprimere quelle idee costruttive per fare di Giugliano una città dal volto umano, e non schiava dei comportamenti mafiosi e camorristici di pochi,volgari,comuni cani sciolti, dell’ignoranza locale?. Osiamo qualche riflessione con delle gocce di sapere.Noi riteniamo che il buon governo è meritocrazia,competenza,”sapere”, limitato alla propria onestà intellettuale,poche cose realizzate per l’utile di tutta la città. Qualità della vita,rispetto per l’altro,educazione ,ricerca e crescita di talenti,formazione politica,dialogo ,ascolto,reciprocità,
disponibilità ecc.. ecc…tutto è continuo divenire. Diversamente, noi riteniamo che il potere è arroganza,prepotenza,schiavitù,forza bruta,incapacità di ascolto,di comprendere, dialogare.Il potere è la forza bruta della bestia,non dell’animale. L’anima-le ,ha l’anima,la bestia è priva di anima. A Giugliano,la bestialità dell’arroganza del potere ha ucciso talenti ed energie,facendo arretrare la civiltà e la cultura,così come la ghigliottina in Francia durante la rivoluzione.Gli utili organici al potere non hanno disprezzato il progresso, perché fuori dal recinto nostrano.Nel nome del progresso, molti hanno disprezzato la loro stessa civiltà,solo per ignoranza ,perché hanno confuso progresso e civiltà.Il potere a Giugliano non ha mai conosciuto la civiltà del Diritto,solo l’arroganza,la prepotenza del potere mafioso.Bisogna lamentare il silenzio delle coscienze ove si “grida” da sempre, nel senso biblico di pregare,l’esigenza di Giustizia. Si , signori, di Giustizia,non del rispetto della legge.La legge è l’ipostasi della Giustizia,quando l’uomo ignora la Giustizia formula l’illegalità legalizzata ,propinandola per Giustizia.Noi speriamo , nel nostro piccolo, vi sia qualcuno che capisca l’esigenza del nuovo corso che impone di guardare la fonte della Giustizia e non considerare la formula protagorea “l’uomo misura di tutte le cose……..” La legge spesso è una volgare formulazione egoistica,insieme di interessi per pochi, forse per molti,mai per tutti.La Giustizia è per sempre, è per tutti.Essa non lascia ,alcuno, nella solitudine della legge, spesso in balia della prepotenza del potere.Saremmo felici di un cenno di risposta,qualunque sia , sarebbe l’inizio di un dialogo delle istituzioni con la città.
Francesco Saverio Iacolare