La salvezza viene dal Nulla Biblico

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Da molti anni si usa il prefisso post, per indicare delle realtà trascorse come nel caso dell’epoca post-industriale, post-cristiana. Due momenti che  vivevono  il conflitto esistenziale della propria visione del mondo. Il cristianesimo nella sua universalità ha cercato, e continua a farlo, di diffondere il messaggio della salvezza dal peccato per rendere più serena la vita dell’uomo,  difendendola dalle insidie dell’esistenza. Il mondo dell’industria, deputato a migliorare anch’esso la qualità della vita materiale, con  la produzione di beni si è evoluto, o involuto, nel creare enorme ricchezze, ma nel contempo governato da un’economia che uccide. Questa ha diffuso, mediante lo sfruttamento, sofferenze, malattie, morte, conflitti, immoralità. A questo punto possiamo anche dire che vegetiamo in un’epoca post-politica, vista     l’incapacità della politica di governare l’economia. Una politica priva di etica è fatta da omuncoli immorali, incapaci di comprendere la politica nel suo unico significato “servizio per l’altro”.Gli immorali sono quelli che usano la forza di un leone contro la dolcezza dell’agnello, questa l’idea di politica trasmessa loro dall’immoralità del “Principe”. Una politica che esclude la dimensione spirituale della persona, una politica che usa la forza bruta di tutte le forme di violenze delle leggi contro i deboli. La più grande espressione culturale europea era quella, attraverso il cristianesimo, in modo particolare il messaggio evangelico, di predicare il rispetto per la vita e la dignità della persona. Lo sforzo del cristianesimo è sempre stato quello di evitare la deriva materialistica della società di massa, purtroppo ,sembra, con poche speranze. Oggi non siamo più nulla, neanche post. Post-cristiani, post-industriale,forse anche post persone visto come scorre il mondo. Siamo ridotti a recipienti vuoti da riempire di tutte le nefandezze prodotte da pseudi uomini. Oggi ci sentiamo espropriati dal patrimonio spirituale che per secoli abbiamo coltivato, non v’è più il coraggio di ribellarsi dalla massa governata dal potere del bisogno. Chiediamoci,  perché non considerare il nulla biblico come il serbatoio della creazione eterna visto che Dio ha creato il mondo dal nulla. Non potrebbe essere questo una riflessione circa l’essere stati creati a immagine e somiglianza di Dio? Le epoche passate hanno le radici i cui frutti, ne l bene e nel male, sono parti integranti della nostra civiltà. Perché dunque non ripensare al “nulla” come partenza di un processo attraverso il quale, come Francesco, spogliarci di tutte le nostre “orpellerie” specie di quelle che derivano dall’uso della falsa politica, della manipolazione culturale per rendere le persone massa. Un processo culturale, oggi, difficile da potere realizzare. Troppi anni sono stati uccisi dalla produzione consumistica ed egoistica. La cultura dell’impegno e del sacrificio è stata banalizzata al punto che l’espandersi dell’arrivismo e del “tutto e subito” ha causato una squallida omologazione delle coscienze. Colpe gravissime sono da attribuire alla faziosità di un laicismo non laico che con la complicità della scuola e della televisione – dittatorialmente democratizzate – hanno ridotto la nostra esistenza priva di pensiero. Obbedire al nulla biblico significa: disobbedire, uscire dalla massa mediante la critica comparata dell’ecumenismo politico. Significa dire no al potere tecnocratico-mafioso delle istituzioni rappresentate da individui di paglia come dalle nostre parti. Forse un giorno qualcuno potrà ripensare al nulla biblico per rifondare la persona sulla nudità dell’anima, comprendendo che esso è il serbatoio della creazione eterna. La nostra azione pedagogica, per il momento, non trova spazio in un mondo omologato dall’egoismo e dalla mancanza di sensibilità altruistica.

Un mondo ove più nessuno cerca di dare senso.

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