La lunga notte del paesone.

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

L’ignavia del consiglio comunale, nonché il parassitismo culturale d’una giunta priva di idee di vita, hanno sparso su tutto il territorio una epidemia di disperazione circa la grande illusione delle attese. Non è possibile continuare a far finta di nulla di fronte all’involuzione paurosa di un’azione politica, mai iniziata. Una azione politica mai mossa dalla cultura di appartenenza delle  persone , solo dal settarismo individuale che esclude a-priore l’essere persona. Gente che, giorno per giorno, continua ad uccidere la persona che vive sotto la spessa coltre dell’individuo, una persona che ha la dimensione spirituale ignorata dalla loro stupidità, schiava del proprio egocentrismo. La prova costante del loro ignorare è il becero attaccamento alla poltrona che esprime potere e non governo, utile per pochi, bene per nessuno. Codesto comitato d’affari è sordo al “grido di dolore” del povero paesone in coma irreversibile. Castaldo fu sfiduciato da molti dei presenti nell’attuale condominio comunale perché non accettò “ordini”. Scelse l’esilio politico in compagnia della sua coscienza. Castaldo è Persona. Coloro che lo sfiduciarono erano e sono rimasti individui privi di coscienza, per loro sarà sempre una lunga notte. Abbiate il coraggio di guardare la luce dell’alba, presagio del nuovo giorno. Speravamo che il nostro paesone potesse essere un popolo inteso come entità spirituale, una comunità capace di comunicazione intersoggettiva in grado di esprimere il valore di persona nell’azione politica. Purtroppo il paesone ha perso quel residuo di sentimento di empatia, inteso come conversione degli sguardi che cercano l’altro come persona da amare, non individuo da sfruttare. La causa di questa decadenza morale è la mancanza di cultura, in modo particolare la mancanza delle culture delle libertà, di conseguenza del dialogo tra coscienze che dovrebbero dialogare. Sembra, sembra che la maggioranza sia di orientamento cristiano. Noi non sappiamo se v’è mai stata, in costoro, una riflessione circa il cristiano nel suo ruolo politico. Abbiamo i nostri dubbi quando scorrendo la lista degli appartenenti all’Opus Dei, incontriamo individui come D’Alema e l’assessore Delfino. Ciò ci rende triste. Delfino non ha nessun potere decisionale circa la presenza di D’Alema, però visto ch’è un cristiano potrebbe avere anche lui dei dubbi circa l’ateismo del suo condomino, che nulla ha da spartire con il Vangelo di Cristo , con gli affari -dell’opus dei- certamente si. La differenza e che D’Alema esprime il suo ateismo non essendo un cristiano, Delfino è un praticante del cristianesimo ateo. Delfino, dici qualcosa di cristiano. Chiedi al tuo compagno di lista; perché sei in lista? Riguardo gli altri condomini, della maggioranza condominiale, sono in attesa che i resti del pranzo di Epulone, mangiati dai cani, sono in “preghiera” nella speranza che i cani non mangino le briciole. Poveri ragazzi non conosceranno mai la gioia dell’esodo da individuo a Persona. Quando si comprenderà che il cristianesimo, prima di essere un insieme di norme e di dottrine, è storia dell’Uomo che testimonia la Sua vita, allora potrà iniziare il processo di empatia che da sempre aspetta di essere realizzato. Il povero paesone non è attrezzato  culturalmente per affrontare un processo di metànoia. Il primo atto, indispensabile, è quello della formazione di una classe politica che impari, da subito, a guardare l’altro come ricchezza per la collettività e, non come disprezzo e fastidio da evitare. I nostri pseudo politici non conoscono la civiltà del dialogo, né, tanto meno, il dialogo. Non conoscono né la democrazia, né la civiltà della convivenza. Molto lontani sono dalla presa di coscienza dell’etica della responsabilità. Sentiamo una profonda tristezza per l’incapacità di affrontare una  riflessione pubblica, della mancanza di dialogo, in modo particolare della mancanza di umanità, ristretta questa al solo utile privatistico-nepotale. Questa la rivoluzione della futura classe dirigente a cui affidare il paesone di domani. In particolare liberarsi dai mille mafiosi- ormai obsoleti- della cultura pagliettara, che occupano le nostre istituzioni. Che possa un granello di umiltà impadronirsi dell’animo di qualche individuo, del consiglio comunale convertitosi in persona, dando luogo al dialogo con il paesone. Amen.

                            

 

 

Pubblicità

Con tag Cultura

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post