Quando vi è onore nella memoria storica.
Quando vi è onore nella memoria storica.
Una memoria storica che dovrebbe essere trasmessa, come pedagogia politica esistenziale, alle nuove generazioni se crediamo nel futuro.
Sfogliando il libro della memoria storica, di quando Giugliano era una cittadina nei primi anni del dopo guerra, prima ancora che, negli ultimi tempi, diventasse un paesone impolitico e corrotto, vogliamo ricordare che il prossimo otto giugno ricorre l’anniversario della morte di un illustre cittadino “dimenticato”, non sappiamo se per pregiudizio, ignoranza, o peggio per cattiveria. L’illustre cittadino, “dimenticato” è l’avvocato Nicola Taglialatela, nato a Giugliano il 26 giugno 1916 e morto l’otto giugno 1995. Divenne ufficiale pilota ad appena 22 anni degli aerei bombardieri S 79. Nonostante la giovane età si distinse nelle armi con croce di guerra, pereclitando più volte la propria esistenza. La sua condotta etica e morale fu ripagata dalla stima e affetto di migliaia di cittadini per il suo impegno civile. Il 4 ottobre del 1943, un funzionario della prefettura di Napoli, insieme ad un capitano inglese e un sergente maggiore americano, venne a Giugliano per destituire il podestà Dottor Giuseppe Aprile, era depositario delle chiavi della sede comunale. Fu nominato un comitato di liberazione per assicurare una reggenza amministrativa fino alla fine delle ostilità contro i nazisti. Vi furono alternanze di vari commissari con nomina prefettizia fino alla fine della guerra. Nel luglio del 1945 ritornava dalla prigionia il giovane tenente dott. Francesco Maisto .Questi organizzò un comitato di reduci e combattenti nell’intendo di dare un tessuto amministrativo popolare alla città,”concordando” con il comitato di liberazione una diversa amministrazione. Vi fu quindi una piccola rivoluzione pacifica e fu convocato il popolo con il sistema della sirena, con la quale si era soliti suonarla in caso di allarme. Il giovane Maisto tenne un discorso alla folla di convenuti mettendo in risalto che Giugliano doveva essere governata da uomini voluti dal popolo e non imposti al popolo. Questa fu l’occasione in cui il Maisto propose il nome dell’Avvocato ed amico Nicola Taglialatela alla carica di Sindaco della città. Vi fu una acclamazione popolare che ebbe a testimoniare come si operava in democrazia. Un evento inusitato che anticipava una visione di governo sempre agognata dai giusti di ieri ,ma mai realizzata dai “banditi” di oggi. L’intelligente prefetto di Napoli, Selvaggio, non potè che ratificare, con piacere, tale decisione popolare dal settembre 1945 all’ottobre 1946. Una memoria storica ,tra le tante, della Giugliano di ieri che hanno onorato la sua aspirazione ad essere città. Quando la politica era considerata un onore mettersi al servizio della città, il popolo riconosceva l’onestà,la moralità,l’eticità e donava il governo della città. Il sindaco Nicola Taglialatela svolse il suo ruolo alla luce del sole, con grande onestà, trasparenza, quando questa non era regolata da leggi fasulle e non costituiva un alibi per delinquere ai danni dei cittadini. L’istituzione era quasi sempre rappresentata dalla nobiltà delle persone con un notevole patrimonio etico-morale. Essa era un baluardo di sicurezza e rispetto da parte della città. Non era concepibile che i ladri, i disonesti, gli incompetenti, i faccendieri, potessero avere accesso alle istituzioni e offendere le loro “ sacralità”. Ieri, i sani valori morali, la testimonianza etica, rappresentavano le vie attraverso le quali si entrava a far parte della politica. Questi, oggi, sono titoli di demerito. I nuovi titoli sono: esser ladro, faccendiere, amico del capo bastone locale, regionale o nazionale. Una politica che espelle dal suo operare l’etica e la morale, questa politica ha bisogno solo di obbedienti Yesmen, non altro. Abbiamo avuto negli ultimi anni molte figure grigie, moltissime pascolano in attesa di ordini del capo. Il paesone giugliano ha rinunciato da anni a coltivare l’onore di essere città. Un luogo arido, privo di animo, con i colori della tristezza, di riconoscenza per i suoi figli. A proposito di riconoscenza, dobbiamo dare atto all’ “orso” Gerlini che, quando è stato primo cittadino, rievocò la figura di Nicola Taglialatela come uomo degno di essere stato eletto per acclamazione popolare. Il paesone ha bisogno di un lungo esercizio di sana pedagogia esistenziale, culturale, politica, per poter aspirare, fra “cento anni”, al ruolo di città. Noi siamo dell’avviso, “purtroppo”, che non esiste la coscienza del purtroppo, per questo abbiamo l’onore di essere “ la taverna del re ”. Un invito a tutti quelli che hanno ancora un briciolo di dignità, diffondete la buona pedagogia dell’esistere partendo dalla personale testimonianza, diversamente non si è credibile. Noi siamo convinti che il consiglio comunale è ancora abitato da persone oneste, ma non basta per dare un segno distintivo e di rispetto della memoria storica. L’unanimità del consiglio comunale dovrebbe proporre la titolazione di una piazza, una via, o un busto marmoreo (senza che lo paghi la famiglia), in attesa che domani quando sarà istituito il tribunale si possa dare il suo nome ad una aula visto che fu insignito di medaglia d’oro al merito forense.
francescosaverioiaco@libero.it