La gratuità di una Fede testimoniata.
Quando la contestazione è simbolo della libertà.
Il primo uomo ad insegnarci che la contestazione è simbolo della libertà è stato Gesù. Tutta la Sua contestazione non è mai stata rifiuto dell’altro, l’altro non è mai stato considerato la fisicità del corpo,ma la capacità di ascolto della Sua parola. Questo momento critico è necessario perché stiamo vivendo ,oggi, la crisi del cristianesimo tradizionale istituzionale che non è stato in grado di dare sempre -nel corso del tempo- delle testimonianze evangeliche. Per dare queste testimonianze, spesso, uomini come Davide Maria Turoldo esclamava: “ Per stare dalla parte del Vangelo,sono costretto a stare fuori dalla chiesa”.Una storia di cristianesimo sconosciuto,quello della contestazione ,che non conosceremo mai attraverso i canali ufficiali ma solo dalla controinformazione. Questo mancato impegno, da parte di molti uomini di chiesa, lungo il corso della storia ha fatto sì che il “gregge” perdesse la “via” per tornare all’ ”Ovile”.La ragione di una simile sofferenza va individuata nel fatto che la Fede è stata vissuta come chiusa nel proprio essere immobile senza schiudersi, con gratuità, nell’esser-ci del mondo. Una fede che si è posta delle domande dandosi delle risposte, diversamente da una Fede che si pone all’ascolto dei tragici interrogativi dell’umanità. Una fede vissuta con agonia, ha escluso necessariamente l’altro come fratello di un comune cammino,senza comprendere che insieme andiamo alla stessa “Dimora”. La vera Fede è quella che genera un’umanità fondata sull’agape, la tenerezza, l’amore che, al di là di tutti gli amori ,secondo S.Agostino, non solo viene da Dio,ma , è Dio. La necessità del crocefisso è stata quella di squarciare il velo ipocrita della fede dei farisei per ascoltare , dalla gloria della Croce, il dramma degli uomini. La Parola di Cristo non si è opposta a quella dei farisei, come verità all’errore, perché insieme condividono la stessa Fede. Nei farisei l’egoismo del potere li ha spinti a predicare una falsa verità, uccidendo la Verità. Per Cristo Verità, la sua contestazione rappresentò il movente con il quale i farisei ostacolarono la predicazione della buona novella, che insidiava il loro potere, fino a decretarne la morte .I farisei ebbero il terrore di una Fede testimoniata da un uomo solo,a costo della vita,
di fronte ad un fede blaterata nello squallore del potere temporale. Il teologo ,Karl Barth, ebbe a dire “La chiesa ,non il mondo, ha crocifisso Cristo”. Questo ieri. Oggi, il famoso monaco, Enzo Bianchi, reputa che è stato il potere temporale, e quello dei sacerdoti, ad uccidere il Cristo. Pur essendo una verità storica,tuttavia, non ci si può sottrarre ad una riflessione destabilizzante circa la venuta di Cristo e che la Sua morte in croce sia colpa di tutta l’umanità, la quale deve sentirsi responsabile per tutti i secoli avvenire?. Noi non crediamo che l’umanità sia stata condannata a vivere nell’angoscia di aver commesso una colpa così grave,quella di aver ucciso il Padre. Il Padre, come amore, non vuole l’angoscia dei figli per questo ha dato la Sua vita. Una fede blaterata dal potere genera un ateismo che riduce l’uomo alla semplice funzione materiale propagatrice di tutte le nefaste conseguenze del male, diversamente, una Fede testimoniata con la sofferenza della croce, rappresenta l’unica Via attraverso la quale riconoscere Il padre come fondamento del Fondamento. Il Cristo inaugura la grande stagione dell’amore con la fraternità. E’ colui che dice nel Vangelo di Giovanni “ vi ho chiamato amici”. Una dimensione ove rimanda l’altro sempre oltre se stesso, fuori dal proprio egoismo. La Fede di Cristo non si basa sul principio di autorità dell’istituzione,ma sull’autorevolezza di una coscienza critica capace di offrire la vita come quella di Cristo e di tanti martiri che, in nome della Verità testimoniata seguono il Vangelo . Continuare a predicare una fede legata all’obbedienza della tradizione ,delle consuetudine, al terrore delle fiamme dell’inferno, all’angoscia del castigo,è una condizione di continuo travaglio che non permette di vivere la libertà del Vangelo ,non insegnataci nei secoli,per questo era vietata la lettura. L’unica Fede è quella di Cristo che, basatasi sulla libertà concessaGli dal Padre, l’ha testimoniata con l’amore donando la vita. Questa profonda verità non abita ancora il cuore di molti degli uomini che si dicono cristiani. La vera Fede è quella che viene testimoniata giorno per giorno, non quella rappresentata da farisei dai loro sepolcri imbiancati. Il tentativo di trasformare Dio in ideologia, facendo credere di credere, rappresenta un atto blasfema che è stato causa del pervertimento di molti pseudo politici che hanno sposato l’ideologia del potere. La nostra tradizione culturale occidentale,ha solo predicato Dio al primo posto,poche volte l’ha testimoniato. Ha sempre preferito presentarci il dio degli eserciti, il dio giudice antropomorfico, il dio che castiga, il dio vendicativo. Il Dio veterotestamentario è fortemente in contrasto con il Dio Amore di Cristo che ci insegna a porgere l’altra guancia, a perdonare settanta volte sette. L’adesione al Vangelo significa partecipazione alla nudità della Parola con amore pieno ,incondizionato. Abbiamo sempre pensato che l’amore debba essere meritato,quello umano. Abbiamo ignorato che l’amore vero ,quello offertaci dal Padre è Gratuito .