LA POLITICA CON IL “GREMBIULE”
Una dimensione dell’agire umano sconosciuta ai nostri politici. Questo l’auspicio per il 2010 Dalle cronache cittadine, ogni giorno, si evince lo sfacelo di una coscienza che non c’è. Basta guardare il “palazzo” dove ogni momento si uccide la politica, con paradossale suicidio di un’inesistente maggioranza e opposizione. Giugliano è diventata il luogo di morte della politica, di conseguenza il cimitero delle idee, cioè il vuoto di qualsiasi proposta, progetto. Il re è maledettamente nudo, tutti gli schiavi continuano a dire :“ che bel vestito indossa il re”. Tutto diventa virtuale, illusorio, squallidamente mortificante per coloro che sono costretti a vegetare al posto del vivere. Un paesone ,il nostro, privo di respiro universale, fuori da qualsiasi dimensione etica, morale spirituale. Un luogo schiavo della più rapace fottocrazia, farcita di cattiveria e ignoranza Il nostro “palazzo” è luogo di inciuci, invenzioni di commedie, irriverenze etiche, libertinaggio, confuso per libertà. Un sindaco incapace di liberarsi da una “corte “di yesman, pronti a tradirlo oggi, come già hanno fatto ieri. Tutto ciò si arroga il diritto di farsi chiamare politica. Questa è ignorata perché sconosciuta nel suo significato, chi s’illude di praticarla non è un politico, solo un povero ignorante fottocratico, privo di coscienza etica del servizio. Possibile che una minoranza di minorati politici, privi di cultura di servizio per “l’altro”, debba impedire la libertà di crescere a centomila persone solo perché posseggano la dittatura dei numeri vestita di falsa democrazia? Esprimiamo i nostri dubbi circa l’esistenza della democrazia nel paesone chiamato Giugliano. In questa “contrada” obsoleta abita da sempre “l’imbrogliocrazia”, “la fottocrazia”, certamente non abita la nobile cultura del servizio come azione politica. Gli elettori dovrebbero esercitare la loro memoria storica durante le elezioni, ricordarsi di tutti quei “sinistri figuri”, che, usando la promessa di sogni, esercitano la professione del fottocratico da anni, trasformando i numeri di voti in conto in banca, con la disonestà di chi sa e non denuncia. La città ha il dovere di una riflessione etica, bisogna avere il coraggio di una coscienza collettiva che interpelli quel poco che resta della famiglia, della chiesa, di uomini e donne onesti/oneste e di buona volontà che sono la maggioranza, di non lasciarsi imporre pupazzi da eleggere al servizio del puparo di turno. Una convocazione di coscienza che sappia riscattare una nobile giuglianesità devastata nella sua relazione interrotta, fatta di memoria storica, tradizioni, cultura. La cultura a Giugliano è diventata un mestiere, un esercizio inutile e rapsodico, spesso una speculazione ove il favoritismo è serbatoio di voti. A quando una svolta culturale che sia via maestra per le nuove generazioni attraverso l’azione di coloro che siano capaci di indossare il “grembiule” e smettere il “colletto bianco”? A quando come diceva il grande e compianto Tonino Bello, vescovo di Molfetta, una chiesa con il grembiule? Noi diciamo che anche la politica deve indossare il grembiule, una categoria questa che sappia privilegiare il “volto”, che sappia leggere nel sociale, che sappia accogliere la sofferenza, stare dalla parte dei bisognosi. Per esercitare questa azione politica ci vuole una cultura sconosciuta, difficile da attuare, perché fatta di rinunce, disponibilità. Una cultura, questa, poco amata perché è convocazione di coscienze, ciò rende inquieti i vigliacchi. Questa cultura si chiama C O R A G G I O. Un “luogo “ sconosciuto per coloro che agiscono arando il proprio miserabile orticello. Una dimensione etica di grande spessore perché legata alla libertà più profonda dell’esserci. Questa dovrebbe essere la convocazione della coscienza