Il tempo cerca il suo nome
Il tempo cerca il suo nome.
Gli uomini che vivono una vita d’impegno,fatta di alterità, eticità,atti oblativi si sentono delusi da un tempo incapace di interrogarsi alla maniera di OOSTERHUIS chiedendo:
“Tempo qual è il tuo nome”.Impossibile una risposta se non si crea un processo di osmosi con la propria interiorità. Diversamente,invece, il problema non esiste per coloro che non si preoccupano di esplorare il proprio orizzonte limitato da steccati materialistici,temporali.
Moltissimi scavano nei meandri del proprio essere,cercando nella singola interiorità un senso per dare un nome al proprio esserci.Altri invece vivono la solitudine della propria vita ,accumulando beni, senza preoccuparsi di dare significato alla propria esistenza.Con questa premessa ci chiediamo:tempo qual è il tuo nome?Una risposta complicata,impossibile, ma in divenire.
Ci chiediamo se il 900 ha cercato di darsi un nome attraverso i suoi protagonisti,un secolo tumultuoso dai mille rivoli,una grande tensione dialettica che fa pensare ad un mosaico di diversi 900.In questo contesto ,Evandro Agazzi,ha coniugato l’espressione di 900 novecenti.Lo storico Eric J. Hobsbawm lo ha definito secolo breve,un altro storico, Giorgio Rumi, si chiede: è esistito il 900 e se è stato breve o lungo. Esso è complicato nella definizione perché il primo tratto che va dal 900 al 914,appartiene alle implicazioni politiche ed ideologiche del congresso di Vienna.Un mondo che si frantuma violentemente con l’avvento della prima guerra mondiale,una carneficina da undici milioni di morti e milioni di feriti.Una ferita epocale che da luogo ad un’epoca frastagliata di eventi funesti che finisce con la caduta del muro di Berlino.Il 900 emette mille ipostasi nel corso della sua storia.Sono di tipo scientifiche,teologiche,storiche ,filosofiche,letterarie,ecc..
Queste diversità vengono investite dall’evento del modernismo che irrompe nel nuovo tempo storico, segnando la differenza con il passato.Una diversa coscienza va formandosi quando si fa la differenza con il tempo precedente.Il terreno elettivo di questo movimento fu l’istituto cattolico di Parigi,ove, su richiesta di Roma nel 1878,veniva istituita la facoltà teologica,luogo di formazione di Alfred Loysi,da cui nacque il Loysisme che prese il nome di modernismo.
Un movimento di pensiero cattolico operante verso la fine dell’ottocento e gli inizi del 900,che cercava una conciliazione tra la filosofia moderna e la teologia.Causa di questa esigenza era il persistere della condizione di “ancella della filosofia” rispetto alla teologia.Visto il conflitto che ancora perdurava,molte personalità,filosofi,teologi di varie nazionalità,abbandonarono la Chiesa ufficiale dando luogo al dissenso.Il principio del modernismo era quello di “riformare la Fede”, aprirla agli aspetti della modernità liberandola dalla metafisica greca.Il positivismo razionalizzava il cristianesimo escludendo qualsiasi spazio spirituale.Il movimento confondeva l’atto religioso con la Fede,per questo ne voleva fare un fenomeno da laboratorio.
L’atto religioso non ha nulla a che fare con la Fede,esso è un momento parziale della esistenza,la Fede è la totale esistenza,infatti Cristo non è venuta a chiamare l’uomo ad una nuova religione,Egli è venuto a chiamare alla vita.
In Italia solo nel 1904 cominciò a circolare il termine modernismo,condannato da Pio IX,nel famoso Sillabo,nel quale vietava qualsiasi forma di dialogo tra civiltà moderna,ricerca scientifica e chiesa cattolica.
Più tardi nel 1907 veniva condannato da Pio X nella famosa Enciclica Pascendi Dominici Gregis,considerava il movimento un corpo organico di dottrine non compatibili con il Magistero della Chiesa.
Lo stesso Papa Pio X redasse e pubblicò,il primo settembre 1910 il famoso Giuramento Antimodernista che veniva imposto a tutta la comunità ecclesiale,compreso studenti e professori.Questo Giuramento rimase in vigore fino all’avvento del Concilio Vaticano II,quando fu abrogato per volere di un Papa modernista, Giovanni XXIII. Vogliamo solo ricordare che, appena nel 1995,il cardinale Mark A. Pivarunas,in occasione della festa di Pio X il tre settembre,diceva tra l’altro ”Oggi celebriamo la festa del Papa Pio X,il cui motto era instaurare tutto in Cristo,ed è particolarmente dai suoi insegnamenti papali che troviamo i principi dottrinali che giustificano la nostra posizione teologica per mantenere la nostra Fede cattolica tradizionale
E rigettare le false innovazioni della Chiesa Conciliare del Concilio Vaticano II. Visto il profondo conflitto,ancora oggi presente,è lecito chiedersi:Ma Cristo è Patrimonio delle Chiese o dell’uomo?.
