Perchè Dante?

Pubblicato il da Iacolare Francesco Saverio

+                                    Perché Dante?

 

Vogliamo illuderci che vi sia una presa di coscienza nel constatare che L’Italia non abbia mai preso sul serio il problema dell’altro. La superbia dell’occidente, di voler universalizzare la cultura, come Cultura in sé, ha prodotto nei secoli gravi danni alla formazione culturale fino a trasformarla in arma di dominio o, peggio, di colonizzazione in molte aree geografiche del mondo.

Oggi ci troviamo di fronte ad un’Europa che rinnega le sue fondamenta religiose, morali, un continente in declino, il cui canto del cigno segna l’incapacità di una dimensione verticale. La sua cultura esprime confusi conflitti tra la civiltà dell’essere e quella , nichilista,  dell’avere.

Siamo sempre più invasi da una globalizzazione tecnologica, commerciale, finanziaria, informatica . L’uomo è  messo da parte, diventa sempre meno uomo. Il progresso tecnico-materiale ha adombrato il progresso reale, cioè quello che Arnald Toynbee definisce “spiritualizzazione”.

Qui vogliamo sognare che il riferimento al sommo poeta

Dante, fatto dalla “nomenclatura” sia un tentativo recondito, timido, per dire: dove stiamo andando?

Esiste ancora una identità europea capace di esprimere un’etica condivisa con l’altro?

Dopo seicento anni dalla morte del  Sommo poeta, una maggiore riflessione, circa l’opera e il pensiero ci offre la scoperta di un messaggio che ci aiuta ad uscire dal gretto provincialismo, sia in campo politico che religioso, ma soprattutto culturale. Una profezia medievale ricorda che il vero senso dell’opera di Dante sarebbe stata svelata seicento anni dopo la sua morte.

Riteniamo vera questa profezia , visto che solo nel 1921 si sono conosciuti i legami culturali tra Dante e il mondo islamico. Il suo maestro,  Brunetto Latini, gli fece conoscere “Il libro della Scala “ di Maometto che rappresentò un modello a cui ispirarsi per la composizione della “Commedia”,- solo più tardi chiamata Divina da Boccaccio.- così come ritiene il grande islamista spagnolo,

Miguel Asin Palocios, che  esalta  Dante per le sue grandi intuizioni politico-religiose ed ecumeniche. .Oggi, per quanto ci riguarda,l’attualità del monito “non più donna di provincia ma bordello” è innegabile. In una Italia allo sbando, priva di timone, ”Nave senza nocchiero in gran tempesta”,non è possibile non intuire la drammaticità e l’attualità di Dante. Come negare l’altro grande monito alla chiesa di Cristo che sposò la povertà, e dopo undici secoli  di vedovanza ,il  poverello di Assisi ,con un gesto di follia accoglie a sé la vedova di Cristo. Francesco viene esaltato da Dante quale modello da imitare vista  la chiesa opulenta e  corrotta che in quel tempo era scandalo. Francesco non esitò a recarsi in Oriente  a predicare la Parola di Dio. Oggi? Francesco ,Dante, chi sono? In un momento di conflitto con il mondo islamico è opportuno conoscere che Dante  non solo conosceva le lingue semitiche,in modo particolare l’arabo ma, come affermato da Charles  H.Schier in un saggio del 1866,” Dante rappresenta ancora oggi con la sua cultura islamica un elemento di confronto e di ispirazione per la società occidentale”.

Che forse ci si pone l’interrogativo se Francesco rimane ancora il prototipo dell’uomo di fede o questo è il contrario della prima follia?

Che forse bisogna chiedersi perché Dante agli esami di maturità quando quasi tutti i programmi dell’ultimo anno riguardano il novecento? Forse un tentativo per ribadire, al modo dei descolarizzatori,”La scuola è Morta”e bisogna porre mano ai programmi, se si vuole avere una scuola futura dal volto umano e non un groviglio tecnologico ove l’uomo è sempre più oggetto di ricambio.

L’anarchia italiana è grave sintomo di decadenza morale,culturale,religiosa, politica .L’Altro”,dove sei?

Francesco e Dante lo cercarono per amarlo diversi secoli fa

Forse riproporre Dante (nonostante lo svarione della traccia

che prova la crisi della cultura ,di cui stiamo dicendo) vuole

significare un voltare pagina? Aprire una finestra sulla luce per uno sguardo verso nuovi orizzonti?Forse una decisa volontà di cambiamento? Che forse tutto ciò è stato dovuto al fatto che l’uomo ha compreso che il rimuovere la morte,

dalla cultura contemporanea, è stato un grave errore perché

essa è il passaggio obbligato alla vera vita .L’invito di Dante nel percorso dei tre regni è quello di una conversione

all’altro con il quale c’è Salvezza. L’uomo si infutura in quanto costantemente siamo futuro insieme “con”,solo così

possiamo ricominciare. Questo messaggio di Dante è perenne e va compreso,sembra che qualcuno,timidamente, lo abbia compreso.

 

                                       Francesco Saverio Iacolare

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