collettiva di Giugliano capace di compiere lo stesso gesto di Cristo il giovedì Santo, quando servendo i Suoi Apostoli testimoniava l’umiltà come servizio. A questo proposito la presenza nella giunta di Pianese di un aderente alla potente Prelatura dell’Opus Dei, ci ricorda che ,il grande Josemaria Escrivà de Balaguer aveva come ideale la santità nella vita quotidiana attraverso una continua formazione spirituale per meglio proporre iniziative apostoliche, sembra tuttavia che non sia il caso del Delfino assessore. Nella massima opera del fondatore ”Cammino” vi è una continua raccomandazione alla preghiera per “espiare le proprie colpe e portare un manto invisibile che possa coprire i sensi e le singole facoltà.” Le grandi intuizioni dell’Opus Dei sono arrivate , negli anni trenta, ad anticipare alcuni temi del concilio vaticano II. Purtroppo,come tutte le grandi istituzioni, anche la potente Opus Dei ha subito il “ fascino” della secolarizzazione con tutte le nefaste conseguenze che la portarono ad essere implicata nello scandalo del banco Ambrosiano, alla vicinanza di Calvi, a quella di Sindona,fino ad essere considerata, dal gesuita padre Wlodomir Ledochowski, una “ massoneria cristiana”. La potente prelatura aveva anche potere di porre l’indice dei libri proibiti, pensate, il Dottor Zivago era da bruciare. Il buon Josemaria, per difendersi dalle accuse diceva: “Non abbiamo mai smesso di vedere l’intervento della Provvidenza Divina nelle manciate di fango che periodicamente ci vengono buttate addosso……. da alcuni santi uomini,……….Noi dobbiamo “comprendere che non ci comprendono”. Non ci sorprende certamente sapere che insieme a Raffaele Calabrò, Giovanna e Mario Delfino, Teresa Armato, e tanti altri conosciuti, vi sia Massimo D’alema tra i membri della prelatura, comprendere l’imbrogliocratico per antonomasia non è difficile visto il suo vissuto di inciuciatore. Un ateo che compie opere apostoliche!!!!. Che follia la grazia di Dio. Un folletto nel sogno ci ha raccontato di alcune lacrime di Pianese la sera della candidatura alla provincia, non voleva disperatamente,ha accettato,così come ha dovuto accettare presenze estranee al suo territorio perché scienziati, dal sapere assoluto, dovevano risolvere la vita del paesone Giugliano, che illusione.Il sindaco Pianese , avendo letto la Metamorfosi di Kafka, ed essendosi convertito al cristianesimo che predica il vangelo, ha rifiutato i cristianesimi imposti dalla secolarizzazione come strumenti smisurati del proprio egoismo. Oggi rappresenta un ostacolo da rimuovere sulle via della “conquista “ finale del paesone di nessuno. Forse il Pianese voleva dare dignità politica al territorio visto che è il cesso d’Europa , dignità giuridica con l’istituzione del tribunale visto ch’è una spietata terra di illegalità e di convergenze mafiose, forse voleva un paesone trasformato in una città a misura d’uomo, forse..forse. Improvvisamente il folletto ci ha pregato di non divulgare il suo segreto e lasciarlo nel cassetto dei sogni proibiti, poi ha ripensato alla dignità del suo ruolo è ci ha pregato di divulgare il suo sogno. Noi intanto convochiamo il nostro coraggio in modo che il“grembiule” non resti un sogno, diversamente Giugliano continuerà a morire. Noi auguriamo a tutti, ai politici, agli amministratori, ai mafiosi, ai camorristi, ai cani sciolti, agli uomini di buona volontà, alle donne che si sacrificano per le famiglie, alle “puttane” e a tutti coloro che sognano un paesone onesto, in modo particolare i giovani,compresi gli aderenti all’Opus Dei, diventiamo esempio di umiltà indossando il grembiule del servizio. Un semplice sogno che può essere realizzato con la responsabilità di tutti coloro che ancora sognano un paese in grado di recuperare la bellezza morale di un tempo. A U G U R I e buon 2010
Pubblicità