Questo movimento di rinnovamento fu la pietra d’inciampo
nell’ambito della chiesa cattolica. Uomini come il cardinale Ferrari, AngeloRoncalli, RomoloMurri, Ernesto
Bonaiuti,furono considerati degli eterodossi.Ricordiamo che Ferrari e Roncalli, sono stati elevati agli onori degli altari .Angelo Roncalli divenne Giovanni XXIII, e indisse il concilio Vaticano II all’insegna della migliore eredità del modernismo che entrò a far parte dell’ortodossia cattolica.
Diverso il destino di Romolo Murri,egli fu interprete del modernismo da una visione cattolica come luogo antropologico esclusivo, fuori dall’ortodossia del tempo.Fece tentativi di rinnovamento, della prassi politico-sociale ,cercando una conciliazione tra democrazia e religione. Fondò i fasci democratico-cristiani,gli uffici del lavoro,l’opera dei congressi,la lega democratica nazionale. Paradossalmente giustificava la sua attività citando Dante e Savonarola dicendo che si può essere al tempo stesso cattolici e anticlericali.Tutta la sua attività fu reputata non conforma alla ortodossia della Chiesa e fu sospeso.Dopo si presentò alle elezioni nelle liste radical-socialiste e ciò gli costò la scomunica,si sposò,aderì all’interventismo e al fascismo.Pochi mesi prima di morire ,1944,si riconciliava con la chiesa. L’altro sacerdote modernista ,Ernesto Bonaiuti, esperto in storia del cristianesimo,pubblicava “Lettera di un prete modernista”.Una tesi di identità fra escatologismo cristiano e speranza socialista,voleva fondare un socialismo cristiano.
Nel 1921 veniva scomunicato,ma con i buoni uffici del cardinale Gasparri veniva reintegrato,durò poco perché nel 1924 fu nuovamente scomunicato per il persistere delle sue idee.Egli profetizzò l’avvento di una terza epoca,dopo quella del Padre,del Figlio,si aspettava quella dello Spirito.
Il metodo positivista,suffragato dalla scienza,fece nascere la presunzione, nei cattivi interpreti della dimensione laica, che il modernismo poteva predicare un mondo che non aveva bisogno della esistenza di Dio,imponendo l’universalità di una laicità ferita e ridurre la religione a un fatto privato,si voleva predicare una fratellanza di illuministica memoria uccidendo il Padre.
Infatti, la modernità genera un nuovo pensiero politico che sostituisce a Dio la società come principio di giudizio morale.la società viene rappresentata come fonte di valori.Dopo aver ucciso il padre si vuole sostituirlo con il collettivismo,uccidendo anche l’individuo.
Vi fu il monopolio di un modernismo discriminante di cultura atea e materialistica ,ma vi fu anche un modernismo non fagocitato dall’ateismo.Qui si svilupparono i due umanesimi classici,Quello ateo e quello Cristiano.
La superbia culturale del primo aveva avocato a sè il concetto di laico ,come esclusivo e contrapposto a cattolico;si considerava il laico una categoria antropologica a se stante,senza comprendere che la universalità del cattolico va oltre lo steccato di una laicità ghettizzata nello
ambito di una secolarizzazione priva di respiro universale. In questo contesto la secolarizzazione assume un doppio significato.Il primo e che essa rappresenta la collisione tra Bibbia e Storia.Forse nella mitologia biblica ,di Adamo ed Eva,con l’uscita dal mondo della stanzialità a quella del movimento inizia il processo di secolarizzazioni,di nomadismo , come necessità dell’esserci?
Essa è una liberazione dal controllo metafisico e religioso,o una via necessaria per conoscere l’opera creatrice,iniziata da Dio, ma necessariamente continuata dall’uomo.Non dimentichiamo l’esortazione di Cristo quando dice : “farete cose più grandi di me”. Sotto questo aspetto il 900 continua nella sua accezione ermeneutica sia filosofica che teologica,
Questo potrebbe essere il secondo significato.Da questa riflessione scaturisce una distinzione tra secolarizzazione e secolarismo.La prima si avvale della scomparsa di ogni determinazione religiosa dai simboli dell’integrazione culturale.Il secondo è ideologico in quanto vuole costruire una nuova concezione del mondo,affidando all’uomo l’opera che un tempo era di Dio. -In questo contesto il 900 mette in epochè sia l’etica che la morale.-Questa distinzione metodologica non ha retto perché v’è stata una esigenza teologica cristiana ,dal versante protestante, dovuta al fatto che una volta riconosciuta il carattere liberatorio ,dai vincoli di sudditanza che accompagna la secolarizzazione,è
stata avanzata l’idea da parte del teologo Gogarten,che Cristo sia stato l’iniziatore della secolarizzazione.Questa idea rimette tutto il mondo teologico in discussione in quanto Cristo abbia effettuato un esodo definitivo dal Padre. Ipotesi, questa, avanzata nei fratelli Karamazow di Dostoevskij nel capitolo del grande inquisitore ove la venuta di Cristo irrompe nella quieta di una Siviglia di una notte di mezza estate del cinquecento. Un grande tumulto di popolo disturba il sonno tranquillo dell’Inquisitore, questi fa arrestare lo “Sconosciuto”, lo portano nel “Palazzo”e lì per tutta la notte il solo inquisitore parla nell’attesa di una risposta che non arriverà.Alla fine dirà”Domani ti farò bruciare”.Tu non dovevi venire ora,non era questa la Parusìa.Sappi che tutta quella gente che stanotte Ti osannava, domani sarà ben lieta di aiutare il boia ad attizzare la legna al tuo rogo.”Purtroppo Tu non hai capito una cosa importante,la chiesa non ha bisogno di Te,ha bisogno di noi preti”.
