INCONTRO GENERAZIONALE

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

Una persona anziana, molto pensosa e preoccupata, corre con ansia nelle vie del paesone, incontra un giovane al quale chiede con tristezza: “Scusa dov’è la politica”? Il giovane lo guarda stupito e gli dice , io non so cosa sia, qui certamente non esiste e non abita. Ma se non sai cosa sia come fai a dire che non esiste, proprio per questo, vedi quando non si conoscono le cose non esistono anche se esistono. Mi chiedevo preoccupato, il giovanotto intelligente ha ragione, in questo paesone non v’è più politica forse non è mai esistita, basta guardarsi intorno e costatare il degrado morale nel quale viviamo. Il giovane dal volto pulito, impegnato, ma fuori dal mio tempo comincia a parlare dicendo. Forse ho capito, la vostra politica ha solo stitici orizzonti, paure frustranti, programmi elaborati dalle vestali della menzogna, dell’inganno, dell’ignoranza, dalla violenza del potere. Il vero politico deve avere orizzonti di sofferenza per poter comprendere il bisogno. Una sofferenza molteplice deve essere conosciuta dal politico, la sofferenza che si esprime dal fisico, allo spirituale, dall’esistenziale, all’ascolto dei fratelli diversamenti abili. Il politico dovrebbe fare stage negli ospedali, nelle carceri, negli ospizi, e in tutti i luoghi di vera sofferenza. Una bella vacanza al suo essere sociale piena di senso, di ricchezza altra, di logiche verticali capaci di riempire di significato il suo tempo. Il tempo è vivibile e si può recepire solo in prospettiva futura. Non esiste un tempo che scandisce il passato, solo gli attimi di presente futuro. L’accadimento di eventi passati danno l’idea di tempo perché ciò che eravamo ieri non siamo oggi, ecco il tempo che caratterizza la diversità dell’essere e delle cose. Tutto scorre, passa, attraverso frammenti che sembrano tempo ma, non è tempo. Il frammento non può costituire il modello universale del tempo. L’uomo moderno malato dalla sindrome di onnipotenza della tecnologia ha messo il bavaglio alla scienza facendola diventare muta, ciò ha dato alla tecnologia l’illusione di essere luogo della scienza. L’uomo nella sua follia tecnocratica si pone come meta di fermare il tempo, il sogno del nano che crede di essere gigante. La cattiva medicina è l’ipostasi dell’arroganza dell’uomo che vuole sconfiggere la morte. Una medicina priva di anima e abitata da sogni di immonda politica che crede di rendere immortali i potenti. Continui “restauri” vengono fatti ai loro corpi nell’illusione di vivere in eterno, quindi esseri immortali. Povera gente, sono privi della certezza escatologica della morte come necessità della vera rinascita. Si vuole imporre la morte come percorso ultimo dell’inutilità di una biofisicità priva di vita, questa la politica da imporre ai miserabili, ai poveri, quindi ai deboli che non hanno peso politico. La necessità di un restauro dei corpi dei potenti è necessario per continuare la politica dell’onnipotenza. Una politica così intesa invita al restauro della storia nella quale la natura impone le sue leggi. Il tempo viene percepito nelle sue mille varianti, come: esistenziale, politico, religioso, tempo dell’odio e della sofferenza, dell’amore e dell’accoglienza. V’è un tempo della vita e della morte nel cui percorso vi sono gli eventi dell’esistenza umana, un’esistenza nella quale l’uomo che non percepisce né angosce , né emozioni, né irrequietezze è una vita la cui esistenza è senza tempo, ma esiste. Il giovane mi stupisce, continua su ciò che diceva che non conosceva. La politica ha perso il significato di tempo come luogo della possibilità della qualità della vita, infatti, non potendo controllare il collasso della ragione nel delirio di onnipotenza sogna il mito dell’immortalità. Il politico non ha educazione sociale, in compenso ha molti disordini cognitivi che gli procurano infarti nella comunicazione. Il pensiero intelligente del giovane interlocutore mi guarda e dice: Voi adulti, con la vostra giungla che chiamate società non vi rendete conto dei disastri arrecati a noi giovani. Per anni avete pereclitato, molto spesso evitato, la possibilità a noi giovani di esplorare gli sterminati territori dell’anima, ciò ha procurato in molti giovani una povertà culturale della conoscenza degli spazi interiori e della loro ricchezza spirituale. Il mostro del consumismo li ha defraudati del respiro dell’animo riempiendo di vuoto i loro desideri di pieno. Vedi amico, spero tu abbia capito che cosa è la politica. Non sono stato esaustivo lo so, però ti auguro che tu possa trovare un tempo catartico attraverso il quale possa ripensare seriamente alla politica come servizio,noi non abbiamo bisogno delle briciole date in elemosina. Abbiamo bisogno di condivisione e amore.

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