Questo evento fa pensare che l’uomo secolare è quello che ha rifiutata la metafisica e la religione non in nome dell’ateismo,ma in nome di un impegno autenticamente cristiano,da ciò secolarizzazione ,mentre secolarismo è la visione profana e irreligiosa della vita
Il 900 è stato anche luogo dell’interruzione violenta della memoria,di eventi,considerati fisiologici nella dialettica del
tempo,forse.Purtroppo l’avvento di ideologie di morte,come il comunismo,il fascismo ,il nazismo,sconvolsero i tradizionale punti fermi dell’orizzonte antropologico. Non a caso, François Mauriac, nella prefazione del famoso libro la Notte, di Elie Wiesel riporta l’episodio immondo di un bambino che assiste all’impiccagione di un altro bambino che aveva il “volto di un angelo infelice”sentì qualcuno gemere dietro di lui, “Dov’è Dio”? ,Dov’è? Dov’è dunque Dio?”,e in lui una voce rispondeva.”Dov’è? Eccolo:è appeso e noi lo abbiamo impiccato.Chiediamoci piuttosto,dov’è l’uomo? Gli eventi, il modernismo,le mille riflessioni dell’uomo hanno aperto vastissimi orizzonti per la conoscenza dell’altro.Quanti siamo stati e saremo disposti ad accogliere l’altro?
Ogni giorno ergiamo nuovi muri,sono squallidi monumenti all’ipocrisia che potrebbero essere vie a nuovi olocausti. Il 900 è stato luogo di rivoluzioni anche teoretica,sia nel campo educativo dichiarando “la scuola è morta”,sia di un totale rovesciamento delle istituzioni.Ricordiamo E.Reimer,P.Freire,Lorenzo Milani,Ivan Illich. A ciò aggiungiamo le ricerche informatiche ,scientifiche e troveremo uomini superbi disposti a rinnovare il messaggio della morte di Dio.Ciò è dovuto al fatto che il progresso ha civilizzato gli uomini ma ha perso il genere umano. Noi pensiamo diversamente e cioè che il grande dolore di Dio,continuato con il 900,è il segno incomprensibile,dell’amore e della libertà del libero arbitrio,nonostante il mancato ascolto dell’uomo.
Un uomo schiacciato dalla dimensione epulonica dell’esistenza,non in grado di porsi in ascolto della sofferenza del proprio simile.Conseguenza di questa sete di potere è la realtà di centinaia di focolai di guerra nel mondo,nonostante che da anni si predica l’ecumenismo, sia politico che religioso,temi molto cari a Giovanni Paolo II,il Papa che assunse molte eredità di un crudele 900:Frammenti di eredità che non esitarono a colpirlo. L’uomo da sempre cerca Dio,l’Assoluto.Molti hanno creduto nel successo di questa impresa, perché se lo sono costruito a propria immagine,generando grandi cataclismi perché volevano sostituirsi a Dio.
Oggi ,in un’epoca pst-moderna ,l’uomo avendo perso molti riferimenti sta compiendo il tentativo “politico” di organizzare la disperazione culturale per cercare nuovi punti fermi. L’uomo ha dimenticato la domanda rivoltagli dal Padre quando dopo il peccato,nascondendosi,lo chiamò dicendo “Dove sei Adamo”? Noi pensiamo che la superbia del 900 sia stata il rifiuto di farsi cercare da Dio, nascondendosi con le foglie di fico fatte dal delirio di onnipotenza. L’uomo del terzo millennio,saprà vestirsi della sua nudità,lasciandosi trovare da Dio,così come si dispose il poverello di Assisi?
Forse possiamo riuscirci se seguiamo la via di Giovanni quando ci dice che Dio è Amore.Se siamo capaci di amare saremo ricchi,diversamente saremo come ora,miserabilmente poveri della nostra ricchezza .Una povertà che ci impedisce di prendere le distanze da tutte le forme di violenze.Solo consapevoli della nostra ricca povertà,del nostro essere “nudi” possiamo dare il nome al tempo. Un tempo di non violenza.